La preghiera di Taizé: introspezione e meditazione anche nella pandemia

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taize

Ormai è noto da decenni, ma molte persone non hanno ancora mai sentito parlare dello stile di preghiera di Taizé, fortemente introspettivo. Forma di canto sviluppata nel XX secolo dai monaci francesi, Taizé è un termine che definisce sia lo stile musicale che i servizi ecclesiali che lo accompagnano. È difficile descriverlo se non lo si è sperimentato personalmente.

La musica di Taizé, che prende il nome dalla comunità monastica ecumenica in cui è stata elaborata, è semplice nella sua costruzione, concentrandosi su brevi parti di testo – in genere tratti dalle Scritture – cantate in modo ripetitivo per promuovere la meditazione sul testo biblico scelto. Nella pratica, i testi sono in molte lingue, creando servizi di adorazione inclusivi in cui i periodi intermittenti di silenzio contemplativo sono importanti quanto quelli in cui si canta. La varietà di lingue richiama la comunità monastica di Taizé, composta da più di 100 fratelli di oltre 30 Paesi.

In questo esempio di canto allo stile di Taizé si può sentire il coro che canta in modo ripetitivo per tutta la durata del brano. Lo stile impiega spesso dei solisti che sottolineano sottilmente la melodia, che in questo caso deriva da oboe, chitatra e voci soliste.

L’essenza dello stile di Taizé è stata descritta perfettamente da CJ Capen, suora della Congregatio Jesu, ministro musicale della chiesa di San Giovanni Neumann di Reston (Virginia), in un’intervista rilasciata al Catholic Herald:

“La preghiera nello spirito della comunità di Taizé è una forma meditativa di preghiera comune. Riuniti alla presenza di Cristo, cantiamo brani semplici, ripetitivi, senza troppe parole, permettendo al mistero di Dio di diventare tangibile attraverso la bellezza della semplicità. Poche parole ripetute in continuazione rafforzano la qualità meditativa della preghiera. Esprimono una realtà di base della fede che l’intelletto può cogliere rapidamente e che penetra gradualmente in tutto l’essere”.

Capen ha proseguito lodando il valore spirituale dello stile di Taizé, suggerendo che la ripetizione permette un riesame delle preghiere memorizzate per una comprensione più profonda:

“Amiamo le preghiere che abbiamo memorizzato, ma possono diventare un’abitudine, e allora non preghiamo più davvero. In Taizé c’è qualcosa che trasforma. Mi cambia, facendomi passare da indaffarato e stressato a sentire un legame con Dio”.

Questo stile è diventato così popolare che è stato formato un coro per eseguire alcuni canti di Taizé durante il periodo di isolamento dovuto alla pandemia di Coronavirus:

Non mancano certo registrazioni di Taizé su Youtube. Clicca qui per ascoltare una playlist di brani in molte lingue!

Fonte: Aleteia

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