Dino Valle

Noleggio a lungo termine in accelerata

Negli ultimi dieci anni, gli automobilisti italiani hanno scoperto una nuova opzione per poter mettersi al volante di un’automobile: il noleggio a lungo termine. Questo settore ha avuto una netta accelerata negli ultimi anni, dovuta anche al fatto che, sino a due lustri or sono, il settore del rent a car era assai poco sviluppato nel nostro paese. 

Quando avvenuto da un decennio a questa parte, invece, ha modificato le abitudini degli italiani, che non sempre, tuttavia, sanno esattamente di cosa si parla in tema di noleggio a lungo termine, i pro e contro di questa scelta, quali sono i costi o i vantaggi fiscali. In questo articolo, quindi, proveremo a chiarire i dubbi di buona parte degli automobilisti, cercando di spiegare cosa sia il noleggio a lungo termine e quando sia effettivamente conveniente.

Noleggio a lungo termine: cosa c’è da sapere 

Innanzitutto, il rent a car di lungo periodo si configura quando il contratto dura più di 12 mesi: sotto questa soglia, il noleggio si definisce a breve termine, ed è opportuno farvi ricorso, ad esempio, se si deve traslocare per qualche mese in un’altra città. Quando si opta per un noleggio a lungo termine, bisogna essere consci di tutti gli aspetti che concorrono a formare il canone mensile da dover corrispondere al noleggiatore.

Esso è determinato dai seguenti fattori: chilometraggio; valore del veicolo; durata del contratto; i servizi inclusi nell’accordo; valore del veicolo al termine della locazione. All’atto della stipula del contratto viene prefissata la percorrenza in base alle reali esigenze dell’automobilista, con la durata che può variare da 1 fino a 5 anni. In altre parole, tutto viene adeguatamente prestabilito sin dall’origine, ovvero sia nel momento in cui si pone la propria firma sul contratto.

Il noleggio a lungo termine per privati si differenzia dall’acquisto dell’autovettura e dal leasing sotto alcuni fondamentali aspetti. Nella rata, infatti, sono inclusi alcuni determinati servizi che, viceversa, l’utente della strada deve sopportare nel caso in cui detenga il veicolo o ricorra al leasing. Costi, talvolta, piuttosto onerosi, che si perpetuano di anno in anno.

L’esempio più lampante, in tal senso, riguarda gli oneri fiscali, tutti inclusi nel pagamento della rata mensile. Tutte le tasse che, di norma, l’utente della strada è costretto a pagare, come bollo, tassa di possesso e l’imposta provinciale di trascrizione, sono inclusi nel canone, evitando di dover perdere ulteriore tempo per il disbrigo di queste pratiche amministrative.

Le differenze rispetto all’acquisto e al leasing

La rata, inoltre, comprende il costo annuo relativo all’assicurazione auto, che, oltre alla RC prevista obbligatoriamente per legge, deve includere altre fondamentali coperture: la garanzia contro gli infortuni del conducente; l’assicurazione furto e incendio; assicurazione contro ulteriori danni (ad esempio, rottura cristalli).

Nel contratto, inoltre, sono già previsti gli interventi di manutenzione ordinaria del veicolo, oltre a quelle di carattere straordinario, previsti nel caso in cui ci fossero dei guasti non imputabili all’utilizzatore o causati da fattori esterni imprevedibili. Nel canone è compreso anche il cambio degli pneumatici, l’assistenza stradale e l’utilizzo di una vettura sostitutiva in caso di guasto o sinistro.

Un’altra significativa differenza tra il noleggio a lungo termine e l’acquisto dell’automobile riguarda la spesa economica. Quando si acquista un’automobile si è soggetti, non di rado, ad un esborso iniziale, sotto forma di “acconto”, talvolta non indifferente, cosa che non avviene nel mondo del rent a car a lungo termine. A differenza del leasing, inoltre, non prevede il pagamento di una maxi-rata finale.

Un aspetto importante presente nel contratto riguarda il chilometraggio, che viene prestabilito in sede di stipula. Esso può andare da un minimo di 10000 km sino ad un massimo di 200000, andando ad incidere sul costo della rata: nel caso di chilometraggio superiore a quello pattuito, il contraente dovrà sopportare un aggravio economico; viceversa, qualora la percorrenza effettuata fosse inferiore, dovrà ricevere un rimborso da parte del locatario.

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