Dino Valle

Sì all’ospedale, ma non su terreni agricoli ed esondabili

Ricevo dall’amico Marco Cavaletto, ex funzionario della Regione Piemonte ora responsabile di Pro Natura, e pubblico volentieri.


La storia, ormai annosa, della costruzione di un nuovo ospedale unico nella ASL TO5 (ovvero il territorio che da sud di Torino con Nichelino e Moncalieri, va a Carmagnola, a Chieri, fino a Castelnuovo Don Bosco in cui vivono oltre 330mila abitanti) si è appena arricchita di un nuovo importante elemento.

Alla fine dell’estate la direzione della ASL ha incaricato il Politecnico di Torino di redigere una perizia sull’area individuata dalla ASL medesima e dalla Regione Piemonte. Il costo di questa perizia (che tiene conto esclusivamente del profilo idrogeologico e sismico) consegnata a fine 2020, è stato pari a 119.500 euro.

La risultante finale di tale perizia è che l’ospedale si può realizzare in quell’area, almeno sotto il profilo idrogeologico! Infatti, essa non affronta le questioni urbanistiche e nemmeno gli altri aspetti negativi messi in risalto dagli interventi di Pro Natura e delle altre Associazioni ambientaliste in numerosi documenti e nella audizione fatta presso la competente Commissione del Consiglio regionale.

Ripercorrendo le principali tappe della vicenda, negli anni tra il 2010 e il 2015 la Regione ha avviato le procedure per realizzare l’ospedale unico nella ASL TO5; tra i primi passi si annovera la riunione tra i tre sindaci dei comuni sede delle attuali strutture ospedaliere (Moncalieri, Chieri, Carmagnola). Sono poi seguite alcune riunioni della Assemblea dei sindaci e in queste circostanze la Regione ha raggiunto un accordo con un protocollo d’intesa, firmato il 2 dicembre 2015 previa approvazione delle rispettive Giunte.

La Regione ha quindi deciso di affidare un incarico ai tecnici delle Direzioni regionali (Sanità, Urbanistica e Trasporti) per individuare il sito più idoneo. Anche se la Regione ha poi scelto il sito tra l’area industriale di Moncalieri e la Ferrovia, nonostante fosse esterno al perimetro indicato dai tecnici regionali per stabilire la “baricentricità” (un poligono comprendente i territori di Trofarello, Santena e Cambiano) della struttura e disti appena 7 km. dal futuro Parco Della Salute di Torino.

Il Politecnico ha realizzato uno studio importante, che però non dissipa i dubbi della nostra Associazione e di molti cittadini, nonché da alcuni sindaci del territorio che non cedono di buon occhio la costruzione dell’ospedale in quel di Moncalieri.

Noi pensiamo che la localizzazione dovrebbe essere scelta tra i molti siti industriali abbandonati che continuano a rendere disadorno il paesaggio con le loro strutture fatiscenti; in questo modo si bonificherebbero quei terreni che qualche danno alle falde acquifere continuano a crearlo. Nel ribadire che l’ospedale dovrà essere realizzato, e anche al più presto, e che il tempo perduto finora è imputabile esclusivamente alla testardaggine di amministratori pubblici che antepongono interessi localistici a quelli della collettività. Vorremmo che a loro e non a tutti i cittadini della ASL TO5 venissero imposti i maggiori costi causati dalla scelta infelice del sito.

Potrebbe interessarti anche