Dino Valle

E continuano a chiamarla sanità

La Sanità? Siamo a metà novembre, manca poco più di un mese al Natale.

Ogni 2/3 giorni dobbiamo capire quali e quante regioni continueranno a cambiare colore, a seconda del rischio che corrono.

In tutto questo caos ci sono ministri e sottosegretari che vanno in tv a dirci come e con chi dovremo passare le prossime festività.

Non ci spiegano come mai il personale sanitario non basta, non ci illuminano sul perché non siano stati attuati i piani pandemici o sul perché non sia stato assunto personale medico-infermieristico. Potrebbero farci capire perché la medicina territoriale si sia rivelata più che inadeguata a nove mesi dall’inizio della pandemia.

No, loro ci dicono come dovremmo passare il Natale. E continuano ad accusare i cittadini, ed i loro comportamenti, per questa seconda ondata che sta travolgendo il paese. Nessuno però che ammetta la tragedia nella quale versa la sanità italiana.

Una sanità da barzelletta, una vergogna nazionale.

Basta leggere quanto sta avvenendo in Campania: persone che vengono curate in macchina, un uomo che muore nel Pronto Soccorso del Cardarelli di Napoli e qualcuno che filma il tutto.

E il direttore generale del Cardarelli cosa fa? Invece di dimettersi, come dovrebbe avvenire in ogni paese normale, avvia un’indagine interna per capire chi abbia filmato quelle terribili immagini che hanno fatto il giro del mondo.

Ma la colpa è sempre nostra

Perché è questo che ha visto il mondo: un paese al collasso dove la sanità è il suo specchio. Ma la colpa è ancora di chi faceva l’aperitivo, di chi ha trascorso le vacanze al mare. Dei giovani, dei runner. Insomma di tutti noi che paghiamo le tasse e che meriteremmo una sanità degna di questo nome.

La storia, prima o poi, chiederà ragione di tutto questo, e quel giorno qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Invece di dirci con chi dovremmo passare il Natale.

L’articolo E continuano a chiamarla sanità proviene da AdHoc News Quotidiano.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *