Dino Valle

Clamoroso: il Covid non esiste più!

Addio pandemia, fobocrazia, infodemia e spazio al gioco delle sedie.

Alzi la mano chi, in gioventù, non ha mai partecipato a quel gioco di gruppo in cui le sedie vengono disposte in modo da formare un cerchio, i partecipanti – il cui numero è uguale a quello delle sedie più uno – ci girano attorno, ballando e saltellando, finché all’improvviso viene interrotta la musica e chi non riesce ad occupare una sedia viene eliminato dal gioco.

E’ il passatempo preferito, ancora oggi, dai nostri sempreverdi politici, cui ora non sembra vero di potersi finalmente dedicare anima e corpo, dopo aver profuso tutte le loro preziosissime energie nella lotta al coronavirus, E se alle sedie hanno sostituito le poltrone poco importa, il gioco funziona lo stesso.

Qualche tempo fa la mummia Mattarella, in una della sue rare e soporifere esternazioni, aveva richiamato le forze politiche all’unità per far fronte comune contro il covid. Forse qualcuno s’è addormentato, forse qualcun altro non si è nemmeno accorto che il presidente della repubblica abbia abbondonato almeno per un momento il sarcofago in cui Crozza l’ha relegato da tempo.

Fatto sta che Pinocchio Renzi, approfittando di una crepa che si è aperta e si va allargando all’interno della maggioranza, vi si butta a pesce per far saltare il banco e riprendersi quel giocattolino che il referendum costituzionale gli aveva strappato dalle mani. E scoppia il finimondo con il signor Frattanto Conte, che d’altra parte non è affatto disposto ad abbandonare quello scranno che si è così faticosamente conquistato, arruffianandosi prima i grillini (Conte I) poi lo stesso Pinocchio (Conte II).

Con le gemelle Kessler Bellanova e Bonetti costrette a dimettersi per diktat di partito, deflagra la crisi di governo più incomprensibile di sempre: la strega Azzolina paventa la trombatura, il faccendiere Arcuri idem, lo scribacchino Speranza si aggrappa disperatamente al proprio cognome e via di questo passo, E i media? Allineati o meno che siano, si sono sbarazzati in men che non si dica degli algidi comunicati della protezione civile per cavalcare l’evento, fonte di spunti più sugosi e stimolanti.

Come finirà non ci è dato sapere né metterci naso: sono “cose” di Palazzo”, da cui noi, poveri, munti e proni mortali, siamo totalmente esclusi. Una cosa è certa, anche stavolta agli italiani sarà precluso il diritto di scegliersi i propri governanti. Altrimenti il lungimirante signor Frattanto non avrebbe prorogato la stato di emergenza fino ad aprile.

E il covid? Ma era una sciocchezzuola: non ve n’eravate accorti? Fake news messe in giro ad arte da un manipolo di complottisti, tanto per far girar le palle ai negazionisti. Basta una pennellata di giallo qui, una mano di rosso là e un tocco di arancione laggiù. E tutto è risolto. E chi è morto? Chi ha perso il lavoro? Chi è stato costretto ad abbassare le saracinesche? Chi è finito nelle mani degli strozzini per salvare il salvabile? Chi ha perso il senso della realtà, se non proprio il senno? Quisquilie, pinzillacchere.

Tutti sono sacrificabili in nome del potere e – come direbbe l’indimenticabile Razzi (del cui spessore politico comincio sinceramente a sentire la mancanza) – della “crana”.

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