Dino Valle

Nuovo DPCM: tutte le regole fino a Pasquetta

Il premier Mario Draghi ha firmato il nuovo DPCM in vigore dal 6 marzo al 6 aprile: scuole chiuse in zona rossa e nelle aree con incidenza superiore a 250 casi settimanali su 100mila abitanti; in arrivo Decreto Sostegno con congedi parentali per famiglie con bimbi a casa; conferma del pacchetto misure anti-Covid visto il diffondersi delle varianti. Questo è emerso nella lunga conferenza stampa a Palazzo Chigi con i Ministri Speranza e Gelmini, assieme ai tecnici Brusaferro e Locatelli: «Dopo il parere del Cts, è stato deciso che in area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno con didattica a distanza. Lo stesso avverrà nei territori in cui il tasso d’incidenza su 100.000 abitanti in 7 giorni sarà pari o superiore a 250», sottolinea il titolare della Sanità, aggiungendo «Ci aspettiamo che, se la curva continuerà a salire, per il meccanismo automatico delle mie ordinanze (che ora avranno effetto a partire dal lunedì) si andrà verso una maggiore presenza di colori arancione e rosso nelle prossime settimane nel nostro Paese. L’impegno del governo è dare risposte a queste persone le cui attività saranno colpite dalle misure».

Nelle prossime ore il testo del Dpcm andrà in Gazzetta Ufficiale, nel testo ufficiale apparso sul portale del Governo la distinzione sui criteri delle scuole resta il seguente: Dad al 100% in zona rossa; zone arancioni e gialle, Regioni potranno sospendere attività scolastica: in aree con misure più stringenti la gravità delle varianti; nelle zone con più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; con eccezionale peggioramento del quadro epidemiologico. «Resta la discrezionalità di Regioni e Comuni laddove il contagio sarà maggiore, con il criterio utilizzato dal Cts con il criterio delle soglie», ha spiegato la Ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini.

QUI IL TESTO E IL PDF DEL NUOVO DPCM 6 MARZO

Scuole chiuse non solo in zona rossa

Alla fine non è prevalsa la linea Speranza-Bianchi-Franceschini: il Governo si appresta a varare il nuovo Dpcm – firma entro questo pomeriggio – con chiusure “mirate” in più solo sul fronte scuola, dando così conferma al parere del Cts confermato dalle Regioni nel vertice di questo primo pomeriggio. La linea più “chiusurista” lamentava al Premier Draghi il senso di chiudere le scuole anche in zone arancioni-gialle quando parallelamente rimangono aperti negozi e centri commerciali: alla fine però, nonostante le fratture evidenziate da alcuni Ministri, sarebbe prevalsa la linea attendista solo sul fronte scolastico.

Scuole chiuse in zona rossa e facoltà nelle altre regioni di chiudere gli istituti se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti: qualora questo avvenisse, la Dad al 100% sarà non solo per le superiori ma anche per scuole medie ed elementari. Sul fronte indennizzi-ristori, sono previsti interventi nazionali per le attività che si trovano nelle zone rosse decise anche a livello locale: la novità nel nuovo Dpcm arriva dopo la richiesta ufficiale della Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei.

Vertice Governo-Regioni sulla scuola

Alle ore 12 convocata a Palazzo Chigi in video collegamento la riunione tra i Ministri Speranza, Gelmini con le Regioni dove si presenteranno gli ultimi punti emersi nella cabina di regia di stamane con il Premier Draghi: secondo quanto trapela da Agenzia ANSA, nel vertice di stamane è emersa la preoccupazione per l’alta contagiosità delle varianti Covid e le conseguenze sulle chiusure-aperture delle scuole su scala nazionale.

L’indicazione dunque presentata vedrebbe scuole chiuse non solo in zona rossa ma anche in tutti i territori laddove l’allarme delle varianti fosse evidente e motivato. Una fonte di primo piano all’Adnkronos conferma che l’indirizzo del Dpcm sarà quello proposto dal Cts, ovvero chiusura «anche nelle aree con 250 positivi ogni 100mila abitanti nell’aggregato settimanale o se ci sono situazioni di allarme evidente e motivato». Non dovrebbero esserci ulteriori chiusure al di fuori del mondo scuola, ormai rimasto l’ultimo “nodo” da sciogliere prima della firma di Draghi sul suo “primo” Dpcm.

Norme, divieti e limitazioni fino a Pasquetta

Il decreto del Presidente del Consiglio rinnova norme, divieti e limitazioni dal 6 marzo fino al 6 aprile prossimo, comprendendo dunque le feste di Pasqua e Pasquetta: non ci saranno particolari allentamenti alle misure in vigore tutt’ora come da ultimo DPCM del Governo Conte, bensì sarà innestata una maggiore flessibilità e tempestività nell’intervenire su singoli territori provando a circoscrivere l’eventuale aumento di contagi dovuti alle varianti Covid.

Le chiusure di questi giorni sulle scuole a macchia di leopardo tra Comuni, Province e Regioni suggeriscono al Governo cautela nel disporre riaperture, nonostante la spinta di Lega, FI e Italia Viva all’interno della maggioranza per un cambio di passo deciso rispetto al precedente esecutivo: per il momento Draghi punta a rafforzare una campagna di vaccini ancora troppo lenta e piena di mancanze (non solo a livello europeo) e per farlo ha cambiato praticamente l’intera “cabina di regia” della gestione Covid. Fuori Arcuri e Borrelli, dentro il generale Figliuolo come nuovo commissario straordinario, il sottosegretario Gabrielli per la gestione sul territorio e il nuovo Capo della Protezione Civile Curcio per la specifica organizzazione sanitaria.

Il nodo scuola

«Questo dovrebbe essere l’ultimo DPCM, poi secondo me si deve tornare ai decreti legge per affrontare l’emergenza», ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini. Ormai quasi tutte le regole del nuovo Dpcm sono state fissate e vidimate da Cts e Regioni, ma resta il “nodo” della scuola a far discutere e tardare la firma conclusiva del Premier Draghi: «Non è che siamo preoccupati, siamo preoccupati sull’andamento della patologia e dell’epidemia, questo è il problema. Sulle scuole ci saranno delle evoluzioni, le scuole saranno chiuse nelle zone rosse», sottolinea il coordinatore Cts Agostino Miozzo.

Come riporta l’Adnkronos, vi sarebbero due fronti opposti nel Governo sulle scuole chiuse: da un lato, i Ministri Speranza, Franceschini, Patuanelli e il nuovo titolare del Miur Bianchi che vorrebbero misure restrittive non tanto sulla scuola ma su attività e spostamenti; di contro, Gelmini e Giorgetti spingono per limitare il mondo scuola in breve tempo e con misure chirurgiche per non gravare ulteriormente sui settori commerciali ed economici sempre più in crisi. Segnatamente, la proposta fatta agli altri Ministri è quella di inserire Dad al 100% nelle superiori per le zone arancioni.

Cosa non si può fare

Si va dunque verso un tentativo di mediazione sulla scuola che potrebbe vedere Dad al 100% nelle zone rosse mentre in zona arancione e gialla la discrezione verrebbe lasciata a Governatori e Sindaci – d’accordo con Ministero Salute e Miur – sul rapporto tra didattica in presenza e lockdown degli istituti. «Il principio da seguire è uno soltanto: si deve decidere in base all’epidemiologia, all’andamento del virus. Là dove è alto il rischio per la popolazione, diventa alto pure per chi va a scuola. E bisogna intervenire, cioè chiudere gli istituti», spiega il membro Cts Alberto Villani.Di seguito invece, in pillole, le regole che ormai vengono confermate dalla bozza del nuovo Dpcm e che entreranno in vigore dal 6 marzo prossimo.

BAR-RISTORANTI: no riaperture serali fino al 6 aprile prossimo. Nonostante la spinta di parte del Governo per mitigare le chiusure, i pareri di Cts e Iss sconsigliano di allentare le misure anti-Covid. E allora nel Dpcm restano le “consuete” regole: aperti in zona bianca fino alle 23, aperti in zona gialla fino alle 18, chiusi in zona arancione e rossa. Sempre ammesso asporto/consegna a domicilio

SPOSTAMENTI: divieto di circolazione fuori tra Regioni fino al 27 marzo, regole sul sistema a colori invece fino al 6 aprile, Pasqua compresa. Ovvero, divieto uscire dal proprio Comune in zona arancione, possibilità di circolare all’interno della Regione in zona gialla, lockdown serrato in zona rossa (si esce solo con autocertificazione per motivi comprovati di salute, necessità, lavoro)

SECONDE CASE: consentito andare nelle proprie seconde case, anche fuori dalla Regione e pure in zona rossa ma solo per il nucleo familiare proprietario dell’immobile. Vietati viaggi per turismo, a seconda delle ordinanze regionali potrebbero esserci particolari divieti anche di recarsi nella propria seconda casa

CINEMA-TEATRI-MUSEI:  dal 27 marzo riaprono musei e attività culturali «il sabato e i giorni festivi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo»; per cinema e teatri invece la bozza del Dpcm recita aperture dal 27 marzo «a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico»

SHOPPING: negozi chiusi in zona rossa (tranne farmacie, alimentari, ferramenta, cura della persona, parrucchieri), aperti in zona arancione e gialla, chiusi i centri commerciali nel weekend (misura ancora in discussione secondo le notizie che trapelano dal vertice a Palazzo Chigi)

PISCINE-PALESTRE-SPORT: lontana la possibilità delle riaperture, restano vietati gli sport di contatto a livello amatoriale e non vi saranno riaperture o allentamenti di misure, come già spiegato da Cts e Ministero della Salute.

DISCOTECHE-FIERE: chiuso tutto fino al 6 aprile, anche in zona bianca

SCI: impianti chiusi fino al 6 aprile, di fatto la stagione della montagna non è mai cominciata

PARRUCCHIERI/CENTRI ESTETICI: la novità del Dpcm prevede la chiusura totale in zona rossa, aperti in tutte le altre zone

SALE GIOCHI: Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente.

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