Addio Sergio Vatta, maestro di calcio e di vita

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All’età di 83 anni si è spento improvvisamente Sergio Vatta, il mago delle giovanili del Torino.

Arrivato in granata nel 1977, ha guidato le giovanili del Toro fino al 1991 scoprendo e lanciando giocatori del calibro di Christian Vieri, Gianluigi Lentini e Diego Fuser. Ma anche nomi come Roberto Cravero, Antonio Comi, Dino Baggio e molti altri. Nella Primavera del 1989 ha preso il posto dell’esonerato Claudio Sala alla guida della prima squadra, senza però riuscire a salvarla dalla retrocessione in Serie B. Ma questi sono solo numeri e dati.

Il contributo di Vatta al Torino è stato fondamentale e soprattutto umano. Non era un semplice allenatore, soprattutto per i più giovani. Ai ragazzini faceva da padre, da guida, da punto di riferimento per farli crescere non solo come calciatori ma soprattutto come uomini.

Sergio Vatta, l’allenatore dei sogni

Allenatore, maestro, guida e punto di riferimento: è stato questo Sergio Vatta per i ragazzi del Torino e non solo. Un Uomo, prima che un allenatore, che ha segnato il calcio di quegli anni tanto che proprio a Sergio Vatta è stato dedicato il docufilm “L’allenatore dei sogni”. Un documentario firmato dal regista genovese Nicoletta che racconta proprio la vita e la carriera dell’ex tecnico delle giovanili del Torino. Di quel maestro di calcio e di vita capace di lanciare in Serie A oltre 60 giocatori e, soprattutto, capace di lasciare un’impronta indelebile sul calcio di allora e di oggi.

Il messaggio di cordoglio del Torino

Foto LaPresse

La scomparsa di Sergio Vatta ha ovviamente scosso tutto il mondo del Toro a partire dalla società granata che ha affidato al proprio sito il messaggio l’ultimo saluto all’uomo che rese grande il vivaio del Torino: “Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club – dirigenti, dipendenti, allenatori, calciatori, Settore giovanile – partecipano commossi al dolore della famiglia Vatta per la scomparsa di Sergio Vatta, straordinario scopritore di talenti, finissimo intenditore di calcio, uno dei più grandi maestri del nostro Settore giovanile. Vatta ha lavorato nel Torino dal 1977 al 1991, allenando per qualche mese anche la prima squadra, nella parte finale della stagione 1988-89“. “Ma è con il vivaio che ha scritto pagine indimenticate e indimenticabili, vincendo con la Primavera due campionati, quattro Tornei di Viareggio e sei Coppe Italia. Tra i suoi più grandi meriti c’è quello di aver lanciato in serie A oltre 60 calciatori cresciuti al Filadelfia, mentre non si contano quanti hanno comunque potuto intraprendere la carriera professionistica. Vatta è stato per generazioni di ragazzi un insostituibile punto di riferimento: un insegnante di vita prim’ancora che di calcio. Lo sport perde una figura di assoluto rilievo, il Toro piange un grande uomo, un vero amico“.

Anche la FIGC ricorda Vatta

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina

Vatta, terminata l’esperienza al Torino, entrò in FIGC, diventando responsabile di Under 16 e 17. Fu tra i precursori, inoltre, dello sviluppo del calcio femminile: allenò la Nazionale maggiore nella stagione 1997/1998. Così lo ha ricordato il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina: “Il calcio italiano perde un altro straordinario protagonista. Di Vatta ricorderemo la sua grande passione per questo sport e l’attenzione che ha riservato al mondo giovanile. Senza di lui, l’Italia calcistica sarebbe stata più povera di campioni”.

L’ultimo abbraccio all’allenatore, ancora amatissimo da chi ha vissuto quell’epoca, sarà domani, sabato 25 luglio alle 10 nella parrocchiale di San Rocco (via Umberto I, 130) in frazione Valle Sauglio a Trofarello.

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