Dino Valle

Gesù nascerà anche quest’anno, nonostante Giuseppi

Il Natale ormai alle porte sarà celebrato in circostante del tutto particolari. Pur nel disagio che esse possono comportare, tali limitazioni dischiudono un richiamo agli aspetti più autentici ed essenziali di questa festa e del suo universale messaggio di fratellanza e di pace”. Così ha scritto il Presidente Mattarella nel suo duplice messaggio augurale a Papa Francesco, che ieri ha compiuto 84 anni.

Un Natale più vero e sentito, grazie alle ennesime, inaccettabili limitazioni imposteci ancora una volta dal governo? Possibile che, gli italiani, alle prese con l’assurdo rompicapo dell’assegnazione dei posti a tavola per pranzi e cenoni, i continui cambiamenti di “colore” delle regioni e le relative limitazioni agli spostamenti che costringono ad una corsa anticipata ai regali, abbiano ancora il tempo di pensare al Natale nella sua accezione più vera? Mah.

In ogni caso fa tristezza sentire il presidente del consiglio (che di nome fa Giuseppe…) predicare di restrizioni e allentamenti in vista del Natale facendo sempre e solo riferimento al “cenone”: “Vogliamo garantire un cenone in sicurezza“. Il ministro della salute (che di cognome fa Speranza) si porta un po’ più in là e indirizza un avvertimento perentorio allo stesso Gesù Bambino: “Il coprifuoco vale per tutti!”, senza eccezioni, con il chiaro riferimento alle tradizionali Messe di mezzanotte. Da una parte fa tristezza perché è evidente che non si può ridurre il Natale a un cenone e nemmeno ci si può aggrappare al coprifuoco nel chiaro tentativo di ridimensionare una delle tradizioni più sentite per le festività natalizie.

Vogliamo però tranquillizzare i nostri incapaci governanti, perché nessun cristiano si rivolterà per garantirsi una cena di Natale o per difendere a spada tratta una Messa di mezzanotte. Al cristiano interessa il Natale, nel suo più autentico e ampio significato. Anzi, vien quasi da ringraziare i nostri ipocriti governanti perché, con queste imposizioni e minacce, offrono al mondo cattolico la possibilità di sottolineare il significato e il valore del Natale, che negli ultimi tempi si era forse un po’ troppo lasciato trascinare nel turbinio consumistico.

Gesù nasce anche quest’anno, anzi soprattutto quest’anno!
Anche duemila anni fa la sua venuta al mondo aveva dovuto fare i conti con le restrizioni: non c’era posto negli alberghi, non aveva un’autocertificazione, ha dovuto nascere in una grotta ai margini della città, diremmo oggi ai margini della cultura, delle tradizioni, delle religioni del suo tempo. Eppure, è nato nel luogo che maggiormente diventa capace di espandersi in tutto il mondo: è nato nel cuore. Nel cuore di Maria e Giuseppe, nel cuore di umili pastori, nel cuore di povera gente, nel cuore dei Magi che venivano da lontano. E’ nato nel cuore degli uomini!

Oggi i cristiani che desiderano vivere a fondo il Natale sanno bene che non accolgono Gesù semplicemente con un cenone e nemmeno con una Messa a mezzanotte. Lo accolgono perché, mai come oggi, ciascuno ha la sua capanna da offrire. La capanna di una corsia di ospedale, la capanna di una famiglia che soffre, la capanna di un luogo di lavoro, la capanna della solidarietà, la capanna della condivisione, la capanna del rispetto reciproco, la capanna di uno stile di vita vissuto in modo diverso.

Oggi come duemila anni fa questa capanna è un po’ in periferia, fuori dai nostri schemi, fuori dalle nostre abitudini, fuori dalle stesse tradizioni. Anche quest’anno, come ogni anno, l’unica voce che dovremo ascoltare sarà quella che l’angelo ha rivolto ai pastori: “Vi annuncio una grande gioia!” Oggi, con tutte le paure e restrizioni, quell’annuncio è quanto mai fondamentale e nessuna restrizione potrà sminuirlo!

Potrebbe interessarti anche