Dino Valle

ACCADDE OGGI / Aperta la tomba di Tutankhamon

Il 27 novembre 1922 Howard Carter (nella foto) e Lord Carnarvon diventarono le prime persone dell’era moderna ad entrare nella tomba del faraone egiziano Tutankhamon.

All’inizio del XX secolo lord George Herbert, quinto conte di Carnarvon, si appassionò di antichità egizie. Giunto a Luxor nel 1908 e ottenutavi una concessione di scavo, capì immediatamente la necessità di avere sul campo una persona esperta e aggiornata sulle difficoltà della ricerca. Chiese allora un parere a Gaston Maspero, direttore generale delle antichità egizie che nel 1899 aveva nominato Howard ispettore capo del sud dell’Egitto, che gli consigliò di ingaggiare Howard Carter. L’intesa fra i due fu immediata e per quindici anni scavarono in numerosi siti egiziani arricchendo sempre più la collezione privata di Lord Carnarvon.

La più grande scoperta archeologica del XX secolo

Il progetto di Carter prevedeva uno scavo sistematico dell’intera Valle accuratamente suddivisa in settori da esplorare in successione e iniziò nell’autunno del 1917. Gli insuccessi e le gravose spese sostenute in cinque lunghi anni fecero scemare l’entusiasmo di Lord Carnarvon che nell’estate del 1922 giunse all’idea di concludere l’operazione. Comunque Carter ancora credeva alla sua scommessa e riuscì a convincere il proprio finanziatore a concedergli ancora una stagione, il tempo necessario per scavare l’ultimo settore da esplorare.Il sogno dell’archeologo era l’ambizioso progetto di scavare nella Valle dei Re alla ricerca delle tombe dei due faraoni della XVIII dinastia non ancora scoperte: Amenothep IV/Akhenaton, il faraone eretico, e il suo successore e figlio Tutankhamon. La concessione di scavo nella Valle era ancora in mano a Theodore Davis, ma grazie alle sue abilità Lord Carnarvon riuscì a ottenerne un’altra permettendo così al progetto di muovere i primi passi.

Il 3 novembre ripresero gli scavi in quest’ultimo settore di fronte alla tomba di Ramesse VI. Grande fu la gioia quando dalla sabbia, già il secondo giorno di scavo, riaffiorò un gradino che presto si trasformò in una scala che giungeva a una porta con ancora intatti i sigilli della necropoli, segno che non era mai stata violata nelle migliaia di anni dalla sua chiusura.

Lord Carnarvon venne immediatamente richiamato in Egitto per presenziare all’apertura della porta e giunse ad Alessandria d’Egitto il 20 novembre. Il 26 novembre Howard Carter e Lord Carnarvon erano di fronte alla porta rimasta inviolata dal XIV secolo a.C., venne fatto un foro per ispezionare l’interno e si poté appurare che il corredo funerario era intatto. Il giorno seguente venne finalmente aperta la porta rivelando così tutta la grandiosità del corredo compresi il sarcofago e i vasi canopi.

Così come da accordi per la concessione di scavo, si iniziò la catalogazione di tutti i reperti del corredo prima di inviarli al museo del Cairo dove sarebbero stati esposti al pubblico. L’operazione richiese molti anni nei quali giornalisti di tutto il mondo giunsero a testimoniare quella che è considerata a tutti gli effetti la più grande scoperta archeologica del XX secolo non tanto per la ricchezza del suo corredo, accumulato utilizzando anche corredi di altre tombe per effettuare una rapida sepoltura del defunto, bensì per la scoperta di una tomba faraonica ancora inviolata.

Il 16 febbraio del 1924, alla presenza di Howard Carter (ma non di Lord Carnarvon, morto l’anno precedente), venne aperto il sarcofago che rivelò all’interno la mummia intatta del faraone bambino. La mummia era contenuta in un sarcofago d’oro massiccio del peso di circa 110 kg, con il volto coperto da una maschera d’oro massiccio riproducente le sembianze del defunto.

«Diedi l’ordine. Fra il profondo silenzio, la pesante lastra si sollevò. La luce brillò nel sarcofago. Ci sfuggì dalle labbra un grido di meraviglia, tanto splendida era la vista che si presentò ai nostri occhi: l’effige d’oro del giovane re fanciullo.» (Howard Carter, 1924)

Molti degli anni seguenti furono impiegati da Carter nella catalogazione degli oltre 2000 reperti rinvenuti e tuttora in mostra al Museo Egizio del Cairo con la stessa inventariazione assegnata loro dall’archeologo.

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