Vertici Agcom al rinnovo, serve meno politica e ruolo più incisivo

Nelle prossime settimane Governo e Parlamento rinnoveranno i vertici di alcune autorità amministrative indipendenti. Tra queste c’è anche l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha il compito di assicurare la corretta competizione tra gli operatori del mercato e tutelare gli interessi degli utenti. Tra i suoi compiti rientrano anche l’adozione di regolamenti in materia di comunicazioni elettorali e la vigilanza sul rispetto della par condicio.

Con l’esplosione delle nuove tecnologie e l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione online, il ruolo dell’Agcom è diventato particolarmente delicato. Eppure gli strumenti a disposizione di questa autorità non sembrano essere particolarmente incisivi. Ad esempio, le linee guida emesse per l’utilizzo dei social network durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018 non sono state rispettate.

Definizione

Da tempo in Italia sono operative le autorità amministrative indipendenti. Si tratta di enti disciplinati dalla legge che godono di autonomia, sia dal punto di vista amministrativo che finanziario. Tra queste, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), istituita dalla legge 249/1997, ha la finalità di assicurare la corretta competizione tra gli operatori e tutelare gli interessi degli utenti.

L’autorità è diretta da un Consiglio composto di 5 membri. Il presidente viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio, d’intesa con il ministro per le Comunicazioni (previo parere delle commissioni competenti di Camera e Senato). Gli altri membri sono scelti dal Parlamento, 2 per ciascuna Camera. Il collegio resta in carica per 7 anni.

Tra i compiti principali del Consiglio vi sono la possibilità di invitare il Governo ad interventi normativi; la predisposizione di specifici regolamenti per l’applicazione delle norme sull’accesso alle infrastrutture; la disciplina per il rilascio di concessioni e autorizzazioni da proporre al ministro per le Comunicazioni; l’adozione di provvedimenti per evitare la creazione di posizioni dominanti o comunque vietate.

L’Agcom produce regolamenti e linee guida. Può imporre sanzioni amministrative e dirimere controversie.

Il Consiglio a sua volta si suddivide in due commissioni di cui fanno parte il presidente e due commissari ciascuna. La commissione per le infrastrutture e le reti si occupa principalmente della gestione e dell’assegnazione delle frequenze; mentre la commissione per i servizi e i prodotti vigila sul rispetto delle norme riguardanti la qualità dei servizi offerti e le loro modalità di distribuzione.

Finora presidente è il docente Angelo Marcello Cardani. Oltre al presidente in carica, gli attuali componenti sono: Antonio Nicita e Mario Morcellini alla commissione per le Infrastrutture e le reti, Antonio Martusciello e Francesco Posteraro alla commissione per i Servizi e i prodotti.

Il presidente Angelo Marcello Cardani

Tra i compiti svolti dall’Agcom, da sottolineare la predisposizione dei regolamenti elettorali per garantire la parità di accesso ai mezzi di informazione a tutti i contendenti. A questo si affianca l’attività di monitoraggio e vigilanza sul rispetto della “par condicio” in base alla legge 28/2000.

Essendo un’autorità indipendente, l’Agcom gode di autonomia amministrativa, contabile e finanziaria. In base alla delibera 17/1998 e successive modifiche, i costi per la sua attività sono sostenuti tramite il contributo versato dagli operatori del settore. L’autorità è comunque sottoposta al controllo di un’apposita commissione di Garanzia i cui membri sono nominati dal Consiglio tra i magistrati del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti, dei livelli superiori della giurisdizione ordinaria e tra gli alti dirigenti statali.

Per agevolare la propria attività, l’Agcom si avvale dei Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom). Si tratta di enti istituiti con specifiche leggi regionali i cui ambiti di competenza sono definiti con un regolamento redatto d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

Così come le altre authorities, l’Agcom presenta una relazione annuale sull’attività svolta al presidente del Consiglio, che poi la trasmette alle Camere.

Dati

Parallelamente all’esplosione del settore dovuta all’avvento delle nuove tecnologie, anche l’attività dell’Agcom è continuamente aumentata. Negli ultimi 10 anni, infatti, il numero di  atti pubblicati è sempre incrementato (salvo una lieve flessione tra il 2012 e il 2013). Si parte dai 631 atti del 2010 per arrivare ai 1.514 del 2019.

Tra le attività di competenza dell’Agcom, l’impegno per la regolazione e vigilanza sui “media” ha avuto una crescita esponenziale. Si è passati dai 182 atti pubblicati per questa area tematica nel 2010 agli 861 del 2019 (il 56,9% del totale). All’interno di questa macro-categoria rientrano una serie di voci estremamente rilevanti come la lotta al cyberbullismo, all’hate speech (incitamento all’odio), alla pubblicità ingannevole e molto altro ancora.

Il peso maggiore ce l’ha però la lotta alla pirateria. Dei 1.514 atti pubblicati nel 2019, ben 638 hanno riguardato provvedimenti per la chiusura di siti di streaming che violavano le nuove normative sul copyright.

Riguardo all’hate speech, proprio nel 2019 è stato approvato un apposito regolamento che però non pare aver sortito particolari effetti. Nell’anno considerato è stata infatti prodotta una sola diffida mentre, per il momento, nel 2020 solo una comunicazione.

Sempre nel 2019 l’Agcom ha emanato due richiami verso Sky e Rai per violazione della legge sul pluralismo politico, mentre sono stati 77 i provvedimenti emessi contro gli operatori del settore per violazione delle norme sulla pubblicità.

Altri aspetti estremamente rilevanti purtroppo non hanno avuto la stessa attenzione. Ad esempio, sui cosiddetti “big data” ci si è limitati alla pubblicazione di una ricerca, mentre poco è stato fatto per altri fenomeni critici come cyberbullismo e fake news.

Analisi

Una delle critiche maggiori che viene rivolta all’Agcom, così come ad altre autorità indipendenti italiane, è quella di non essere realmente autonoma rispetto alla politica, tanto che alcuni parlano di “autorità semi-indipendenti“. Un esempio è rappresentato dallo stretto rapporto che intercorre tra l’Agcom e la commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai che spesso ha chiamato i vertici dell’Autorità a dare conto del proprio operato.

Un altro aspetto critico è legato al fatto che finora non si è fatto molto per tutelare gli utenti sul versante dei più moderni mezzi di comunicazione, come i social network. Ed anche laddove qualcosa è stato fatto, come nel caso delle linee guida sul rispetto del silenzio elettorale sui socialnon sembra aver prodotto effetti concreti.

L’Agcom, infatti, ha tentato di superare il gap normativo dato dalla mancata regolamentazione sull’utilizzo politico dei social network equiparandoli ai mezzi tradizionali. Le indicazioni fornite non sono state rispettate ma questo non ha portato a particolari conseguenze negative per i trasgressori.

La normativa vigente vieta di fatto ogni forma di propaganda elettorale (in tv e attraverso comizi pubblici) nel giorno del voto e in quello precedente. Sarebbe pertanto auspicabile che anche sulle piattaforme in questi due giorni fosse evitata, da parte dei soggetti politici, ogni forma di propaganda, per evitare di influenzare con pressioni indebite l’elettorato ancora indeciso”.

Numeri alla mano, l’attenzione pare tuttora maggiormente rivolta verso i media tradizionali piuttosto che sulle nuove tecnologie. Un atteggiamento riflesso di quello della classe politica che solo ultimamente ha iniziato ad interessarsi alle più evolute forme di comunicazione. Molti a questo proposito si sarebbero aspettati una maggiore spinta all’innovazione da parte dell’Autorità.

Tuttavia, come si è visto, gli attuali poteri dell’Agcom non consentono di svolgere un ruolo realmente incisivo. Per questo sarebbe auspicabile una riforma che ne aumentasse il peso, anche in virtù dei temi delicatissimi (dai big data, alle fake news, al 5G) che dovranno essere affrontati nei prossimi anni.

Leggi anche: Quante sono le autorità amministrative indipendenti

Fonte: openpolis

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