Treni nel caos: distanziamento equivoco, il Piemonte si ribella

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Da una parte c’è l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza con cui viene ripristinato il distanziamento sui treni e quindi l’obbligo per le aziende di viaggiare con i propri convogli a carico ridotto del cinquanta per cento, dall’altro la resistenza delle Regioni del Nord che di tornare indietro non hanno alcuna intenzione. “Il Piemonte non è nelle condizioni di eliminare il distanzamento a bordo dei mezzi pubblici, come previsto dall’ordinanza del ministro Speranza” afferma l’assessore ai Trasporti della Regione Marco Gabusi, interpellato dall’Ansa. “Ci faremo sentire presso il Governo affinché la situazione venga sanata” aggiunge. In Piemonte il distanziamento sui treni regionali non esiste più dal 10 luglio e “abbiamo migliaia di utenti che rimarranno a piedi, che non potranno svolgere la loro attività lavorativa e non potranno nemmeno andare in vacanza” con questa ordinanza.

Intanto Ferrovie dello Stato e Italo hanno comunicato che con l’adeguamento alle nuove disposizioni molte persone verranno lasciate a terra: “Daremo i rimborsi” dice Flavio Cattaneo vicepresidente esecutivo di Italo-Ntv.

Sabato, in poche ore, due ministri hanno detto due cose opposte rispetto al distanziamento a bordo dei mezzi pubblici. Siamo rimasti a dir poco basiti – prosegue Gabusi – In questo momento stiamo aspettando un parere della nostra avvocatura per interpretare l’ordinanza del ministro Speranza, anche se a noi sembra piuttosto chiara”. Gabusi parla di un percorso del governo sul distanziamento “quantomeno equivoco. Come Regione abbiamo avuto la possibilità di eliminare il distanziamento a bordo e lo abbiamo fatto: in Piemonte dal 10 luglio infatti non esiste più sui treni regionali. Due giorni fa, invece, il quadro è cambiato drasticamente: con l’ordinanza il ministro ci dice sostanzialmente che coloro che vogliono eliminare il distanziamento devono chiedere il parere del comitato tecnico scientifico nazionale. E non solo per l’alta velocità: così è scritto nell’ordinanza”.

In questi giorni sono centinaia le persone che si stanno dirigendo dal Piemonte verso località balneari, in particolare in Liguria, con treni regionali e ora anche quelli rischiano di doversi adeguare.

A questo punto mi sembra evidente la direzione da prendere: non siamo nelle condizioni di eliminare il distanziamento a bordo – ribadisce Gabusi –. Chiaramente non ci basta fare i notai o gli avvocati di ciò che prescrive il Governo, per cui ci faremo sentire presso il Ministero delle Infrastrutture e la Presidenza del Consiglio affinché questa situazione venga sanata. Siamo sempre stati collaborativi con il governo e siamo convinti che scelte di questo tipo vadano condivise cercando di comprendere quali sono le ricadute sul territorio”.

Fonte: Lo Spiffero

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