ACCADDE OGGI / Alvise Contarini eletto a sorpresa doge di Venezia

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Alvise Contarini (Venezia, 24 ottobre 1601 – Venezia, 15 gennaio 1684) fu il 106º doge della Repubblica di Venezia dal 26 agosto 1676 alla morte. Il suo dogato fu pacifico e mirò soprattutto a sanare il pesante passivo economico accumulato in seguito alle guerre contro i turchi. Pochi giorni prima della sua morte, Venezia riaprì le ostilità contro l’impero ottomano.

Figlio di Nicolò ed Elena Michiel, uomo di media ricchezza e di mediocre capacità politica, si distinse più volte come ambasciatore e, in specie, quale mediatore per la Repubblica di Venezia al Congresso di Vestfalia, che si concluse nel 1648. Contarini ricoprì numerosi rettorati nelle città di terraferma oltre ad esser provveditore, savio del consiglio ed esser eletto, infine, procuratore di San Marco. Pur senza essere un militare o un politico noto, il Contarini si distinse per la sua ferma opposizione a trattare con i turchi in occasione della guerra turco-veneziana dal 1645 al 1669.

Partecipò, fin dal 1642, come inviato di Venezia, alle trattative intavolate per arrivare alla pace di Vestfalia (1648) che concluse l’incisiva parabola della guerra dei Trent’anni. Insieme al nunzio pontificio, il cardinale Chigi, svolse, proprio perché tra i meno interessati o responsabili riguardo ai deliberati della conferenza, un ruolo di mediatore e conciliatore di grande influenza, vedendosi riconosciute quasi unanimemente cultura, abilità e prontezza di giudizio, che gli assicurarono autorità e benemerenze nella conclusione della pace. Giunse al massimo grado della pubblica amministrazione, così come quasi tutti i membri della sua famiglia elevati al dogato, per caso e senza vera volontà.

Alla morte di Nicolò Sagredo pareva sicuro che il successore sarebbe stato il famoso fratello Giovanni. Colto, ricco, con trentacinque voti assicurati sui quarantuno elettori, la vittoria era scontata. A questo punto, però, i suoi avversari si scatenarono in piazza e, accusandolo di broglio, aizzarono la folla causando scontri. Il Maggior Consiglio, spaventato, sospese i quarantuno e ne elesse altri, molto meno propensi a scegliere il Sagredo. Il 26 agosto 1676, per placare subito le proteste, sin dal primo scrutinio venne eletto, a mo’ di compromesso, il Contarini, vecchio e senza un gran cursus honorum alle spalle. In effetti il Contarini pensò soprattutto ai lussi e ai divertimenti sfrenati e, quando tentò di governare come un doge dei tempi passati, venne subito ripreso dai suoi consiglieri per eccessiva autonomia.

Sotto il suo dogato si diffusero i caffè (il primo venne aperto nel 1683), la nobile veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia conseguì, prima donna al mondo, la laurea in filosofia il 25 giugno 1678 e nel 1680 il bilancio statale era tornato in attivo dopo tanti anni di passività. Questi eventi erano assolutamente minori ma gli eventi internazionali stavano per raggiungere Venezia: i turchi dilagavano nella penisola balcanica ed arrivarono ad assediare Vienna nel 1683. Trombe di guerra echeggiavano in tutte le capitali europee e anche a Venezia si discusse se partecipare o meno ad una guerra contro i turchi. Nel gennaio 1684, infine, si decise di aderire e la guerra venne dichiarata, quando il vecchio doge Contarini aveva appena cessato di vivere.

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