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Oggi parliamo degli ultimi sviluppi delle consultazioni per il governo Draghi e dell’entusiasmo dei mercati, del no del Cts alla riapertura serale dei ristoranti in zona gialla, dell’intesa sul contratto dei metalmeccanici, del nuovo piano vaccini e di come la carenza di semi-conduttori impatta la produzione di auto. 
Fiducia a Draghi da Pd e Forza Italia. Il no di Fdi, oggi è il turno di Lega e 5S 
Inizia a prendere forma la (ipotetica) maggioranza a sostegno del governo Draghi. Il secondo giorno di consultazioni si è chiuso con la conferma del sì del Partito Democratico e di quello di Forza Italia, arrivato per via telefonica da Berlusconi. Anche Liberi e Uguali, uno dei partner del secondo governo Conte, sembra sempre più vicino all’intesa. L’unico no conclamato resta finora quello di Fratelli d’Italia, ostile per principio a un governo «di legislatura». FdI, ha detto la leader Giorgia Meloni, «non voterà la fiducia al suo governo, una scelta che non ha a che fare con un pregiudizio nei suoi confronti. Ma l’Italia non è democrazia di Serie B». 
Gli unici verdetti in sospeso sono quelli di Lega e Movimento Cinque Stelle, i due partiti che chiuderanno oggi il primo “giro” di consultazioni. In entrambi i casi l’atteggiamento sembra più incline all’apertura, non senza malumori e rischi di spaccature. La Lega è tentata dall’appoggio, spingendo per un «governo di tutti». Davide Casaleggio presidente di Rousseau, ha chiarito che c’è «ampio consenso fra gli iscritti» per il ricorso al voto sulla omonima piattaforme online. Ma anche l’orientamento dei Cinque stelle è sbilanciato a favore di Draghi, dopo una telefonata fra l’ex presidente della Bce e Beppe Grillo. Sarà proprio Grillo a guidare la delegazione pentastellata oggi. 
Toto-ministri in progress. Si intensifica il dibattito sulla rosa di ministri che accompagnerebbe Draghi. I nomi circolati vanno da Enrico Giovannini a Marta Cartabia, secondo un “modello Ciampi” che integri figure politiche e tecniche (leggi qui Emilia Patta e Manuela Perrone). 
La Draghi-mania sui mercati. Intanto, sui listini, gli investitori continuano a dare fiducia agli asset targati Italia. Ad esempio comprando BTp, con rendimenti talmente in discesa da aver fatto calare lo spread con i titoli tedeschi sotto i 100 punti base. Ma come era andata con gli altri governi tecnici? Il servizio di Maximilian Cellino. 
Il Cts: indice Rt a 0,84. No alla riapertura di ristoranti in zona gialla 
L’Rt nazionale resta invariato allo 0,84. Lo ha attestato ieri il monitoraggio settimanale sul Covid in Italia con i dati Iss-Ministero della Salute, delineando uno scenario che proietterebbe tutto il paese in zona gialla. Intanto, il Comitato tecnico scientifico ha chiarito che «non c’è alcun via libera del Comitato Tecnico Scientifico alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura», rispondendo così alla richiesta avanzata dal ministero dello Sviluppo economico. Il servizio di Nicoletta Cottone. 
Il bollettino del Covid. Ieri in Italia si sono registrati 14.218 nuovi casi e 377 morti. La mappa di Lab24. 
Ecco il nuovo piano vaccini: da subito anche scuole, trasporti e polizia 
Già dalla prossima settimana, con l’arrivo delle prime dosi di AstraZeneca, partiranno le vaccinazioni di chi ha meno di 55 anni e lavora in scuole, università, forze armate e di polizia. Tutti i dettagli sul nuovo piano della Bussola di Marzio Bartoloni, 
Avviso ai naviganti. Attenzione, Lab24 ha rinnovato i suoi grafici sull’ andamento in tempo reale dei vaccini, inserendo le quattro fasi del piano nazionale e relativa platea di riferimento. Dai un’occhiata! 
Lavoro, intesa sul nuovo contratto dei metalmeccanici: aumento medio di 112 euro 
Si sblocca la vertenza dei metalmeccanici con l’intesa sul nuovo contratto nazionale. Dopo quattro giornate di trattative sono stati sciolti prima i nodi normativi, poi quelli economici per il contratto che ha vigenza gennaio 2021 – giugno 2024. In arrivo aumenti a regime di 112 euro sui minimi al quinto livello, e di 100 euro al terzo. Il servizio di Giorgio Pogliotti. 
Due milioni di auto prodotte in meno per la carenza di semi-conduttori 
La carenza di semi-conduttori travolge il mercato dell’auto. «Per la situazione che si è venuta a creare, quest’anno rischia di saltare la produzione di 2 milioni di veicoli», avverte Jean Marc Chery, ceo di Stm, interpellato sul tema da Il Sole 24 Ore, in occasione della presentazione dei dati di bilancio 2020. L’inchiesta di Antonella Olivieri. 
A cura de Il Sole 24 Ore
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