Dino Valle

Abbandonare WhatsApp per passare a Signal: bufala su aggiornamento privacy e nuovi termini

A scatenare il panico, specie sui social network, sono state alcune modifiche di cui si è tanto discusso e che riguardano la modalità di gestione e di condivisione dei dati degli utenti con le aziende del gruppo Facebook, in pratica la possibilità che le informazioni scambiate su WhatsApp possano arrivare anche a Facebook. Così molti utenti hanno deciso di abbandonare WhatsApp per passare a Signal. Si tratta di un’altra app di messaggistica che, nella testa di tante persone, non comporterà un aggiornamento sulla privacy e nuovi termini da accettare entro il prossimo 8 febbraio. A differenza di quello che ci dice il messaggio automatico giunto dal team WhatsApp. Sono scelte private su cui non sto a sindacare, ma ai fini pratici della privacy non serve, perché le due piattaforme lavorano coi medesimi standard di sicurezza e con la stessa crittografia end-to-end.

Rimuovere WhatsApp dal telefono serve a qualcosa? Sì, però dovete fare lo stesso con Facebook, Instagram, Google Maps e compagnia cantante. Volete che le vostre informazioni personali non vadano in giro per la rete mondiale? Cancellatevi da ogni social media, buttate via lo smartphone e tornate al vecchio Nokia 3110 e strappate tutte le tessere fedeltà di supermercati, negozi, benzinai eccetera. Perché è inutile fare finta di niente: siamo tracciati in ogni singolo momento della nostra vita. La società moderna è questa, fatevene una ragione. E questo è il prezzo che dobbiamo pagare.

WhatsApp è indubbiamente il programma, la app di messaggistica istantanea più usata al mondo. Ha soppiantato totalmente gli SMS e sta dando una sonora pedata nel posteriore alle telefonate tradizionali. Ormai chi vuole chiamare un cellulare estero, va direttamente su WhatsApp e parla quanto vuole. È talmente diffuso che una vecchia volpe del controllo delle informazioni come Zuckerberg – il Sig. FaceBook, tanto per intenderci, quello che ha censurato Trump – ci ha messo le mani sopra. E da lì al complottismo, è un attimo. Complottismo che si è amplificato con la nuova approvazione delle condizioni di privacy della piattaforma che verranno messe in atto il prossimo 8 febbraio. Condizioni che, se non accettate, porteranno a una disabilitazione delle funzionalità del servizio. Cosa che, mi pare, totalmente normale.

Come riporta il sito di BBC, Facebook, che possiede WhatsApp, ha dichiarato pubblicamente che gli utenti europei e britannici non vedranno attuate le suddette modifiche sulla condivisione dei dati, anche se dovranno accettare nuovi termini entro l’8 febbraio. Come confermato anche da un portavoce di WhatsApp, queste modifiche non interessano gli utenti degli Stati dell’Unione europea, quindi non riguardano nessun utilizzatore italiano. L’aggiornamento dei termini di utilizzo e della privacy policy, perciò, anche se accettato non comporta alcuna modifica alla condivisione dei dati degli utenti raccolti da WhatsApp con le altre aziende del gruppo (come Facebook) o con società terze.

In conclusione, potete continuare a usare tranquillamente WhatsApp: non cambia assolutamente nulla, di noi sanno già tutto. Perché il nostro diritto di scelta è totalmente condizionato da quello che vogliono farci scegliere.

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