Dino Valle

ACCADDE OGGI / Il Giappone attacca la flotta USA a Pearl Harbor

il 7 dicembre 1941 , nell’ambito della Seconda guerra mondiale: il Giappone sferra un attacco alla base navale americana di Pearl Harbor. L’episodio segna l’ingresso ufficiale degli USA nel conflitto.

L’attacco di Pearl Harbor (nome in codice operazione Z, ma conosciuto anche come operazione Hawaii od operazione AI) avvenne alle prime luci dell’alba del 7 dicembre 1941, condotto da una flotta di portaerei della Marina imperiale giapponese contro la United States Pacific Fleet e le installazioni militari statunitensi di Pearl Harbor, sull’isola di Oahu, nell’arcipelago delle Hawaii.

L’operazione fu attuata in assenza della dichiarazione di guerra giapponese, che si riuscì a formalizzare soltanto ad attacco iniziato a causa di ritardi nella decrittazione del testo in codice da parte dell’ambasciata nipponica: l’attacco provocò l’ingresso nella Seconda guerra mondiale degli Stati Uniti, dove si ingenerò nell’opinione pubblica un forte sentimento di riprovazione e di odio verso il Giappone per quello che il presidente Franklin Delano Roosevelt definì, nel suo discorso alla nazione, come Day of infamy (“giorno dell’infamia”).

L’attacco fu concepito e guidato dall’ammiraglio Isoroku Yamamoto, il quale si trovava però nella baia di Hiroshima a bordo della nave da battaglia Nagato, con lo scopo di distruggere la flotta statunitense del Pacifico. In due incursioni attuate con apparecchi imbarcati su sei portaerei, la Marina imperiale giapponese affondò tre navi da battaglia (USS ArizonaUSS OklahomaUSS Utah), un posamine (USS Oglala, poi recuperato) e inflisse gravi danni a corazzate, incrociatori e cacciatorpediniere.

Nel corso dell’operazione le installazioni di terra e gli aeroporti furono crivellati, causando la perdita di quasi 200 aeroplani, e altri 160 circa furono danneggiati più o meno gravemente. Le forze armate statunitensi contarono oltre 2 400 morti. Per contro la flotta nipponica registrò la perdita di ventinove velivoli con i rispettivi equipaggi e di cinque sommergibili tascabili, rilasciati in prossimità di Pearl Harbor da grandi battelli oceanici.

I piccoli sommergibili fallirono del tutto la missione loro assegnata di completare la distruzione operata dai gruppi aeronautici: quattro vennero affondati mentre il quinto si arenò e fu catturato.

L’operazione fu un successo tattico notevole; tuttavia gli aerei giapponesi non poterono colpire le portaerei americane non presenti in porto al momento dell’attacco e rinunciarono a bombardare i depositi di carburante e l’arsenale della base. I danni inflitti alla flotta del Pacifico comunque furono pesanti: una corazzata saltò in aria, una si capovolse, altre tre furono affondate; molte altre navi furono colpite. Questi successi permisero al Giappone di ottenere il controllo momentaneo sul Pacifico e aprirono la strada alle successive vittorie nipponiche, prima che gli Stati Uniti riuscissero ad allestire una flotta in grado di contrastare quella giapponese.

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