I dirigenti di Banca d’Italia e il loro intreccio con la politica

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L’ex presidente della banca centrale europea ed ex governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha ricevuto l’incarico di formare un governo. Prima di lui altri due dirigenti di via Nazionale hanno ricoperto l’incarico di presidente del consiglio e vari altri quello di ministro

Occorreranno alcuni giorni per capire se Draghi scioglierà la riserva. In ogni caso è interessante osservare come non sia la prima volta che a un ex governatore della Banca d’Italia viene chiesto di formare un governo in un momento di crisi.

Un bacino, quello della Banca d’Italia, da cui la politica ha spesso attinto  per la nomina dei ministri e, in alcuni casi, per la stessa Presidenza della Repubblica. Un incarico quest’ultimo di cui si è parlato anche in relazione allo stesso Draghi che, rispetto ai suoi predecessori, ha un’esperienza che va ben oltre i confini italiani, essendo stato governatore della Banca centrale europea in una fase particolarmente difficile.

La Banca d’Italia e la presidenza del consiglio

Come accennato, già altre due figure di vertice della Banca d’Italia hanno ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio.

Il primo fu Carlo Azeglio Ciampi, già governatore della Banca d’Italia, che nel 1993 fu chiamato a ricoprire questo incarico dall’allora Presidente della Repubblica, Scalfaro. In quel momento il Paese affrontava una grave crisi politica, iniziata con tangentopoli, che portò alla fine della prima Repubblica.

Solo due anni dopo, sempre Scalfaro, affidò a Lamberto Dini l’incarico di formare il governo. Dini non era stato governatore della Banca d’Italia, ma aveva ricoperto il ruolo di direttore generale. Inoltre, rispetto a Ciampi, in quel momento non era estraneo alle dinamiche politiche. Infatti, subito prima, aveva ricoperto l’incarico di ministro dell’Economia del primo governo Berlusconi. L’incarico di presidente del Consiglio, quindi, gli fu conferito proprio a causa della caduta del governo di cui era membro.

La Presidenza della Repubblica

Ma oltre alla presidenza del Consiglio un ruolo ancora più prestigioso è stato ricoperto da 2 governatori della banca d’Italia, quello di Capo dello Stato.

Innanzitutto Luigi Einaudi, secondo Presidente della Repubblica della storia italiana, ma primo ad essere eletto dopo l’entrata in vigore della Costituzione. Oltre al ruolo di governatore aveva anche ricoperto alcuni incarichi di ministro nei governi di transizione che si susseguirono tra la caduta del fascismo e l’entrata in vigore della Costituzione.

Il secondo è stato Carlo Azeglio Ciampi. Dopo il primo incarico come presidente del Consiglio, Ciampi continuò a ricoprire ruoli politici di rilievo come ministro del Tesoro del primo governo Prodi e del primo governo D’Alema. Quest’ultimo incarico si concluse proprio in seguito alla sua nomina a Presidente della Repubblica.

I ministeri

Come abbiamo visto è accaduto in diverse occasioni che un esponente di spicco della Banca d’Italia andasse a ricoprire un incarico di ministro.

Dopo l’entrata in vigore della Costituzione, due governatori hanno guidato dei ministeri. Infatti, oltre a Ciampi, anche Guido Carli ha ricevuto diversi incarichi da ministro. Prima con il governo Zoli (1957), quando ancora non era in Banca d’Italia. Poi, molti anni dopo, con il sesto (1991) e il settimo (1992) governo Andreotti.

Tra le persone che hanno ricoperto l’incarico di direttore generale di via Nazionale invece, oltre a Dini, hanno ricevuto l’incarico di ministro Rinaldo Ossola, nel terzo (1978) e nel quarto (1979) governo Andreotti, e Fabrizio Saccomanni nel governo Letta (2013).

Infine sono stati 2 i vice direttori a guidare dei dicasteri: Mario Sarcinelli nel quarto governo Fanfani (1978) e Tommaso Padoa-Schioppa nel secondo governo Prodi (2008).

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