Dino Valle

Strega comanda colore

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La strega grida ad alta voce “Strega comanda colore”, aggiungendo il nome di un colore a scelta, per esempio: “Strega comanda colore… rosso scuro!”. A questo comando, i bambini devono correre a toccare un qualsiasi oggetto del colore indicato, evitando di essere acciuffati dalla strega.

Un gioco per infanti d’antan, rispolverato per l’occasione nei giorni scorsi, quando la strega Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea ben spalleggiata da nonna Merkel e Jupiter Macron, ha comandato ai Paesi membri di introdurre le zone rosso scuro transfrontaliere, da applicare ai confini degli stati e delle regioni con alti tassi di contagio. Ci mancava!

Non bastava che il cispadano tricolore fosse già passato dal vetusto e abusato verde-bianco-rosso al più armonico accostamento giallo-arancione-rosso. Nonostante i tentativi di “restaurazione” nazional-popolare di topo (Firmino) Speranza, che ha ripristinato il bianco per le regioni a basso rischio, e del signor CTS Miozzo, che avrebbe rivoluto il verde per dare un segnale di speranza (il sentimento, non il ministro) alle regioni in condizione di ritorno alla normalità. Già così, se non ci fosse da piangere… E adesso ecco che salta fuori pure l’Europa con il rosso scuro (ma non era meglio chiamarlo granata?)

Il risultato? Una tavolozza di colori che avrebbe reso felice il miglior Picasso. Meno, molto meno l’italiano medio, per il quale oramai, assieme ai soliti dpcm sfornati nottetempo come michette, gli improvvisi cambi di colore rappresentano un rebus continuo. Impossibile da decifrare, grazie al quale la stragrande maggioranza dei cittadini non si raccapezza più, con la conseguenza che, per dirla alla De Luca, “in questo bailamme ciascuna agisce di testa propria, e chi s’è visto s’è visto”.

Inorridisce persino Bary Pradelski, economista del Centro nazionale di ricerca scientifica in Francia, che insieme a Miquel Oliu-Barton, professore associato di matematica a Paris-Dauphine, ha ideato il sistema di gestione pandemica basato sulle zone colorate per la Ue: “In Italia troppi parametri e poca trasparenza nelle scelte”.

E allora? “‘Ndo cojo cojo e chissà se ce pijo”. Il governo Conte procede alla cieca e va avanti come se fossimo a Carnevale in una indescrivibile confusione di colori e di regole. La sostanza resta una, però: vogliono rinchiuderci di nuovo con una serie di provvedimenti schizofrenici che d’ora in avanti coinvolgerà l’Europa intera, per una volta unita… da un virus. E se il Great Reset non fosse una bufala?

Ricordatelo, Giuseppi: “Facciamo un po’ di sacrifici adesso per passare un Natale sereno”, disse col suo solito sorrisino fasullo, il premier più presuntuoso degli ultimi decenni. Eravamo nel mese di ottobre. Ora scopriamo che l’aumento dei contagi dipende da quello che abbiamo fatto noi durante le feste. Evidentemente sia ad agosto che durante il Natale il demonio si impossessa del popolo per contraddire le disposizioni del governo. Che notoriamente non sbaglia mai.

A quando il prossimo sermone del premier? Sarà grossomodo quello che chiederà “dei sacrifici oggi per preservare il pranzo di Pasqua in famiglia”? Intanto il tempo passa e il Covid, se serve, resta.

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