Arcuri, il re dei flop colpisce ancora: si va a scuola senza banchi

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Domenico Arcuri, il super commissario “alla qualunque”, il cui compenso rimane un segreto di Stato, ha combinato l’ennesimo disastro. Dopo aver garantito nel pieno dell’emergenza che le mascherine, ormai universalmente introvabili, fossero vendute a prezzo di Stato (50 centesimi). Dopo aver ordinato cinque milioni di tamponi, dimenticandosi di ordinare anche i reagenti. Dopo aver garantito lo strepitoso trionfo della mitica app Immuni, poi rivelatosi un clamoroso flop con il 90% degli italiani che si rifiuta di scaricarla.

Ebbene, dopo questi travolgenti successi – da lui stesso commentati il 4 giugno con un umile “Siamo stati straordinari, tutti dovrebbero riconoscerlo” – il “nostro” ha accettato di buon grado la nuova  missione spaziale affidatagli dal compiacente Giuseppi: garantire la riapertura delle scuole il 14 settembre, Ma rispettando il mandato imperativo della nuova burocrazia sanitaria dell’onnipotente Comitato tecnico-scientifico: le scuole si potranno riaprire solo garantendo almeno un metro di distanza fra le “rime buccali” (niente a che fare con la poesia: semplicemente gli alunni devono stare a un metro da bocca a bocca) degli studenti.

D’intesa con l’altro genio Lucia Azzolina, catapultata sulla poltrona di ministro dell’Istruzione chissà-poi-perché, il duo Arcuri-Azzolina ha partorito la soluzione: occorrono subito tre milioni di nuovi banchi. E così, alle 19,05,23 del 20 giugno, Capitan Arcuri ha indetto una “Gara in procedura aperta semplificata e di massima urgenza” per l’acquisto di 1,5 milioni di banchi monoposto tradizionali e 1,5 milioni di sedute attrezzate di tipo innovativo con sei ruote.

La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per il 30 luglio. La sottoscrizione dei contratti avverrà entro il 7 agosto e le imprese che si aggiudicheranno la gara dovranno garantire l’imballaggio, il trasporto, la consegna e il montaggio dei prodotti entro il 31 agosto 2020.

Poi il 20 luglio, durante l’audizione in Commissione Cultura sull’avvio dell’anno scolastico 2020/21 e sulle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica nelle scuole, Arcuri ha aggiustato leggermente il tiro: “Il 5 agosto è il termine per la presentazione delle offerte, il 12 agosto è il termine per sottoscrizione dei contratti, l’8 settembre è il termine per l’avvio delle consegne dei banchi prolungabile al massimo fino al 12 settembre considerando che il 14 inizia l’anno scolastico. Ipse dixit.

Secondo voi com’è andata a finire? A ieri, il primo giorno di scuola, erano poco più del 10 per cento i nuovi banchi (senza ruote) consegnati dal governo alle scuole. E le altre? Una buona metà, grazie all’impegno e al buonsenso di dirigenti e insegnati, hanno fatto fuoco con la legna (vecchi banchi, ma anche tavolini, tavoli e tavoloni) che avevano a disposizione, mentre le più sfortunate, ancora non hanno riaperto o, se hanno voluto farlo, hanno dovuto arrangiarsi con quel che passa il “concento”.

Emblematico il caso di una scuola elementare di Genova, con i bambini in ginocchio che usano le sedie come banchi per scrivere, oppure con il quaderno sulle ginocchia piegati per riuscire a disegnare o seduti per terra. la foto, scattata da alcuni genitori, è ben presto diventata virale sul web. “La foto ritrae bambini che, durante un’attività didattica, stanno disegnando sereni in libertà: un’ingenuità, da parte dell’insegnante, farla girare, ma sbagliato e grave strumentalizzarla, strumentalizzando, con essa, soprattutto i bambini, in una giornata nella quale avevamo riscontrato solo grande entusiasmo e nessuna criticità”. Getta acqua sul fuoco il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Castelletto, professor Renzo Ronconi. “La scuola che dirigo dal 1 settembre – aggiunge – ha svolto un grande lavoro nei mesi estivi per organizzare la riapertura. Come molte altre scuole, ha affrontato le difficoltà di questi ultimi giorni con spirito costruttivo e collaborativo: tra queste difficoltà, i ritardi nella consegna degli arredi. I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio e nel primo giorno di scuola, che è stato un giorno di festa, abbiamo solo evitato di rimettere quelli vecchi“. “Nel mio Istituto – conclude Ronconi – ho trovato docenti preparati e motivati, che difendo, e bambini sorridenti e felici di tornare a scuola. Questa è l’immagine che porto nel cuore da questo primo giorno e che desidero rimanga a famiglie ed insegnanti». Staremo a vedere.

nel frattempo che hanno intenzione di fare l’Asina Azzolina, il bullo di Stato Arcuri e il suo mandante Giuseppi? Terranno ancora chiuse le scuole più scalognate e gli studenti a casa per settimane in attesa dei banchi monoposto spaziali con sei ruote? O a casa, con tutte le polemiche del caso, non è forse ora che ci vadano finalmente loro, con le loro “rime buccali” e i loro bandi demenziali, finendo di infliggere danni al paese?

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