Dino Valle

Il lato oscuro dell’Oms: tutte le zone d’ombra messe in evidenza da Report

Tanti, inquietanti interrogativi quelli lasciati in eredità dal servizio di Report dedicato all’Oms e al dossier prima pubblicato e poi sparito nel nulla in cui si evidenziava come il piano pandemico italiano fosse più che arretrato, fermo addirittura al 2006.Tra gli altri, il ruolo realmente svolto dall’Organizzazione mondiale della sanità, che dovrebbe porsi come organismo terzo e indipendente rispetto ai singoli governi e che è invece avvolta da una fittissima, odiosa nebbia. Quella che rischia, per esempio, di ostacolare le indagini della Procura di Bergamo, che indaga per epidemia colposa. E che si trova a scontrarsi con l’immunità diplomatica con la quale l’Oms tutela i propri dipendenti.
Chiaramente infastidita per il modo con cui l’Oms sta cercando di impedire ai funzionari di recarsi a testimoniare, la Procura ha inviato a tal proposito una lettera al ministero degli Esteri per chiedere delucidazioni in merito all’esistenza dell’immunità, lamentando anche come alcuni audizioni fissate con dei testimoni siano saltate all’ultimo.Tra questi, proprio quel Francesco Zambon che ricopre il ruolo di capo dell’ufficio europeo per i piccoli Stati dell’Oms e che, secondo Report, avrebbe subito pesantissime pressioni da Ranieri Guerra, vicedirettore generale per le iniziative speciali dell’ Oms e membro del Cts, per far sparire il dossier della discorda. Nel testo, dal titolo “Una sfida senza precedenti: la prima risposta dell’ Italia al Covid-19”, passaggi che avrebbero messo in imbarazzo il governo giallorosso, impegnato a gestire la prima ondata della pandemia.

 

Il lato oscuro dell'Oms: tutte le zone d'ombra messe in evidenza da Report

La Farnesina, insomma, dovrà chiarire se i funzionari che la Procura vorrebbe ascoltare come testimoni possano o meno fare ricorso all’immunità per evitare di presentarsi. Al momento, sulla vicenda è calato da parte delle istituzioni un silenzio inquietante.

Nessuna risposta da Guerra né dal ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, che pure avrebbe tutti gli interessi a far luce sull’accaduto e spiegare, ad esempio, se l’assenza di un piano pandemico aggiornato abbia giocato o meno un ruolo nel corso della prima ondata della pandemia.

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Restano i tanti lati oscuri di un’Oms che mette la trasparenza, evidentemente, tra gli ultimi posti nella scala dei propri valori e che estende i propri tentacoli anche dove non sarebbe lecito aspettarselo. Capace, di fronte alle difficoltà, di nascondersi dietro privilegi inaspettati come l’immunità dietro la quale intrappolare i propri funzionari. Le indagini della Procura, nonostante le mille difficoltà, intanto continuano.

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