Dino Valle

Duecento scienziati inglesi rischiano la galera per spionaggio militare

Circa duecento scienziati di dodici università britanniche rischiano la galera per avere aiutato, “sebbene non consapevolmente”, la Cina  a fabbricare armi di distruzione di massa. Lo rivela il Times, riferendo che le accuse riguardano la violazione delle rigide leggi sull’esportazione di proprietà intellettuali in campi sensibili verso stati ostili. In particolare, il sospetto è che il governo cinese abbia carpito i risultati di ricerche top secret in materia di tecnologia militare. In particolare, per aerei e missili e armi informatiche.

Gli indagati, se riconosciuti colpevoli di violazioni dell’Export Control Order del 2008, rischiano dieci anni di carcere. Secondo quanto riferito da una fonte del Times, le autorità britanniche starebbero per inviare le notifiche di indagine a circa 200 cittadini britannici con ruoli in oltre una decina di università del Regno Unito.

L’università di Manchester vendeva le App per sorvegliare gli oppositori

La scorsa settimana, l’Università di Manchester ha annullato un accordo con una società cinese di tecnologia militare. E questo, dopo aver appreso di aver fornito piattaforme tecnologiche e app utilizzate dalle forze di sicurezza di Pechino nella sorveglianza di massa dei musulmani uiguri.

I droni killer e altre informazioni made in Gb

L’università ha affermato di non essere a conoscenza del presunto ruolo della China Electronics Technology Corporation nella persecuzione degli uiguri. E questo, fino a quando non ha ricevuto una lettera che indicava i collegamenti dal comitato ristretto per gli affari esteri del Commons. Il Times rivela inoltre che il governo di Pechino sta sviluppando sciami di droni killer. Mentre librano nel cielo,  localizzano il loro obiettivo. Inoltre, comunicano tra loro e coordinano i loro movimenti senza alcun input umano.

Top secret il nome dei duecento scienziati britannici

Il parlamentare conservatore Tom Tugendhat che ha ricevuto il dossier del controspionaggio britannico, ha detto al Times che “alcuni nelle università britanniche hanno perso la loro morale e non stanno promuovendo la libertà accademica, ma minando i nostri interessi strategici”. Il parlamentare Tory sostiene che la Gran Bretagna sta commettendo un errore nell’aprire troppo le università. “Stiamo consegnando i segreti che aiuteranno un paese spesso ostile a diventare la più grande potenza militare dei prossimi anni.” L’indagine del governo è arrivata dopo che un rapporto della Henry Jackson Society lo scorso ottobre aveva criticato il governo per non aver perseguito alcun accademico “per violazioni del controllo delle esportazioni”.

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