Vaticano, nel 2021 “rosso” di quasi 50 milioni, crollano le entrate

Dopo la riunione plenaria del Consiglio dell’Economia il Papa ha dato il nulla osta al budget del 2021. Ancora non sono stati resi noti i dati del bilancio 2020.

Un deficit di 49,7 milioni di euro, risultante da entrate per 260,4 milioni e uscite per 310,1 milioni. Un saldo «pesantemente influenzato dalla crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19». Le casse della Santa Sede soffrono del calo delle entrate come è stato per il 2020, del quale non è ancora disponibile il bilancio, mentre nel 2019 il “rosso” era stato di soli 11 milioni, dai -75 del 2018, grazie ad un forte miglioramento della gestione finanziaria dei portafogli. Il Papa ha concesso il nulla osta al Budget 2021 della Santa Sede, proposto dalla Segreteria per l’Economia – guidata dal prefetto padre Juan Guerrero Alves – e discusso e approvato martedì scorso, 16 febbraio, dal Consiglio per l’Economia, presieduto dal cardinale Rienhard Marx.

Consolidato per la prima volta l’Obolo: saldo positivo di 30 milioni

Per la prima volta, con l’obiettivo di dare maggiore visibilità e trasparenza alle transazioni economiche della Santa Sede – come ripetutamente richiesto dal Santo Padre – «il Budget 2021 consolida il fondo dell’Obolo di San Pietro e tutti i fondi dedicati. Con entrate pari a 47.3 milioni di euro ed erogazioni a favore di terzi beneficiari pari a 17 milioni, la Santa Sede prevede un saldo netto di 30.3 milioni da questi fondi». Escludendo l’Obolo e i fondi dedicati, il deficit della Santa Sede sarebbe quindi di 80 milioni nel 2021. I ricavi sono diminuiti del 21% (48milioni) rispetto al 2019, a causa della riduzione di attività commerciali – in particolare la chiusura dei Musei Vaticani – servizi e attività immobiliari, come pure di donazioni e contributi.

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Spese ridotte del 14%, nessuna perdita di posti di lavoro

«Il budget riflette anche un significativo sforzo nel contenimento dei costi, con spese operative – esclusi i costi del personale, ridotte del 14% (24 milioni) rispetto al 2019. Il mantenimento dei posti di lavoro continua ad essere una priorità per il Santo Padre in questi tempi difficili». Inoltre, «coerentemente con la propria missione, la maggior parte delle risorse della Santa Sede nel 2021 sarà dedicata a sostenere le attività apostoliche, pari al 68% delle spese totali, mentre il 17% è destinato alla gestione del patrimonio e di altri beni, e un 15% all’attività di amministrazione e servizi». Se il livello delle donazioni rimane quello previsto – informa la Santa Sede – il deficit verrà ripianato tramite l’uso di parte delle riserve della Santa Sede.

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