Dino Valle

Covid: l’Italia fa le cose per bene, anche il vaccino

Risultati più che promettenti che giustificano un ulteriore sviluppo del vaccino”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Cts, in conferenza all’ospedale Spallanzani per presentare i risultati della fase 1 del vaccino italiano Reithera in vista della fase 2. L’iter per il vaccino GRAd-COV2, sviluppato dall’azienda biotech di Castel Romano Reithera in collaborazione con l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, procede senza intoppi e, secondo le previsioni dell’azienda, potrebbe essere pronto già a partire da quest’estate. “L’immunità diffusa è l’unico modo per uscire dalla situazione pandemica, l’Italia è in grado in maniera competitiva di giocarsi partite importanti sulla capacità di generare tecnologia biomedica sofisticata“, aggiunge Locatelli.

Con il vaccino Reithera “l’Italia prova a dipendere il meno possibile degli altri, da una parte proviamo a raggiungere l’indipendenza sui vaccini e dall’altra lasciamo a chi verrà dopo una capacità di ricerca che prima il Paese non aveva”, così il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri.

Possiamo mirare a una produzione di 100 milioni di dosi l’anno, il vaccino è stabile a una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi”, annuncia Antonella Folgori, presidente dell’azienda farmaceutica.

Per il vaccino Reithera sono state “arruolate 100 persone, 45 delle quali sono state vaccinate. Non ci sono stati eventi avversi nei primi 28 giorni, gli effetti indesiderati sono scomparsi in brevissimo tempo. La produzione di anticorpi è uguale a quella dei convalescenti, il picco di produzione a 4 settimane rimane stabile. E’ importante perché si tratta di un vaccino monodose – rivela Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani – Il vaccino Reithera si è dimostrato sicuro in una prima fase, induce la produzione di anticorpi neutralizzanti. Con una singola dose abbiamo ottenuto risultati in linea con i vaccini Pfizer e Moderna”.

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