Ansia e disturbi del sonno? Per contrastare le emozioni negative c’è l’arteterapia

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Più ansiosi e con difficoltà a dormire bene. Così si sono ritrovati milioni di italiani all’indomani del lockdown, come dimostrano diversi studi. Secondo l’Università Vita-Salute San Raffaele, i disturbi del sonno interessano oggi oltre una persona su due (55%) e quasi una su tre (30%) si sente depressa. Dallo studio della Fondazione Libellula, emerge, un sensibile aumento di irritabilità, insonnia e agitazione, soprattutto tra le donne: più della metà (52%) si sente triste e c’è una diffusa paura nei confronti del futuro, soprattutto lavorativo.

Una situazione di forte stress emotivo, che non può e non deve essere ignorata né da chi la prova, né da medici e politici, che devono impegnarsi per risolverla al più presto, prima che si trasformi in un disagio profondo e permanente. Tra i rimedi più semplici ed immediati per contrastare queste emozioni negative c’è l’arteterapia.

Che l’arte faccia bene alla salute e alla mente è, ormai, cosa certa, al punto che in Canada i medici possono prescrivere “visite ai musei” come cura, al pari di qualsiasi altra medicina, e i visitatori con prescrizione medica avranno accesso gratuito. L’arteterapia prevede che il soggetto si circondi di arte e bellezza, ma anche che ne produca egli stesso, prendendo parte a performance o realizzando delle opere. Uno strumento potente, eppure in Italia, la patria delle arti, è percepita dalla maggior parte delle persone solo come qualcosa di complementare, e non come una vera e propria terapia curativa.

“Paul Klee disse ‘L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è’. Quando si produce una qualsiasi opera, si dà forma al proprio mondo interiore, e questo consente di mettere a fuoco ciò che si ha dentro, ritrovare un ordine e acquisire maggior consapevolezza di sé – ha commentato Matteo Mauro, eclettico artista siciliano che da anni vive a Londra – Anche ammirare delle opere d’arte può essere di aiuto, perché in quel linguaggio così diretto e soggettivo, ognuno può ritrovare se stesso, le proprie paure e i propri sogni. Spesso accade con alcune delle opere della serie ‘Micromegalic Inscriptions’, in particolare per Fictional Landscapes. Quelle linee infinite, che ad una prima occhiata sembrano caotiche e tumultuose, dopo un po’ che vengono fissate, su molte persone hanno l’effetto opposto, come se osservando a lungo quel caos nel quale proiettano il loro mondo interiore, potessero ordinarlo e trovare l’accesso ad una finestra sul mondo che non c’è”.

Nel nostro Paese, l’arteterapia è utilizzata spesso come terapia di supporto nel trattamento di patologie come Alzheimer o Parkinson, o proposta agli anziani, a persone con disabilità o con disturbi di personalità e di dipendenza (tossicodipendenza, alcolismo). In Italia, però, l’arteterapia oggi è ancora considerata come una terapia psicodinamica, mentre in altri Paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America e il Canada, è riconosciuta come una vera e propria psicoterapia.

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