Emergenza Coronavirus: il Governo aggiusta il tiro?

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“Il governo starebbe pensando di prorogare lo stato di emergenza da Covid 19 al 31 ottobre, anziché a fine anno”. Lo annuncia l’agenzia stampa Adnkronos con un “lancio” alle 21,57 di ieri.

I casi sono due. O il virus ha fatto gentilmente sapere che è disposto a togliere il disturbo prima del tempo, lasciandoci liberi di festeggiare serenamente il Natale e il Capodanno. O il Governo, dopo le veementi proteste sollevate dall’intenzione di prorogare l’emergenza al 31 dicembre, ha politicamente deciso di aggiustare il tiro con il classico compromesso all’italiana. Staremo a vedere.

In ogni caso la proroga (più o meno lunga, ma ci sarà) ha spaccato il mondo medico-scientifico. Se Franco Locatelli (presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico-scientifico) e Pierpaolo Silieri (viceministro della Salute) difendono per ragion di stato il provvedimento, in molti lo giudicano inutile se non addirittura dannoso.

Giuseppe Roma. Per anni direttore del Censis, il sociologo oggi guida l’associazione Rete urbana delle rappresentanze (Centro di ricerca economico-territoriale).

Controproducente. Uno stato emergenziale duraturo non ci aiuta a ritrovare la normalità di cui abbiamo bisogno, anche se capisco che sia un provvedimento di carattere prudenziale. Il Paese ha bisogno di serenità per rimettersi in moto. Inutile dire “Dobbiamo fare come nel dopoguerra” se poi si costringe la gente a convivere con la psicosi del blocco. Il crollo del nostro Pil è dovuto al fatto che per un certo numero di mesi non si è prodotto e questo ha avuto impatto sul reddito e sulla psicologia delle famiglie”.

Massimo Clementi, virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

“E’ una incredibile forzatura. Che va in parallelo con i toni terrificanti (totalmente ingiustificati) con cui TV e grande stampa stanno descrivendo lo stato attuale della epidemia. Ma io non sono un politico e, diversamente da altri miei colleghi, non lo voglio proprio fare. E’ una azione contro cui sollevarsi se fosse decisa. Io scenderò in piazza, lo dichiaro sin d’ora”

Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano, direttore del reparto di Terapia intensiva.

La cosiddetta “forza letale” del virus si è notevolmente ridotta. L’interazione tra Sars-CoV-2 e l’ospite ha prodotto un cambiamento che ci ha favorito.”Tutti attendono l’arrivo della seconda ondata, io credo invece che il virus si possa fermare qua”.

Giulio Filippo Tarro, virologo allievo di Sabin e medaglia d’oro al merito della salute pubblica.

“Vorrei sapere da virologo nomi e cognomi degli esperti che hanno consigliato a Conte di prolungare uno stato di emergenza epidemiologica che non esiste, che è solo una invenzione a scopi politici”.

Matteo Bassetti, infettivologo, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Gemova.

“Stiamo dando al mondo l’idea di essere ancora in pieno dramma, che tutti i sacrifici non sono serviti a niente. Mentre è vero il contrario: il Covid è stata un’emergenza ospedaliera, che oggi, lo dicono i numeri, è finita. Ma viene comunicato il contrario, un atteggiamento veramente alla Tafazzi. Io lo dico da medico e non voglio fare politica, però anche la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre mi pare francamente un po’ spinta.”

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