LE SETTE 1 / Una grave minaccia per il cattolicesimo moderno

Vi propongo a puntate, per gentile concessione dell’autore don Marcello Stanzione, il suo libro su quel fenomeno inquietante, quella zona d’ombra tra spiritualità e autodistruzione, che sono le sette al giorno d’oggi. A cominciare dalla presentazione di Annamaria Maraffa.


Nel mondo ci sono non solo centinaia di milioni di ex cattolici che usciti dalla Chiesa Romana frequentano le sette più o meno regolarmente, ma pure milioni di cattolici che frequentano gruppi cattolici riconosciuti dall’autorità ecclesiastica come i neocatecumenali, i focolarini o l’Opus Dei che hanno degli evidenti tratti settari, che cosa vi vanno a cercare? Il proliferare delle sette è un fenomeno tipico della modernità che, rispetto all’Italia, si è affacciato nella storia di altri paesi già da molto tempo. Occorre premettere che, nell’ambito della modernità, i nuovi soggetti sociali si trovano a vivere una molteplicità di esperienze che, se giovano come stimoli all’agire, creano nel contempo un’identità culturale fluida, imprecisa e fragile. Il crollo non tanto dei valori, quanto di una gerarchia organica di valori, di un sistema etico coerente, è il vero dramma della coscienza moderna. Agli attori impreparati a portare il peso di questo dramma le conventicole esoteriche o pseudoreligiose offrono uno spazio alternativo di salvezza. Tali movimenti propongono tre linee di forza: il ricorso ad una esperienza “interiore”, un messaggio di salvezza, l’aderenza ad una comunità. L’esperienza interiore dovrebbe condurre all’autorealizzazione, ad un miglioramento delle capacità mentali, all’equilibrio psico-fisico.

Il messaggio di salvezza comporta, contenuto nelle “proposte” di questi gruppuscoli consiste chiaramente nella presunta (e sempre mistificatoria, inverosimile e falsa) scoperta di una verità misteriosa segreta, di origine mistica. Infine, i movimenti pretendono di essere comunità consacrate in grado di ridefinire non solo l’identità del soggetto, ma l’intera realtà. Le sette, infatti, si propongono tutte un rinnovamento, una trasformazione a livello mondiale delle relazioni sociali, individuali e simboliche. Tutti gli adepti pensano di essere il “sale della terra”.

Infine, si potrebbe ipotizzare che la causa di fondo del sorgere delle sette o nuovi culti sarebbe proprio la protesta contro la modernità e contro la sua più lacerante contraddizione che oppone una sfera pubblica razionale, astratta, impersonale e una sfera privata priva di orientamenti e che pure deve decidere, in un modo o nell’altro, volente o nolente, del proprio destino esistenziale.  Gli individui confluiscono nelle sette, o meglio in combriccole stimolati da:

  • la polemica anti-scientista e anti-tecnologica con punte di diamante nettamente “ecologiche”;
  • la critica radicale al cattolicesimo perché è “arido, stantio, impelagato col potere e artefice dei roghi dell’Inquisizione”, rifacendosi a tragiche vicende risalenti ad alcuni secoli fa; 
  • l’importanza data all’individuo: l’uomo è il grande miracolo, l’uomo contiene tutta la verità;
  • la promessa di potere magico e di un sapere segreto, rivelato al prezzo di una sottomissione totale.

La gente frustrata riceve dal gruppo settario specialmente da quelli esoterici la possibilità di una gratificazione: tutti si sentono importanti e chiamati a una significativa missione.

Il tipo ideale dell’esoterico italiano è un frustrato della modernità che però ha molte ore libere da dedicare allo studio della dottrina segreta, mentre un tempo avrebbe lavorato in fabbrica o nei campi per 12 ore al giorno; è un vegetariano che sessanta anni fa avrebbe sofferto di sottoalimentazione e che ora disprezza la carne proprio perché la può comprare; è una casalinga che usa i contraccettivi ma che odia la scienza e la medicina ufficiale; è un giovane assediato dalla solitudine perché tutti in famiglia lavorano per permettergli beni di consumo che detesta, poiché non se li guadagna sudando; è un vecchio reduce dei gruppetti di sinistra del ’68 che odia il prete ma non può fare a meno di porsi domande sulla spiritualità, anche a costo di sembrare ridicolo e fuori luogo.

Su tali situazioni di base gioca il carisma dei capi, che danno risposte “buone per tutte le stagioni”, e lusingano i creduloni sostenendo che possono diventare simili a Dio.

Va da sé che i “maestri” sono, sempre, in mala fede e pretendono una sottomissione per brama di potere e, soprattutto, per motivi economici. Un vertiginoso giro di milioni di euro o di dollari è infatti legato a tutti i gruppi, alle sette e alle organizzazioni esoteriche. Di fronte alle figure dei maestri gli adepti si fanno sottomessi, fiduciosi, si privano di ogni senso critico e diventano succubi, pronti ad essere manipolati in ogni senso. L’esoterismo non dà strumenti veri di liberazione, ma in nome della libertà, del soggettivismo ripropone la dipendenza intellettuale. L’uomo vuole un capo carismatico che, in nome della libertà, gli dia invece schiavitù mediante un controllo totale ed opprimente sulla propria vita, divenuta ormai insignificante, inutile, monotona, conformista e priva di senso. In questo testo don Marcello Stanzione, che da giovane prete fu per qualche anno il responsabile del GRUPPO RICERCA E INFORMAZIONI SETTE(G.R.I.S.) della sua diocesi di Salerno, propone in due parti una analisi cattolica del fenomeno sette presentando in modo più dettagliato anche alcuni (quindi non tutti e neanche i più importanti) di questi movimenti religiosi.

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