Dino Valle

Fuga dal Natale (e da quel che seguirà)

Si narra che Conte-Babbo Natale sia alacremente al lavoro per preparare in tempo il pacco-dono a noi piccoli-italiani-buoni: abolire il divieto dello spostamento tra Comuni, ma solo per quelli di modeste dimensioni, nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Con buona pace dei molti anziani, o single d’ogni età, che già pregustavano gioiosi ricongiungimenti familiari e che invece saranno ancora costretti a trascorrere le feste in malinconica solitudine nei Comuni più popolosi, peggio ancora nelle grandi città.

Diciamo che il barbuto di Coca Cola vestito potrebbe sforzarsi un pochino di più, forse sarebbe addirittura preferibile un bel sacco di carbone a testa, alla faccia delle energie rinnovabili! Altrimenti che ne so, potrebbe magari portare in dono un cappottino ai poveri baristi, costretti a servire i clienti sulla porta, al freddo e al gelo. O una grolla piena agli altrettanto poveri gestori degli impianti sciistici e proprietari degli alberghi di montagna, tanto per scaldarsi un po’ il cuore, ma senza assembramenti per carità.

E l’Azzolina-Befana, invece, cos’avrà in serbo nel suo sacco per l’Epifania? La riapertura delle scuole il 7 gennaio: l’aveva annunciato da tempo. Certa – le carte non mentono mai – che per l’inizio dell’anno nuovo il virus avrebbe ormai tolto il disturbo. Ma per allora, com’è sin troppo facile prevedere, non sarà pronto alcun piano trasporti ad evitare i sovraffollamenti. E così, se il veicolamento scolastico fosse davvero la prima causa di diffusione del virus, la bitorzoluta volante caverebbe di sotto al cappellaccio la terza ondata di contagi. Finendo così sacrificata e triturata nel rimpasto di governo che si va profilando all’orizzonte.

Quell’ondata così unanimemente annunciata e data per inevitabile dai vari soloni, che costringerà Conte-papà-severo a bacchettare noi piccoli-italiani-cattivi, non abbastanza rispettosi dei vari protocolli, trascinandoci per le orecchie ad un inizio d’anno lacrime e sangue grazie ad un lockdown senza eguali. Che, nonostante MES e Recovery Fund, darà il colpo di grazia alla già traballante economia del nostro paesello, pronto ad essere fagocitato da un’Europa tanto delirante quanto spietata.

Con queste premesse, non sarebbe forse  il caso di tentare un’ardita quanto negazionista Fuga dal Natale?

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