Dino Valle

Covid, all’Italia il triste record dei morti in Europa. Ecco perché

Il nostro Paese fa registrare un triste record: dopo il sorpasso sulla Gran Bretagna, siamo arrivati ad essere i primi per morti Covid in Europa. Un record poco invidiabile che deteniamo saldamente a tutto il 31 dicembre. Insomma, dopo essere stati accusati di essere i primi a importare il virus dalla Cina (accusa clamorosamente falsa, nonostante Conte si fosse impegnato moltissimo allo scopo, tenendo aperti i voli dal Paese asiatico), adesso siamo i primi per numero di morti a causa del virus.

Ma stavolta il dato è vero. Quello smargiasso di Conte il 16 marzo aveva tronfiamente sostenuto che il modello Italia (che ha finito per scimmiottare, maldestramente, quello della stessa Cina), quanto a Covid, sarebbe stato copiato e incollato nel resto d’Europa, come faro di organizzazione, anche economica. Ma quale modello? Quale faro? Tanto per non dimenticare:

La verità è che il governo è il principale responsabile del disastro sanitario ed economico che ci sta colpendo. Complice la Cina, che nessuno, a livello governativo e non solo in Italia, ancora si degna di citare per crimini contro l’umanità (come altro volete giudicare l’insabbiamento delle notizie ad inizio epidemia?) Magari denunciando la connivenza dell’OMS, organizzazione guidata dal 2017 dal controverso Tedros Adhanom Ghebreyesus (nella foto), amico della Cina e finanziato dal Dragone.

Quell’Oms che ha coperto se non proprio nascosto tutte le malefatte del governo cinese prima, durante e dopo la pandemia di Wuhan. Un debito di riconoscenza? Tedros è stato scortato dai cinesi fino al gradino più alto di quella Organizzazione Mondiale della Sanità che, anziché curare la salute dei cittadini del mondo, annovera dirigenti come Ranieri Guerra, direttore aggiunto, impegnato a falsificare email per nascondere la propria, criminale inadeguatezza. Come altro volete definire il non aggiornamento del piano pandemico per l’Italia, fermo al 2006? E i tentativi di insabbiamento di tale mancanza? E le minacce? Qui una carrellata dell’ineffabile Ranieri, che di principesco ha solo l’arroganza:

Del resto, siamo un Paese in cui può crollare il ponte Morandi, ma la revoca delle concessioni ai Benetton diventa una richiesta populista, da fascisti speculatori. Ne sa qualcosa Salvini. Mentre manager e imprenditori continuano a discolparsi, nonostante le intercettazioni che li inchiodano mentre parlano di infrastrutture che si reggono col Vinavil.

Quando la Cina ci recapitava il coronavirus, così come fa da decenni assieme ad una valanga di merce di infima qualità, tossica per la nostra salute, la nostra economia e prodotta con il tempo e le mani dei bambini, Giuseppe Conte teneva aperti gli aeroporti. Dando pure del razzista a chi chiedeva, per la salvaguardia della salute pubblica, di chiuderli ai voli provenienti non solo dalla Cina, ma pure dagli scali che incrociavano il Dragone.

Mentre Conte si faceva fotografare a mordere involtini primavera con una mano, con l’altra nascondeva documenti ufficiali sull’esistenza di una rischiosa pandemia in corso. Un atteggiamento che in un Paese civile, ma nemmeno troppo, porterebbe dritti dritti all’impeachment.

Poi ci mettiamo l’Oms che, con l’africano Tedros, coprì tutte le bugie del gigante comunista dopo la diffusione dell’epidemia. Una Cina che foraggia a suon di yuan il politico e funzionario etiope, già ministro della Salute nel suo Paese, in funzione del colonialismo economico avviato dal Paese asiatico proprio nel Continente Nero. I legami tra Cina e OMS sono così “intimi” che Taiwan, odiata dalla Cina, è esclusa dai modelli sanitari di riferimento a livello mondiale. La piccola repubblica, con capitale Taipei, è boicottata dall’Oms perché i cinesi non la riconoscono come stato indipendente.

E già basterebbe. Ma che dire dei ministri della Salute che scrivono libri invece di fare i ministri della Salute? Libri, per altro, assolutamente fuori tempo e fuori luogo. Libri sulla speranza – nomen omen – di uscire dall’emergenza sanitaria proprio mentre ci stavamo infilando nella seconda ondata della  pandemia. Una sensibilità e un tempismo tale da costringere qualcuno, sano di mente, a suggerire al ministro Speranza che forse era il caso di ritirare il volume appena distribuito alle librerie.

Aggiungiamoci poi i percorsi di sicurezza negli ospedali italiani che non funzionano e che cambiano quotidianamente, i miliardari tagli alla sanità che ci hanno fatto trovare senza dispositivi di sicurezza e  terapie intensive nel momento del bisogno, le RSA e le strutture per anziani letteralmente abbandonate e inadeguate a rispondere all’emergenza (con la complicità di ASL in mano a direttori nominati non per meriti ma per appartenenze e aderenze politiche) e, in ultimo, ma non per ultimo, le perle del “Dom Bairo” Arcuri, che una ne fa e due ne sbaglia.

Senza dimenticare la dittatura sanitaria nell’imporre protocolli terapeutici non verificati e privi di evidenza scientifica, a dispetto di altre cure, non autorizzate, e che qualche evidenza invece ce l’hanno. Vedi il caso della Clorochina, vietata da Governo ed Aifa e riammessa dal Consiglio di Stato dopo il ricorso dei medici di base.

Per concludere con gli ormai famosi DPCM, folli e anticostituzionali, che includono negli interventi di contenimento tutta l’incomprensibile schizofrenia di chi li partorisce. Perché a giugno si bloccavano manifestazioni come il Giro d’Italia, che si svolge lungo 4.000 chilometri, ma contemporaneamente si consentiva alle discoteche di trasformarsi in incubatori esponenziali di virus. Come oggi che si chiudono gli impianti sciistici e le seggiovie che possono portare una persona per volta ma si tengono aperte le metro nelle grandi città.

È grazie a tutto questo e molto altro che l’Italia si è guadagnato e mantiene il triste record di Paese in Europa col maggior numero di morti Covid. Grazie al modello Conte.

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