Dino Valle

USA: Navalny avvelenato su ordine di Mosca, scattano le sanzioni

Anche per gli Usa non ci sono dubbi: c’è il governo di Mosca dietro all’avvelenamento con il Novichok dell’oppositore russo Alexei Navalny, il nemico numero uno di Vladimir Putin. E’ la conclusione di un rapporto declassificato dell’intelligence americana, che ha spinto l’amministrazione Biden a varare le sue prime sanzioni contro la Russia, dopo quelle all’Arabia Saudita per l’uccisione del giornalista dissidente Jamal Khashoggi.

Anche in questo caso le misure non colpiscono direttamente il leader del Paese ma i sette alti dirigenti puniti appartengono al suo entourage, dall’inossidabile capo dei servizi segreti Fsb Alexander Bortnikov al primo vice capo dello staff del Cremlino Serghiei Kiriyenko, già premier con Ieltsin ed ex capo dell’agenzia nucleare Rosatom.

Nella blacklist pure i vice ministri della Difesa Aleksei Krivoruchko e Pavel Popov, il procuratore generale Igor Krasnov, il direttore del Servizio penitenziario federale Aleksander Kalashnikov, il capo del dipartimento di politica interna del presidente russo Andrei Yarin. Tutti sono già stati colpiti anche dall’Ue in due round di sanzioni, di cui l’ultimo lunedì.

Gli Usa hanno inoltre esteso le restrizioni all’export in Russia di materiale che potrebbe essere usato per la produzione di agenti chimici e biologici. L’ambasciatore russo all’Ue Vladimir Chizov ha già annunciato che Mosca risponderà alle misure europee. Scontato che farà altrettanto con Washington. “Nessuno ha cancellato le regole della diplomazia e una di queste regole è il principio di reciprocità”, ha avvisato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov.

“La comunità dell’intelligence stima con un alto grado di fiducia che responsabili dei servizi di sicurezza russi (Fsb) abbiano utilizzato un agente nervino conosciuto come Novichock per avvelenare l’oppositore russo Alexiei Navalny il 20 agosto 2020”, hanno spiegato fonti dell’amministrazione Usa, aggiungendo che le sanzioni sono state decise “in stretto concerto con i nostri partner della Ue” e sono “un chiaro segnale” inviato a Mosca.

“Non cerchiamo né un reset né una escalation”, ha spiegato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, sottolineando che Washington non esiterà a rispondere ad ogni azione destabilizzante della Russia e rinnovando l’appello per la “liberazione immediata e senza condizioni” dell’oppositore. 

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