Dino Valle

Pedofilia e pedopornografia: per non stare solo a guardare bisogna capire e agire

Meter ritiene fondamentale intervenire direttamente sul territorio con azioni concrete rivolte ai bambini, agli adolescenti, ai genitori e agli educatori che li accompagnano nel loro processo di crescita. Numerosi sono i progetti realizzati nelle scuole in cui vengono coinvolti adulti e minori. Le tematiche affrontate riguardano l’educazione all’affettività, all’uso corretto della rete, bullismo e cyber bullismo, alle relazioni interpersonali, oltre che la prevenzione e la sensibilizzazione verso tutte le forme di abuso all’infanzia. I progetti realizzati dall’Associazione hanno lo scopo di promuovere i diritti dell’infanzia sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre 1989.

Intervenire nel territorio con azioni concrete

La rete internet non è un luogo neutro. Bene e male si scontrano. L’agire degli abusatori dei bambini e dei falsi amanti di essi è raffinato e complesso. La longa mano delle organizzazioni criminali.
L’agire del pedofilo nella rete è complesso, e per certi versi, oscuro. Spesso non si tratta di individui isolati ma di vere e proprie organizzazioni criminali, che oltre a condividere, lucrare sul download del materiale pedopornografico, spesso sono anche i produttori di quest’ultimo. L’abuso sessuale viene filmato, fotografato e condiviso; addirittura vengono realizzati veri e propri set in cui la violenza viene documentata. I bambini, però non sono degli attori; non c’è finzione in questo film dell’orrore. I bambini sono realmente abusati, la violenza è assolutamente vera e il danno subito indelebile. Neanche gli aguzzini sono degli attori, ma dei criminali da stanare e colpire. Una volta prodotti, video e foto vengono immessi nella rete pubblica e nel deep web, entrando in un florido mercato di materiale illecito. Oltre al business, il solo fatto di scaricare, condividere e detenere materiale pedopornografico è perseguibile per legge. Meter rileva che gran parte del materiale rintracciato attraverso il monitoraggio della rete si trova in portali o piattaforme online gratuite, accessibili a qualsiasi utente. Spesso i link oggetto di segnalazione, a distanza di anni, risultano ancora attivi e fruibili. Attraverso le web chat, i cyber-pedofili si danno appuntamento per la condivisione di link o cartelle contenenti materiale pedopornografico utilizzando servizi di file sharing gratuiti per caricare e condividere materiale in anonimato e a tempo o attraverso canali social quali Whatsapp e Telegram.

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Abitare il web con responsabilità e maturità. Le chat rooms e i social: i pedofili vanno dove sono i bambini
I rischi di molestia e di adescamento per i minori nelle chat rooms sono numerosi. La rete telematica, spesso, rappresenta uno strumento utile per i pedofili nella fase di contatto iniziale con i minori, in quanto permette loro, senza esporsi, di attuare forme “soft” di molestia di tipo verbale o primi approcci per favorire un incontro reale con il bambino. I pericoli che la rete riserva ai più piccoli, accanto naturalmente alle meravigliose opportunità di crescita e di scoperta del mondo che li circonda, necessitano di un’attenzione particolare da parte dei genitori. È necessario che questi ultimi stiano vicini ai loro figli, che li guidino nel loro percorso all’interno della rete e che imparino a parlare il loro linguaggio, per comprendere meglio i loro interessi e il loro mondo. E’ necessario formare e responsabilizzare gli adulti ed educare i piccoli per una navigazione sicura.

Meter organizza incontri di sensibilizzazione e formazione per gli adulti, ha creato delle linee guida e dei materiali informativi (scaricabili nel sito internet e suoi nostri canali social) sui rischi online per gli educatori (genitori, insegnanti) e campagne di sensibilizzazione per informare ed educare i più piccoli.

La trascuratezza affettiva dei bambini, terreno fertile dei pedofili

Non è semplice stilare il profilo del pedofilo in quanto è una figura assolutamente comune, insospettabile e solitamente molto vicina al bambino. Non sono situazioni che si sviluppano necessariamente in condizioni di degrado, ma in contesti di solitudine affettiva. Il pedofilo, nella scelta della sua vittima, preferisce bambini affettivamente soli, trascurati e senza amici, quei bambini che possono scambiare più facilmente le sue attenzioni per gesti d’affetto. I bambini vittima di pedofilia sono dei “bambini orfani con genitori vivi”, bambini con genitori che si preoccupano del benessere materiale, ma che sottovalutano il benessere emotivo del figlio, che ha fondamentalmente bisogno di essere abbracciato o di tempo da trascorrere insieme.

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Il pedofilo o chiunque voglia fare del male al bambino si serve proprio della solitudine presente nella sua vita per colmarla, per diventarne amico, per diventare una figura di riferimento, per dargli l’amore che a lui manca, per farlo cadere in una trappola emotiva. La famiglia della vittima non appartiene a classi sociali specifiche e non possiede requisiti unici e inconfondibili. Spesso si tratta di famiglie costituite da genitori troppo concentrati sulla loro carriera e i loro successi piuttosto che sul benessere dei propri figli e della famiglia; che passano troppo poco tempo con i loro bambini; che forse non riescono a percepirne i veri bisogni; che non si rendono conto delle richieste di aiuto che mandano i loro figli e che non mettono in discussione il loro ruolo genitoriale.

Nessuna condanna dei genitori: migliorate il tempo da trascorrere con i vostri bambini.

Con quanto detto non si vogliono condannare quei genitori che per motivi lavorativi stanno molte ore fuori casa, ma si vuole solo dire ai genitori di migliorare la qualità del tempo che passano con i loro bambini, giocare con loro, ascoltare ciò che hanno da raccontare, di mettersi in ginocchio e di guardare il mondo con gli “occhi dell’infanzia”.

Don Fortunato Di Noto

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