Morti Coronavirus: il governo sapeva, e poteva fare, ma non ha fatto

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Secondo quanto riporta oggi Repubblica già il 12 febbraio, era stato presentato uno studio statistico sulla diffusione del coronavirus che prevedeva un numero di morti in Italia compreso tra i 35mila (valore attuale, tra l’altro) e i 60mila.

A compilarlo era stato Stefano Merler, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler che, tra le altre cose, si occupa anche di realizzare modelli matematici per la diffusione delle pandemie. Merler, già a partire da gennaio, aveva escluso categoricamente che l’Italia potesse essere immune dal contagio e, successivamente, aveva realizzato una previsione che, oggi, si dimostra più che attendibile.

Merler, invitato al ministero della Salute proprio il 12 febbraio per esporre i risultati dei suoi studi, aveva affermato che con un indice di contagio R0 tra 1,3 e 1,7, l’Italia avrebbe avuto tra i 35mila e i 60mila morti (rispettivamente, in base alle due ipotesi di indice di contagio). Ovviamente, allo stato attuale delle cose, l’indice R0 è al di sotto di 1 su tutto il territorio nazionale, ma c’è stato un momento in cui il valore ha toccato la quota terribile di R0=3.

Lo studio prevedeva anche quanti sarebbero stati gli ospedalizzati (tra i 200mila e i 400mila) e di quanti letti di terapia intensiva ci sarebbe stato bisogno (tra i 60mila e i 120mila). Insomma, una previsione di quello che in Italia è accaduto e sta accadendo ancora oggi. Il piano presentato il 12 febbraio è stato fornito direttamente dal ministero della Salute attraverso un accesso agli atti.

I dati previsionali avrebbero dovuto mettere in allarme i tecnici e la politica. Basandosi sull’indice R0, l’indice dei contagi a partire da un solo infetto, il modello esponeva due scenari da brividi per il virus in Italia: R0 1.3, con un milione di contagi, ed R0 1.7, con ben due milioni di infettati. Il fabbisogno dei letti da terapia intensiva, avvisò all’epoca Merler, sarebbe ammontato tra i 60mila e i 120 mila.

Una drammatica stima che già anticipava il cortocircuito cui sarebbero andate incontro le terapie intensive italiane di lì a poco.

Quanto alla conta dei morti, Merler si basò sui numeri del contagio in Cina allora disponibili: in Italia, ci sarebbero stati almeno 35mila morti, avvisò il ricercatore. “Da notare che 35.472 è il numero di morti effettivamente registrato fino a ieri in Italia. Era prevedibile, ed è stato previsto”, chiosa Repubblica.

Insomma, il governo sapeva, e poteva fare, ma non ha fatto. E pensare che a febbraio già giravano diversi modelli previsionali sul virus in Italia.

L’esecutivo ora dovrà spiegare perché un documento così sensibile (e puntuale) sia stato ignorato e quindi secretato.

L’articolo Covid. Studio del 12 febbraio prevedeva dai 35 ai 60 mila morti. Conte lo ha secretato proviene da Agenpress.

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