Pro Vita, L’Italia dice NO alla legge sull’omotransfobia e alla dittatura gender

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“Un intero popolo in piazza contro il ddl Zan”. E’ visibilmente soddisfatto Toni Brandi, il presidente di Pro Vita Onlus, associazione impegnata in difesa della vita umana e della famiglia naturale, già organizzatrice del Congresso Mondiale delle Famiglie. Sul sito dell’associazione commenta il successo della mobilitazione nazionale di ieri “#Restiamo liberi”, per dire “no” al nuovo ddl contro l’omotransfobia.

“Un popolo si sta alzando in piedi, decine di migliaia di persone di ogni fede, colore politico si sono alzate in piedi in oltre 50 città italiane nel nome della libertà di espressione contro le censure e per amore delle donne e dei bambini – sostiene Brandi – Sono decine infatti le piazze che in questi giorni, in particolare ieri e fino al 25 luglio, si sono riempite di persone che hanno manifestato pacificamente, e con tutte le misure di sicurezza del caso, contro il disegno di legge sulla omotransfobia, in discussione in queste settimane in Parlamento”.

“Più di 500 a Catania, Palermo e Verona, più di 600 a Vicenza, Torino, più di 300 a Bologna e quasi mille a Milano. Molte manifestazioni, inoltre, sono nate spontaneamente. Una prova in più di quanto io popolo sia stufo di questo governo che dimentica le famiglie ed i veri bisogni degli Italiani – aggiunge il presidente di Pro Vita – Quello che le piazze chiedo, dunque, è che il Presidente della Repubblica Mattarella blocchi questa legge iniqua e incostituzionale che calpesta in particolare gli articoli 19 e 21 della nostra Carta Costituzionale e che Conte e tutti i politici di ogni colore si concentrino sui veri bisogni del popolo italiano: giustizia sociale, emergenza e soprattutto la povertà, acuita da questa crisi sanitaria ed economica post Covid19″.

Il popolo si sta alzando in piedi, dicevamo, e continuerà a farlo da qui fino al 25 luglio: Dall’11 al 25 luglio l’Italia rialza la testa e fa sentire il proprio NO alla legge altamente liberticida sull’omotransfobia. A Roma, la manifestazione avrà luogo in Piazza Montecitorio, giovedì 16 luglio alle ore 17. La campagna proseguirà fino al 25 luglio e gli italiani continuano a inondarci di richieste organizzative. Le manifestazioni sono aperte a tutti i cittadini” hanno poi ricordato in una nota Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice di Pro Vita.

“Proprio l’altro giorno – hanno proseguito Brandi e Coghe – la senatrice Maiorino (una delle proponenti dei progetti di legge in questione) si è di nuovo rammaricata del fatto che non ci sia il reato di “propaganda di idee” nel progetto di legge dicendo esplicitamente di temere che organizzazioni come Pro Vita possano continuare a esprimersi (sic!). Tuttavia, ha subito aggiunto: ‘Avendo inserito il reato di incitamento all’odio, lì prendiamo tutto’. La gravità di queste parole non è stata sottolineata da nessuno ma racconta meglio delle nostre parole quanto il pericolo di una dittatura LGBT renderà schiavo, nell’opinione e nel pensiero, il popolo italiano. Al presidente Mattarella rivolgiamo un appello: faccia rispettare la Costituzione e fermi il totalitarismo che si prepara”.

“A Laura Boldrini, che ieri cinguettava mettendo in allerta contro il rischio fake news sul ddl Zan-Scalfarotto, chiediamo solo se le bastano le parole della collega. A noi sembra chiaro che scrivere reati così ampi, ambigui e interpretabili, significa poter punire praticamente qualsiasi azione che si etichetti come odio” hanno continuato.

“Difendere pubblicamente la famiglia naturale e i diritti dei bambini potrà essere interpretato come istigazione alla discriminazione omotransfobica. E non si capisce perché non si guardi ora all’America e all’Inghilterra, Paesi che hanno iniziato la rivoluzione antropologica del gender diventando ispiratori della rivoluzione arcobaleno, ma che ora stanno correndo ai ripari. In America per esempio, a causa di diversi casi di violenza sulle donne da parte di transgendender biologicamente maschi, il Dipartimento per l’edilizia abitativa e lo sviluppo urbano (HUD) ha predisposto un nuovo regolamento federale che permetterà ai rifugi dei senzatetto femminili di essere veramente frequentati da sole donne, vietando l’ingresso a chi si dichiara trans”.

“Poi – hanno attaccato Brandi e Coghe – diteci se non è odio quello di Boyd Burton, atleta transgender di arti marziali, che ha dichiarato in un recente tweet, indirizzato anche alla Rowling, creatrice di Harry Potter, di aver fratturato con gioia il cranio di una sua avversaria: “Adoro pestare le TERF*”(acronimo che in italiano significa “Femminista radicale trans esclusiva”)?” continua a denunciare la nota di Pro Vita

“Per tutti questi motivi la mobilitazione di #RestiamoLiberi è urgente e prioritaria. Invitiamo tutti gli italiani a scendere in campo con noi in nome della libertà e della giustizia sociale” ha concluso la nota di Pro Vita. 

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