ACCADE OGGI / L’Apollo 12 atterra sulla Luna

Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Il 19 novembre 1969  gli astronauti dell’Apollo 12Charles Conrad e Alan Bean atterrano nell’Oceanus Procellarum (“Oceano delle tempeste”) e diventano il terzo e quarto essere umano a camminare sulla Luna.

Apollo 12 fu la sesta missione con equipaggio nell’ambito del programma Apollo della NASA e la seconda ad atterrare sulla Luna, dopo l’Apollo 11. Decollò dal John F. Kennedy Space Center il 14 novembre 1969 alle 16:22 UTC.

Lancio

Subito dopo la partenza da Cape Canaveral, esattamente a 36 secondi e mezzo e a 52 secondi dal lancio, come poi venne appurato solo alla fine della missione, il razzo Saturn V venne attraversato da due fulmini, generati dalla ionizzazione del veicolo Saturn mentre attraversava l’alta atmosfera, scaricandoli a terra. Gli strumenti del Modulo di Comando andarono off-line e l’alimentazione elettrica passò automaticamente alle batterie back-up di emergenza che però permettevano un’autonomia di circa un’ora e non sopportavano i 75 ampère necessari sul bus a 28 V in corrente continua, mettendo pure fuori uso uno degli inverter di corrente alternata; nessuno riusciva a capire cosa fosse successo, quale fosse il problema e tantomeno la sua soluzione.

Quasi ogni sistema segnalava una disfunzione critica e il direttore della missione Gary Griffin, dopo aver consultato tutti gli esperti presenti, stava discutendo sulla procedura per intimare l’aborto della missione, che consisteva nell’espulsione della capsula Launch Escape System dal Saturn prima dell’esplosione del vettore e il rientro di emergenza degli astronauti, quando un operatore responsabile dell’EECOM, John Aaron, ricordando una remota procedura usata per un’altra differente disfunzione che apparentemente però provocava lo stesso effetto, fece una chiamata dicendo “Flight, EECOM. Try SCE to Aux” (Volo, qui EECOM. Provare SCE su AUX – ovvero tentare di commutare un interruttore denominato SCE in posizione AUX). Né il direttore della missione né gli astronauti capirono che cosa fosse da azionare e perché, con esclamazioni di sgomento mentre l’operatore ripeteva il consiglio scandendo bene le parole e poi le lettere più volte, fino a quando il pilota Alan Bean ricordò qualcosa di simile nelle simulazioni e riuscì a trovare l’interruttore; azionandolo sulla posizione AUX, tutti i sistemi tornarono online e l’equipaggio di Apollo scoppiò in una risata liberatoria.

L’alimentazione delle celle a combustibile riprese a funzionare regolarmente. Quando arrivarono all’orbita di parcheggio, le analisi evidenziarono che fortunatamente si erano guastati solamente 9 sensori di minore importanza e ciò non influenzò la missione in quanto la restante strumentazione funzionava regolarmente.

Allunaggio

A differenza dell’Apollo 11, che compì un atterraggio quasi imbarazzante per quanto riguarda la precisione dell’area di allunaggio prevista, il secondo atterraggio lunare di sempre fu molto preciso. La discesa fu automatica e furono fatte solo piccole correzioni manuali da parte di Conrad. All’allunaggio, avvenuto nell’oceano delle tempeste (Oceanus Procellarum), portò il Modulo Lunare “Intrepid” a piccola distanza (182,88 metri) da un lander (il Surveyor 3) atterrato sulla Luna due anni e mezzo prima dell’Apollo 12.

Conrad scese per primo sul suolo e pronunciò una frase che si era preparato per una scommessa da 500$ con la reporter/scrittrice Oriana Fallaci: “Whoopie! Men, that may have been a small one for Neil, but that’s a long one for me” (Ehi gente, sarà anche stato uno piccolo per Neil, ma è uno grande per me, in riferimento a ciò che aveva detto Neil Armstrong). In seguito Conrad disse in un’intervista che comunque non aveva mai avuto dalla Fallaci i soldi vinti.

Conrad e Bean presero delle parti del Surveyor 3 e le riportarono sulla Terra per compiere delle analisi. Inoltre i due astronauti fecero due passeggiate lunari di quasi 4 ore ciascuna. Collezionarono molte rocce lunari e misero a punto degli esperimenti scientifici sulla sismicità lunare, sul flusso del vento solare e sul campo magnetico. Intanto Gordon, a bordo del “Yankee Clipper” in orbita lunare, fece delle fotografie multispettrali della superficie lunare.

Per migliorare la qualità delle immagini televisive della Luna, a bordo dell’Apollo 12 fu trasportata una telecamera a colori (anziché quella monocromatica che aveva avuto in dotazione l’Apollo 11). Sfortunatamente, quando Bean trasferì la telecamera nel luogo dove doveva essere installata (vicino al Modulo Lunare) inavvertitamente la puntò contro la luce diretta del Sole, distruggendo la superficie sensibile del tubo Vidicon. Così la copertura televisiva di questo evento venne interrotta quasi subito.

In totale gli astronauti collezionarono in questa missione 31 ore di permanenza sulla Luna.

Rientro

Il 20 novembre Intrepid lasciò il suolo lunare seguendo le normali procedure e i due astronauti Conrad e Bean si riunirono a Gordon che stazionava in orbita. Il Modulo Lunare abbandonato impattò contro la Luna un’ora dopo nel luogo di coordinate lunari 3,94 S, 21,20 W e fu registrata la lieve onda sismica. Dopo un’ulteriore rotazione attorno al satellite, durante la quale scattarono numerose fotografie, il giorno seguente cominciarono con la fase di rientro verso la Terra. Nel viaggio di ritorno fu osservata un’eclissi di Terra del Sole; dopo 3 giorni Clipper arrivò in prossimità della fase di ammaraggio nel Pacifico, nella zona delle Samoa Americane.

Nell’impatto di ammaraggio, avvenuto alle 20:58 a 800 km a est delle Samoa, una videocamera da 16 mm sganciandosi dal suo supporto provocò una ferita al capo e una commozione cerebrale a Bean, che perse conoscenza senza subire gravi conseguenze; in seguito gli furono applicati 6 punti di sutura in fronte.

Il Modulo di Comando e l’equipaggio dell’Apollo 12 furono recuperati dalla portaerei statunitense USS Hornet e trasportati a Pago Pago dove per via aerea raggiunsero Honolulu con un cargo C-141.

La nave Hornet è oggi in esposizione in un museo ad Alameda, in California. Il Modulo di Comando è invece al Virginia Air and Space Center, a Hampton.

Questo post ti è piaciuto? Condividilo:

Lascia un commento