Pizzaballa è il nuovo Patriarca di Gerusalemme

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In Terra Santa dall’ottobre del 1990, il 24 giugno 2016 papa Francesco lo ha infatti nominato amministratore apostolico sede vacante del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, fino alla nomina di un nuovo patriarca, con dignità di arcivescovo, assegnandogli la sede titolare di Verbe. E’ andato così a sostituire il Patriarca Fouad Twal, dimissionario per raggiunti limiti di età, entrando formalmente in carica il 15 luglio successivo. Ci sono arrivato 30 anni fa – ha detto nell’intervista – Non conoscevo le lingue. Venivo da un contesto molto, molto cattolico e all’improvviso mi sono trovato in una realtà in cui i cristiani cattolici rappresentano soltanto l’uno per cento della popolazione. Ma ho imparato, ho capito che anche in questo pantano di religioni e tensioni politiche si possiamo trovare uomini e donne di profondi ideali che possono aiutarti a leggere la tua fede in un modo nuovo, attraverso i luoghi santi, le Scritture e gli incontri con gli altri credenti. È stato meraviglioso”.

Guardando ai quattro anni di lavoro come Amministratore apostolico, Pizzaballa ha ricordato: “Sono stati quattro anni difficili. Ho avuto un mandato molto chiaro. Innanzitutto, sono stato chiamato a mettere in ordine l’amministrazione. Tutti sapevano che il patriarcato latino era molto vicino al fallimento, con centinaia di milioni di dollari di debiti. Quindi ho dovuto far quadrare i conti e pure in un modo molto trasparente. Ma il mio era un incarico anche pastorale: dovevo cercare di raggiungere una maggiore unità tra i sacerdoti delle diverse comunità: Giordania, Israele, Palestina, Cipro. E valorizzare ciò che abbiamo in comune per creare comprensione, fiducia tra le varie anime della stessa diocesi. All’inizio, è stato molto difficile ma, una volta che ci siamo chiariti, ho toccato con mano quanto tutte le comunità fossero molto solidali e quindi abbiamo potuto superare abbastanza agevolmente tutti i nostri problemi”.

Sulla situazione dei cristiani in Palestina il Patriarca dice che la povertà sta aumentando: “La risorsa principale è sempre stato rappresentata dai pellegrinaggi, ma ora i pellegrinaggi sono stati totalmente cancellati. Altrimenti si poteva andare a lavorare in Israele ma, sempre a causa del blocco, ora non è più possibile. Si sta venendo a creare una situazione di grande povertà per centinaia di famiglie, specialmente nell’area di Betlemme”.

Gerusalemme, una città con una vita che è molto cambiata ed è sempre uguale al tempo stesso, dice Pizzaballa: “C’è uno status quo: sempre le stesse tradizioni che tu non puoi cambiare. Ma le persone cambiano e con esse anche i loro atteggiamenti. Purtroppo, dal punto di vista politico, la situazione è critica e la tensione aumenta. Ma l’aspetto positivo è che almeno abbiamo raggiunto una migliore intesa tra noi cristiani. Il restauro del Santo Sepolcro è solo un esempio del fatto che ora siamo in grado di cooperare, cosa che in passato era molto difficile. E anche a livello pastorale abbiamo raggiunto tra noi una buona collaborazione, cosa che in passato era ancora più difficile”.

E se si parla di futuro il Patriarca dice: “Ho trascorso 30 anni della mia vita la maggior parte, in Terra Santa, di cui oramai mi sento parte. Dobbiamo continuare a rimanere uniti nella preghiera e nell’amicizia. Poi, dovunque mi porterà la Provvidenza, là io porterò la Terra Santa”.

Il cardinale Filoni gran maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha inviato i suoi auguri al nuovo Patriarca. L’Ordine intende accompagnarlo nel suo servizio pastorale e ricevere da lui ogni suggerimento per essere in tal modo significativamente partecipe della vocazione della Terra di Gesù quale luogo aperto, accogliente, amato da tutti dove coabitano persone e speranze. Vivi rallegramenti”.

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