Chi sono Lello Ciampolillo e gli altri “volenterosi” che sosterranno il Governo Conte

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Il voto di fiducia al Senato, momento decisivo della parlamentarizzazione della crisi di governo, si è chiuso con un “siparietto” che ha visto protagonista Lello Ciampolillo. Un senatore che molti non conoscevano di colpo è salito agli onori della cronaca per aver dato il suo sostegno all’esecutivo di Conte. Insieme a lui presto molti altri (semi)sconosciuti potrebbero passare dalla parte dei “volenterosi” e permettere al Presidente del Consiglio di superare lo stallo.

Il “caso” di Lello Ciampolillo

Il voto di fiducia al Senato è terminato con il “caso” di Lello Ciampolillo: il senatore ha chiesto di esprimersi sul filo di lana e, inizialmente, la Presidente Casellati gli aveva impedito di dare il suo appoggio all’esecutivo Conte. Tuttavia, in seguito all’esame delle riprese della seduta di martedì 19 gennaio (molti hanno ironizzato sulla somiglianza del meccanismo a quello del Var calcistico), la Casellati ha fatto marcia indietro: il senatore Ciampolillo era al suo posto alle 22 e 14 mentre la votazione è stata chiusa alle 22 e 15. Da ricordare che si votava dal posto, il senatore aveva alzato la mano (insieme al senatore Nencini, anche il suo voto inizialmente non era stato conteggiato) in tempo utile ma, vista la concitazione degli eventi, non era stato letteralmente “visto”, per dirla in breve, dal Presidente del Senato.

Alla fine, Lello Ciampolillo – come previsto – ha votato a favore della fiducia del governo, portando la maggioranza relativa a 156 (cifra non di poco conto, visto che ha permesso all’esecutivo di portarsi almeno in “pareggio” con voti contrari e astenuti). Tuttavia, il suo momento di notorietà è dovuto principalmente al siparietto di cui si scriveva prima. Prima pochi conoscevano Alfonso Ciampolillo. Detto, appunto, Lello, il senatore è nato a Bari, 49 anni fa: definito dai media come “grillino della prima ora”, è stato eletto in Parlamento proprio tra le fila del Movimento. D’altra parte, adesso si trova nel Gruppo Misto: è stato espulso dai 5 stelle dopo lo scandalo delle restituzioni delle eccedenze degli stipendi insieme a 4 deputati pentastellati.

Chi è Lello Ciampolillo

Alfonso Ciampolillo, detto Lello (Bari2 febbraio 1972), alle elezioni amministrative del 2009 è stato il candidato del Movimento 5 Stelle per la carica di sindaco di Bari. In quell’occasione ha ottenuto 767 voti, pari allo 0,4% dei consensi.

Nel 2013 viene eletto senatore della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Puglia per il Movimento 5 Stelle. Dal 7 maggio 2013 diviene membro della VIII Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) mentre dal 5 giugno 2013 di quella per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Viene rieletto al Senato nel 2018.

Il 31 gennaio 2020 viene espulso dal partito al termine dell’istruttoria sui mancati rimborsi.

Riguardo alla epidemia del batterio Xylella fastidiosa, che ha colpito l’olivicoltura italiana causando la diffusione del complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO), Ciampolillo è schierato con il fronte di chi, con posizioni di negazionismo del problema, si oppone a misure di contrasto mediante abbattimento degli olivi.

È inoltre favorevole alla legalizzazione della cannabis e a favore del movimento animalista, essendo vegano.

Chi sono gli altri “volenterosi”

Per Lello Ciampolillo una reintegrazione in arrivo? Per quello che si è potuto capire Conte è intenzionato a “restituire il favore” a lui come a tutti gli altri “volenterosi” che vorranno sostenerlo. Il piano del Presidente del Consiglio per riottenere la maggioranza assoluta al Senato (e consolidare quella alla Camera) ha come primo passo quello di creare un nuovo gruppo parlamentare che permetta di aggirare i veti renziani e gli strali dell’opposizione. Naturalmente, si parte dai 156 senatori che hanno votato a favore: bisogna arrivare, come minimo, a 161.

L’ipotesi più probabile a questo punto, considerando che per formare un nuovo gruppo servono almeno 20 parlamentari e un simbolo già “registrato”, è che si unisca alla maggioranza di governo il Centro democratico di Tabacci. Inoltre, sembra continuare il “corteggiamento” nei confronti di Forza Italia, Udc e Cambiamo. Infine, non è da escludere il passaggio di 3-4 renziani dalla parte di Conte.

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