Dalla discesa in campo, alla discesa nei campi: ecco che fine hanno fatto Santori e le Sardine

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Sardine – sono scese in campo, o meglio nei campi. Dopo aver nuotato nel mare della politica, sono tornate a terra e si sono date alla terra. Un anno esatto fa, all’indomani della vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna, venivano corteggiate dall’intera sinistra ed esaltate, perfino da Zingaretti, come l’arma segreta del successo rosso. Ora, lasciate le grandi piazze un po’ per la pandemia e un po’ per la propria insipienza, le Sardine, il movimento guidato dallo zazzeruto e supercazzolaro Mattia Santori, si sono rifugiate in campagna, o meglio negli orti cittadini. A praticare l’arte nobile della coltivazione.

Meglio la Zappa e la Vanga della Falce e il Martello, devono aver pensato. Dalla scorsa estate le Sardine hanno preso infatti in gestione una trentina di orti nelle periferie di Bologna, in zona Pilastro: accompagnate da 80 volontari, tra italiani e stranieri, oggi lavorano la terra e coltivano ortaggi, da veri e propri contadini urbani. Le ricadute positive di questo loro impegno, raccontato dal sito dire.it, sono triplici. In prima istanza le Sardine hanno finalmente deciso di imparare un mestiere, riscoprendo la loro vocazione (tradita): e cioè, essere braccia rubate all’agricoltura (e lo diciamo senza ironia).

Zappando, le Sardine possono comprendere il senso della fatica

Là, zappando, possono comprendere il senso della fatica, del lavoro diuturno, e la cura necessaria per dare buon frutto. Nei campi non si ottengono risultati dall’oggi al domani, ma ci vogliono tempo e pazienza. Dissodare, seminare, innaffiare sono esercizi di umiltà, che vuol dire appunto vicinanza all’humus, alla terra. Tornare in campagna non è mica una forma di otium, ma l’esatto contrario, la fine dell’ozio.

E anche un buon modo per apprendere qualcosa, dopo tante esibizioni di ignoranza: dalla Coltura alla Cultura, si sa, il passo è breve. In secondo luogo, la loro dedizione a frutta e verdura, a mo’ di novelli Cincinnato che, lasciato l’agone politico, vanno ad arare i campi, garantisce alcuni benefici anche a noi. Finalmente non dovremo più assistere allo sforzo delle Sardine nel riempire le piazze, gli studi tv e le nostre teste di parole (vuote), alla loro attitudine compulsiva a stilare manifesti, decaloghi di condotta e perfino libri (il profetico Le Sardine non esistono). non saremo più tenuti a sorbirci il loro sterile anti-salvinismo, la loro proposta politica animata dal Nulla, i loro concerti a base di musica e cazzeggio, travestiti da eventi ad alto contenuto civico. Erano party, ma li spacciavano per feste di “partito” Né dovremo subire la celebrazione mediatica pressoché unanime, che le glorificava come nuova forma di partecipazione, riscatto delle giovani generazioni, resurrezione della Politica dal basso (da molto in basso, a dire il vero).

Da ultimo, questa svolta bucolica consente loro di compiere la prima azione buona e utile per la società. E cioè, destinare la metà del raccolto degli orti alle mense delle Cucine Popolari di Bologna, che servono 300 pasti al giorno a persone in difficoltà economica. I più volenterosi, fanno sapere Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa, tra i fondatori delle Sardine, portano l’intero raccolto alla mensa. Ecco un atto politico, dopo tante chiacchiere: aiutare chi è più fragile.

A differenza di Greta, le mani se le sporcano davvero

E, se pure questo passare al verde è mosso da velleità ecologiste, almeno le Sardine, a differenza di Greta, le mani se le sporcano davvero. Ma soprattutto, grazie a questo passaggio dall’ittica all’agronomia, le Sardine si pongono in scia alla gloriosa tradizione della sinistra. Dopo la Quercia, l’Ulivo, la Margherita, ecco l’Orto o il Movimento 5 Serre. A breve vedremo Mattia Santori montare su un trattore come un Tonino Di Pietro 2.0. Il pesce andato a male sarà rimpiazzato dalla verdura, al posto delle Sardine spunteranno i Cetrioli. E così, in un anno, si sarà chiuso il cerchio perfetto: dalla campagna elettorale alla campagna.

L’articolo Dalla discesa in campo, alla discesa nei campi per zappare la terra: la fine che si meritano Santori e le Sardine proviene da Rassegne Italia.


Sardine: chi è Mattia Santori? Biografia del leader del movimento

Sardine: chi è Mattia Santori? Biografia del leader del movimento

Chi è Mattia Santori, il classe 1987 bolognese ideatore del movimento delle sardine? Diventato famoso dopo la manifestazione/flashmob organizzata nel capoluogo dell’Emilia contro il leader leghista Matteo Salvini, Mattia Santori è diventato simbolo della protesta della sinistra anti-populista.

Anche se il giovane non ha organizzato da solo l’evento delle sardine a Bologna ma insieme a tre suoi amici, è diventato fin da subito il volto simbolo del movimento facendo crescere la curiosità sulla sua biografia.

Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali in Emilia Romagna Santori è stato ospite delle principali trasmissioni televisive nazionali, con i vari media che in qualche modo se lo contendevano letteralmente.

Chiuse le urne e appurata la vittoria del governatore uscente di centrosinistra Stefano Bonaccini, all’unisono i vari analisti politici hanno riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dalle sardine durante la campagna elettorale.

Di recente Mattia Santori è incappato in uno scivolone, “errore mio” ha commentato poi a freddo, con la pubblicazione di una foto che lo ritraevano insieme agli altri leader delle sardine insieme a Luciano Benetton e Oliviero Toscani, con il fotografo che poi è finito nella bufera per una uscita poco felice sul crollo del ponte Morandi.

Altre polemiche, soprattutto interne, sono arrivate poi per la decisione del leader delle sardine di prendere parte come ospite alla trasmissione Amici condotta Maria De Filippi, con Santori che ha dovuto fare una sorta di videomessaggio “fidatevi di noi” per placare i malumori.

Dopo un periodo di silenzio vista anche l’emergenza Covid, il ragazzo è tornato a occupare le prime pagine dei giornali dopo aver dichiarato che voterà No in occasione del referendum sul taglio dei parlamentari del 20 e 21 settembre.

La biografia di Mattia Santori

La biografia di Mattia Santori non è diffusa ufficialmente online, ma da diverse fonti sappiamo il percorso di studi e le passioni dell’ideatore del movimento delle sardine.

Mattia Santori è nato nel 1987 a Bologna, dove vive tuttora, ed è laureato in Economia e Diritto con una tesi su “Il fantasma del Tav spaventa le grandi opere italiane. Consenso e partecipazione nelle politiche infrastrutturali del nostro Paese”.

L’ideatore del movimento delle sardine è profondamente ambientalista, e per lavoro si dedica alla ricerca per i mercati energetici.

Fa parte del Rie – Ricerche industriali ed energetiche, una società privata che lavora nel mondo dell’energia attraverso attività di consulenza e ricerca e che cura, tra le altre cose, anche una testata sulle energie rinnovabili. Tra i redattori di Rie online figura anche Mattia Santori.

L’ideatore del movimento delle sardine ha anche altre passioni: Mattia Santori insegna atleticafrisbee basket a diverse classi di bambini, universitari e disabili. Come si evince dalla sua pagina Facebook, collabora con CUS Bologna Ultimate Frisbee – Bodisc, squadre agonistiche di frisbee di Bologna.

Insieme a Mattia Santori, tra i promotori del movimento delle sardine troviamo suoi amici di lunga data:

  • Roberto Morotti, ingegnere e ambientalista
  • Giulia Trappoloni, fisioterapista originaria di Sansepolcro
  • Andrea Garreffa, laureato in scienze della comunicazione

Di recente la pagina social 6000 sardine ha pubblicato una sorta di biografia del proprio leader, con il post che ha scatenato le ironie della rete in quanto sarebbe stata una sorta di celebrazione in pompa magna di Santori.https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2F6000sardine%2Fposts%2F310079017107870&width=500

Chi è Mattia Santori, portavoce nazionale delle sardine? – si legge nell’introduzione della bio – Per mesi lo hanno insultato, deriso, odiato, amato. Alcuni gli hanno augurato la morte, altri lo hanno snobbato, altri lo hanno minacciato, altri ancora, invece, sono scesi con lui in Piazza per inseguire un grande sogno”.

Il CV

Come anticipato Mattia Santori si occupa per lavoro di mercato energetico e, da quanto si evince dal suo profilo LinkedIn online, da gennaio 2014 lavora con il Rie – Ricerche Industriali ed Energetiche come analyst. Tre anni fa diventa redattore di contenuti per RiEnergia – ambiente e risorse, punto per punto, la testata online del Rie.

Contemporaneamente da 9 anni a questa parte si occupa dei corsi di atletica dello UISP, rivolti ai bambini delle scuole elementari e medie, in qualità di istruttore e responsabile.

Nelle sue esperienze lavorative precedenti troviamo invece:

  • da ott 2010 a gen 2012, collaborazione con ISTAT, per la partecipazione attiva al censimento dell’agricoltura del 2010 e a quello della popolazione del 2011;
  • da lug 2007 a set 2009, collaborazione con Autostrade per l’Italia come esattore.

Mattia Santori ha scritto per diverse testate online, tra le sue pubblicazioni si trovano vari articoli. Ecco alcuni titoli:

  • Carbone: la fine è vicina?
  • Non solo Nimby, in Basilicata c’è chi dice sì
  • Ambiente ed Energia: Intervista a Legambiente e al Rie (Ricerche Industriali Energetiche)
  • Sblocca Italia e trivellazioni. Novità, rivendicazioni, dati di fatto.
  • Coesistenza tra Idrocarburi e Agricoltura, Pesca e Turismo in Italia

Il movimento delle sardine

Il Movimento delle sardine, anche noto semplicemente come Le Sardine o 6000 sardine e ufficialmente denominato Associazione 6000 sardine E.T.S., è un movimento di attivismo politico italiano. Mattia Santori ne è fondatore e leader.

Il movimento è nato a Bologna nel novembre del 2019 durante la campagna elettorale per le elezioni regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio 2020, dichiarandosi in opposizione al populismo e al sovranismo che caratterizzano alcuni partiti della destra italiana, che in quel momento si trovavano all’opposizione in Parlamento, pur risultando in testa ai sondaggi politici d’opinione.

Il richiamo alla sardina, simbolo del movimento che viene esibito dai militanti in occasione delle proprie manifestazioni, deriva dalla locuzione “stretti come sardine”, intendendo quindi richiamare il desiderio di riempire il più possibile le piazze, ma si riferisce anche alla caratteristica di questi pesci, i quali, piccoli ed indifesi, si muovono in gruppo con forza.

Storia

All’avvio della campagna elettorale per le elezioni in Emilia-Romagna del 2020, il 14 novembre 2019 la Lega organizzò un evento al Paladozza di Bologna, nel quale il segretario del partito Matteo Salvini lanciò la candidatura a presidente della regione di Lucia Borgonzoni per la coalizione di centro-destra.

Contemporaneamente all’evento leghista, un gruppo di quattro amici creò su Facebook un evento di opposizione denominato “6000 sardine contro Salvini“. L’obiettivo era quello di organizzare la “prima rivoluzione ittica della storia” e oscurare la campagna elettorale avversaria radunando sul “Crescentone”, grosso marciapiede rettangolare e rialzato posto al centro di piazza Maggiore, almeno 6.000 persone, ovvero un numero di persone superiore a quelle che avrebbero potuto presenziare all’evento al Paladozza, dotato di 5.750 posti a sedere.

Il successo del raduno delle “sardine” venne poi replicato il 18 novembre in piazza Grande a Modena e il 21 novembre a Sorrento, stesso giorno di pubblicazione del primo manifesto del movimento, denominato “Benvenuti in mare aperto“, in cui viene annunciata la lotta contro i populisti.

Alla fine di novembre, dopo aver svolto numerose manifestazioni in molti comuni dell’Emilia-Romagna, tra cui Bibbiano, al centro di uno scandalo che coinvolgeva anche il sindaco del Partito Democratico, contro cui la Lega ha preso posizioni durissime, il movimento si diffuse anche fuori dai confini di tale regione, con numerosi flash mob organizzati in molte piazze italiane. Le maggiori manifestazioni ebbero luogo il 30 novembre con quasi 30.000 persone radunate in piazza della Repubblica a Firenze, il 1º dicembre con più di 25.000 persone in piazza Duomo a Milano ed il 10 dicembre con circa 40.000 persone che riempirono piazza Castello a Torino. Altri eventi sono stati organizzati a Napoli e Palermo e in alcuni casi anche all’estero, con manifestazioni nella città di New York, acquisendo così visibilità anche internazionale.

Il 14 dicembre, un mese dopo il primo raduno bolognese, le Sardine hanno lanciato il “Global Sardina Day“, organizzando una manifestazione a Roma in Piazza San Giovanni a cui hanno partecipato, secondo gli organizzatori, quasi 100.000 persone (35.000 secondo la questura). Durante la manifestazione romana, il leader di fatto delle Sardine, Mattia Santori, ha presentato i principali punti programmatici del movimento, che includevano la richiesta di trasparenza politica, la condanna dei discorsi di incitazione all’odio, una proposta di legge contro la violenza verbale (equiparata alla violenza fisica) e una nuova politica di gestione dell’immigrazione in Italia. In particolare è stata chiesta l’abolizione del cosiddetto “Decreto Sicurezza” promosso da Matteo Salvini durante il precedente governo Conte I, che ha introdotto una serie di misure contro l’accoglienza dei migranti e che ne facilitavano l’espulsione. Lo stesso giorno si sono svolte anche manifestazioni più piccole in altre 9 piazze italiane e 14 nel mondo, tra le quali Bruxelles, Parigi (200 persone) e Berlino. La manifestazione delle sardine in piazza VIII Agosto a Bologna del 19 gennaio 2020

L’ultima grande manifestazione di piazza delle Sardine prima del voto regionale, denominata “Bentornati in mare aperto”, si è tenuta domenica 19 gennaio in piazza VIII Agosto a Bologna, alla presenza di circa 40.000 persone. Nel concerto, durato oltre sei ore, si sono esibiti molti artisti.

Il 28 febbraio 2020, tre rappresentanti del movimento sono ospiti nel programma Amici di Maria De Filippi, affrontando i temi del bullismo e dell’omofobia.

Il 26 maggio 2020, il leader Mattia Santori annuncia tramite una lettera pubblica l’intenzione di prendersi una “pausa di riflessione”.La manifestazione delle Sardine contro odio e razzismo a Genova in Piazza De Ferrari il 28 novembre 2019

Il Movimento si è apertamente schierato a favore del No al referendum costituzionale in Italia del 2020. La manifestazione per il “no” si è svolta il 13 settembre 2020 a piazza Santi Apostoli, a Roma.

Ideologia

Il movimento dichiara di non essere legato ad alcun partito, di avere come fonte di ispirazione principale la Costituzione italiana e di perseguire principalmente gli ideali dell’antifascismo e della lotta alla discriminazione razziale, così come il rifiuto di populismi e sovranismi e la condanna della violenza verbale nella politica italiana, che secondo le Sardine va equiparata legalmente alla violenza fisica. In un’intervista a su , Jasmine Cristallo, una delle coordinatrici del movimento, dichiarò che la sua collocazione politica era di stampo gramsciano, e secondo Mattia Santori la maggior parte dei partecipanti al movimento si riconosce nei valori della sinistra.

Secondo il settimanale Panorama, tuttavia, il movimento si sarebbe limitato solo a una generica critica della destra, in aperta contrapposizione alla Lega di Matteo Salvini, dipinto come leader autoritario e velatamente antidemocratico, risultando in questo modo di supporto al Governo Conte II.

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