Il coraggio di Don Lillo: omelia infuocata contro il ddl Zan-Scalfarotto

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“Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Il Vangelo di Matteo 5,37 è piuttosto chiaro sui doveri del buon cristiano. E don Lillo, al secolo Don Calogero D’Ugo, è così: un parroco alla Don Camillo, che non scende a compromessi, che non le manda a dire, anzi dice pane al pane e vino al vino, senza mezzi termini.

E così nell’omelia di domenica, sul gremito piazzale della sua parrocchia (del Santissimo Crocifisso di Belmonte Mezzagno, città metropolitana di Palermo) parte all’attacco del ddl Zan e riporta il pensiero della Chiesa su una legge che potrebbe imbavagliare la libertà di pensiero e di opinione. “Chiunque dirà che la famiglia è composta da un uomo e una donna potrà andare in galera. Persino la Bibbia potrebbe non più essere citata. E se passa questa legge io potrei essere denunciato per questa omelia!”

Immediata e stizzita la replica della rete lgbt, che sul sito Gayburg, blog di informazione, attualità e cultura gay, tuona: “Pare che il fumo di Satana abbia davvero corrotto la Chiesa dato il numero di prelati populisti che sgomitano per offrire la loro falsa testimonianza contro il prossimo in nome della loro totale adesione alla propaganda creata dalla lobby di Toni Brandi e Jacopo Coghe. Questa volta è don Calogero D’Ugo, parroco a Palermo, ad aver trasformato la sua omelia in un comizio a sostegno dei crimini d’odio“.

Sullo stesso tono NEG Zone, portale LGBT + News & Queer Communiity: “Dopo il rosario di Lizzano per implorare il fallimento del ddl Zan, la preghiera diventa strumento politico anche in provincia di Palermo, dove la predica di Don Calogero D’Ugo, detto Lillo, si trasforma in un comizio in cui la legge contro l’omotransfobia e la misoginia diventa qualcosa di demoniaco da sconfiggere. In un video pubblicato dalla pagina (Facebook) ultracattolica Da chi andremo?, si può ascoltare un monologo di 7 minuti, in cui il prete invita ad opporsi al disegno di legge, definendolo un «rischio gravissimo» e utilizzando la metafora della «zizzania che verrà bruciata all’inferno dove c’è la dannazione eterna», davanti a alla piazza di Belmonte Mezzagno, dove si è raccolto un importante numero di fedeli”

Ma lui, don Lillo, scrolla le spalle e va avanti dritto per la sua strada: “il di più viene dal maligno”.

Don Calogero D’Ugo è nato ad Altavilla Milicia (PA) il 10 novembre 1968. Ha seguito corsi di Storia, Filosofia e Pedagogia presso l’Università di Palermo laureandosi nel 1992. Ha poi seguito i corsi di Paleografia, Diplomatica e Archivista all’Archivio storico di Palermo. Il 27 dicembre 1996 è stato ordinato sacerdote nella Cattedrale di Palermo dal cardinale Salvatore De Giorgi. Dal 2002 al 2006 ha studiato Dottrina sociale della Chiesa all’Istituto pastorale “Redemptor hominis” della Pontificia Università Lateranense di Roma, conseguendo nel 2006 la licenza e nel 2012 il dottorato in Sacra teologia con specializzazione in Dottrina sociale della Chiesa.

Nel 1996 è stato nominato vicario parrocchiale della Parrocchia Maria Santissima Delle Grazie di Conte Federico (PA) e l’anno successivo parroco. In questa Parrocchia già dal 1994 svolgeva il suo servizio pastorale da seminarista e diacono. Nel 1998 è stato nominato direttore della scuola di Formazione socio-politica della Diocesi e assistente ecclesiastico dell’Ufficio pastorale per i Problemi sociali e del lavoro. Nel 2000 è stato nominato assistente generale dell’associazione Guide e scout San Benedetto. Incarico che ha portato avanti fino al 2015. Dal 2002 fino al 2010 è inoltre stato delegato diocesano presso la CEI per il Progetto culturale. È stato anche cofondatore dell’associazione culturale Società domani di Palermo. Dal 1997 è stato membro eletto del Consiglio presbiterale della Diocesi.

Nell’ottobre 2007, infine, gli è stata affidata la Parrocchia del Santissimo Crocifisso di Belmonte Mezzagno.

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