Caltagirone, cappella di San Francesco restaurata da FAI e Intesa Sanpaolo

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Al via i lavori di restauro della cappella di San Francesco all’interno del complesso monumentale di San Bonaventura di Caltagirone (CT) che il FAI e Intesa Sanpaolo sostengono con il contributo di 25.000 euro, assegnato nell’ambito dell’iniziativa “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare.

Grazie all’impegno del “Comitato per San Bonaventura”, sostenuto con forza dalla Diocesi di Caltagirone, che ha raccolto i voti creando una sinergia con l’amministrazione comunale e diverse realtà cittadine, 17.558 persone hanno votato la Chiesa di San Bonaventura al nono censimento I Luoghi del Cuore facendole ottenere la 21ª posizione nella classifica nazionale e la 2ª posizione in quella regionale. Questa straordinaria partecipazione, scaturita dal desiderio comune di contribuire fattivamente al sostegno di San Bonaventura, importante monumento della propria città, ha permesso alla Parrocchia di San Giacomo – Diocesi di Caltagirone di partecipare al bando che il FAI lancia dopo ogni edizione del censimento, presentando un progetto di restauro della Cappella di San Francesco, valutato poi idoneo e finanziato con un contributo di 25.000 euro messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo.

Il complesso monumentale di San Bonaventura è costituito dalla chiesa, dal convento associato e dalle cripte. Edificato fra il 1631 e il 1650, venne ricostruito a seguito del terremoto del 1693. La chiesa presenta una pianta ad aula, a schema longitudinale con ripartizioni interne costituite dalle cappelle laterali, cinque per lato. L’interno ad unica navata è riccamente decorato di stucchi ed affreschi. Di Giuseppe Vaccaro è quello posto sulla volta a botte raffigurante San Bonaventura in gloria, datato 1835. Di grande effetto scenografico è l’affresco del presbiterio attribuito al pittore settecentesco di Acireale Pietro Paolo Vasta. Tutta la navata è segnata dall’ordine architettonico che emerge con l’aggetto di lesene capitelli e della trabeazione. Le cappelle laterali sono definite da un arco a tutto sesto che si affaccia sulla grande aula della navata e presentano volte a botte e crociere.

La chiesa, nonostante l’alto valore artistico, è stata per molti anni chiusa al pubblico e pertanto molti calatini ne ignorano le bellezze. Il convento, trasformato in casa circondariale a seguito della legge del 1866 che soppresse le corporazioni religiose, rientra tra le proprietà del Demanio pubblico, ma versa in stato di abbandono e di degrado.

L’intervento, reso possibile grazie al contributo “I Luoghi del Cuore”, interessa la cappella di San Francesco. Costruita dalla famiglia Gravina Interlandi, si apre sulla navata centrale e comunica con la precedente e la successiva attraverso aperture ad arco. È affrescata con effetto trompe l’oeil che riproduce una fastosa macchinetta d’altare marmorea, completata nella parte basamentale da un altare costruito in marmi policromi. II soffitto, crollato nel 1948, presentava una decorazione affrescata raffigurante balaustrate concentriche l’una sovrapposta all’altra, con effetto prospettico. Nella parete sinistra, in una chiave di arco dipinta, è impressa la data 1723, probabilmente riferita al completamento dell’apparato pittorico. La pala dell’altare, con S. Francesco che riceve l’indulgenza plenaria dal Cristo e dalla Vergine, è di Epifanio Rossi, originario di Noto, firmato e datato 1661.

Il restauro della cappella di San Francesco, già affidato al restauratore Angelo Mangiavillano che ne ha curato il progetto già autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, costituirà l’avvio decisivo per il recupero dell’intero complesso monumentale che restituirà questo luogo di fede, di arte e di cultura alla città e al territorio. San Bonaventura, altissimo esempio di commistione delle arti ad espressione della fede e del culto, costituisce infatti una delle più significative rappresentazioni della sensibilità e dell’ingegno artistico che la comunità di Caltagirone ha saputo produrre per secoli rendendo il valore di questo Bene culturale identitario per la comunità.

Contestualmente a questo intervento sostenuto dal contributo di FAI e Intesa Sanpaolo, sono già iniziati anche ulteriori lavori di recupero della chiesa di San Bonaventura da realizzarsi con i fondi provenienti dall’8xmille della Chiesa Cattolica Italiana e compartecipati dalla Diocesi di Caltagirone. L’intervento complessivo, già finanziato con decreto della Conferenza Episcopale Italiana, riguarderà il restauro delle coperture dell’edificio di culto, il recupero della sagrestia, del saloncino superiore e degli ambienti adiacenti siti sulla fiancata destra della chiesa. Inoltre sarà realizzato un nuovo impianto elettrico della chiesa in sostituzione di quello esistente ormai fatiscente e obsoleto. Questi interventi consentiranno pertanto la riapertura al culto della chiesa e la pubblica fruizione della stessa, per restituire alla città un gioiello di inestimabile valore.

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