Dino Valle

Zingaretti sbanda, il suo Pd non passa la revisione e con Draghi è destinato alla rottamazione

E’ stato sufficiente un solo giorno, quello del fallimento del tentativo di Fico di tenere in vita il Governo Conte, perché emergessero tutti i guasti, i ritardi, gli errori di un governo nato più che per attuare un programma, per contrastare la vittoria del centrodestra alle elezioni. Ed è bastato conferire l’incarico a Draghi per fare emergere tutte le contraddizioni del governo Conte lacerato e paralizzato dalle lotte interne, non più in grado di affrontare i problemi della vaccinazione e della sempre più grave crisi economica. Ma ugualmente Conte e i suoi ministri del Pd e dei 5Stelle hanno cercato di salvare se stessi offrendo lo spettacolo avvilente della caccia al trasformista e al voltagabbana che ha spinto anche Mattarella (che pure aveva cercato sino alla fine di salvare il governo Pd-5Stelle) ad intervenire.

Queste alcune delle considerazioni espresse da politici e giornalisti di sinistra come Bertinotti, Padellaro, Mieli, Sorgi, Casini, Sansonetti, Emma Bonino, culminate in frasi inequivocabili come “ora vanno rottamate le incompetenze e dato spazio ai migliori”, oppure “il vero sconfitto è il Pd, che è allo sbando nel quale sono iniziati i processi interni tra Zingaretti e i suoi colonnelli”, “Draghi non potrà rifare un governo con gli stessi partiti di quello appena sgretolato, ma dare discontinuità al Conte bis”, “ora Draghi dovrà pure porre mano al catastrofico deficit accumulato dal governo Conte in un anno e mezzo e non solo per colpa del Coronavirus”.

Il più severo nei giudizi politici è stato indubbiamente Bertinotti, ex segretario della Cgil e di Rifondazione comunista, che ha parlato di “un Pd inesistente, prigioniero degli umore del partito di Grillo, con lo svuotamento della politica e dei suoi valori, che ha spogliato il parlamento dei suoi poteri con grave pregiudizio per la stessa democrazia italiana non salvaguardata nella occasione nemmeno dal presidente Mattarella quando ha parlato quasi con fastidio della ipotesi di elezioni anticipate come se ricorrere al giudizio degli elettori fosse un fatto negativo”. Ma nemmeno la Bonino è stata tenera nel suo giudizio perché ha parlato di “governo Conte sgangherato e inefficiente”.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *