Coronavirus, Zangrillo e Bassetti: “Basta fango, noi siamo sinceri”

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Sta scatenando diverse e forti reazioni il convegno tenutosi lunedì nella biblioteca del Senato a Piazza della Minerva: all’incontro, organizzato da Vittorio Sgarbi e del senatore leghista Armando Siri, hanno partecipato medici, scienziati, esperti e ricercatori che hanno avuto l’occasione di esprimere le loro testimonianze e argomentazioni a favore della tesi secondo cui ormai il Coronavirus in Italia non esiste più.

il primario del San Raffaele, Alberto Zangrillo, e l’infettivologo Matteo Bassetti

Il critico d’arte ha definito tale appuntamento molto importante, poiché dovrebbe portare all’elaborazione di un manifesto della verità. Nel mirino delle polemiche è finito anche Alberto Zangrillo, accusato di essere un negazionista e di aver offeso le vittime provocate dal Covid-19 e i parenti dei defunti.

Il prorettore dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano ha usato parole durissime per replicare alle critiche nei suoi confronti: “Gli autori delle accuse sono persone in malafede, che si espongono al rischio di querela per diffamazione. E lo afferma convintamente, poiché dice di aver visto personalmente ognuno dei circa 1.200 malati curati al San Raffaele, di aver lavorato “notte e giorno” fino al 18 aprile nelle 5 rianimazioni dell’ospedale e di aver trasportato in prima persona malati gravissimi nel suo reparto: “Il medico cura, dice la verità, si preoccupa responsabilmente, infonde coraggio e, se sostenuto dalle evidenze, esprime fiducia e ottimismo”. Pertanto ritiene di avere una visione completa della situazione sanitaria, che impone di dare risposte anche alle patologie che non si prevengono con la mascherina e con il lavaggio frequente delle mani: “Chi continua a scuotere la testa e allargare le braccia di fronte alle evidenze ha evidentemente altri interessi e farà presto una pessima figura”.

“No al pensiero unico”

Il virologo Massimo Clementi

A dar fastidio sono state pure alcune dichiarazioni rilasciate dall’infettivologo Massimo Galli, che si è detto stupito per il “messaggio inadeguato” che è stato lanciato “con elementi di evidente pericolosità”. Secca la risposta di Massimo Clementi, che non ha usato giri di parole per difendersi dalla tesi pronunciata dal collega: “Su che base ha titolo per dire chi può esprimere opinioni di tipo scientifico? C’è chi sta pensando ad un’azione legale”.

Oltre a Zangrillo, a esprimere la propria amarezza è stato Matteo Bassetti, che non si aspettava accuse di questo genere per aver semplicemente raccontato in pochi minuti la sua esperienza nell’ambito dell’emergenza Coronavirus: “Sono schifato dalla macchina del fango. Sono un professore universitario, faccio ricerca e non ci sto a farmi dare del negazionista da colleghi che, piuttosto, farebbero bene a leggere i miei lavori su questa malattia. È negazionista, piuttosto, chi nega il lavoro altrui”. Il direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova si domanda se nella scienza debba prevalere un pensiero unico: “Non mi piace un Paese così. La medicina ha bisogno di pluralità e fermento di idee”.

Fonte: il Giornale

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