Coronavirus, ma cos’hanno da nascondere?

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Dunque non è bastato al Governo Giuseppe Conte-Rocco Casalino godere di una condizione irripetibile, con gran parte dell’informazione schierata compatta sulla sua linea del terrore a oltranza e con un’opposizione ancora piuttosto timida perché preoccupata di non farsi appioppare il marchio infame del negazionismo. Nei riguardi della sentenza del Tar del Lazio, che aveva imposto di rendere pubblici gli atti del Comitato tecnico-scientifico che hanno determinato il lockdown più rigido d’Occidente, i geni che occupano la stanza dei bottoni si sono appellati immediatamente al Consiglio di Stato, ottenendo di mantenerne il segreto almeno fino al 10 settembre. Poi si vedrà.

Ora, da semplice cittadino ancora indignato e traumatizzato da una ferita democratica che sarà ben difficile guarire, soprattutto se gli uomini che gestiscono il potere a tutti i livelli proseguiranno su l’attuale strada liberticida, mi pongo una semplice domanda: ma questa gente cos’ha da nascondere? Se è vero che la maggioranza del popolo italiano manifesta un incondizionato apprezzamento per il modo con cui l’esecutivo giallorosso ha affrontato la pandemiacondannandoci a due mesi di arresti domiciliari e tempestandoci con milioni di multe solo se provavamo a mettere il naso fuori della porta (sebbene molti autorevoli studiosi ci dicono che i sacri testi dell’epidemiologia prescriverebbero esattamente il contrario, ossia stare all’aria aperta il più possibile), perché non renderli partecipi degli infallibili presupposti sulla base dei quali Giuseppe Conte, Rocco Casalino, Roberto Speranza, Nicola Zingaretti, Francesco Boccia e compagnia cantante hanno compresso oltre ogni immaginazione le nostre principali libertà costituzionali?

Che razza di democrazia è mai questa se dopo una lunghissima sospensione delle loro garanzie, peraltro comunicate di quando in quando in dirette televisive come se stessimo in un colossale reality show, agli italiani non vengono ancora spiegate con chiarezza le relative ragioni? In questo senso il Governo, sostenuto da un Comitato di scienziati-stregoni che è stato in grado persino di ribaltare in 24 ore un protocollo con cui i treni avrebbero viaggiato in sicurezza occupando tutti i posti disponibili, costringendo il ministro della Sanità ad emanare una ordinanza che dimezza di nuovo i passeggeri, sta sostanzialmente fondando la sua azione su una sorta di dogma della religione del terrore. Da questo punto vista il medesimo dogma, in quanto principio che si accoglie per vero e per giusto senza un esame critico o discussione, non è assolutamente compatibile coi sistemi evoluti fondati sulla trasparenza e la libera informazione, risultando assolutamente confacente con i metodi di chi continua a sfruttare una epidemia clinicamente morta da tempo per i propri personalissimi scopi. Scopi che nulla hanno a che vedere con la salute a la sicurezza dei cittadini.

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