Dino Valle

Anime grigie e tristi: ecco cosa ha visto la beata Emmerick nel Purgatorio

Nel libro “La beata Anna Caterina EmmAnime grigie e tristi: ecco cosa ha visto la beata Emmerick nel Purgatorioerick” (edizioni Segno), Don Marcello Stanzione riporta alcuni scritti originali della beata tedesca sulle visioni delle anime purganti, nei quali descrive cosa accade in Purgatorio. Ecco i più importanti pensieri della mistica. 

Gli egoisti resteranno a lungo nel Purgatorio

“Fra coloro che non compiono grandi peccati – scrive Emmerick – ma che sono tiepidi, in particolare fra coloro che, per troppo egoismo, non ascoltano i buoni consigli dei loro confessori, ve ne sono di quelli che resteranno a lungo in Purgatorio”.

La mediazione dell’angelo custode

Emmerick sosteneva che il suo angelo faceva da intermediario con le anime del Purgatorio. “Anche il contatto con le povere anime del Purgatorio avviene per mezzo del mio angelo. Egli si occupa di guidare le povere anime nei diversi luoghi del Purgatorio. Mi vidi con lui presso le povere anime, le quali si lamentano molto perché esse stesse non si potevano aiutare, ed erano aiutate molto poco sulla Terra, specialmente nei nostri tempi”.

La felicità delle anime purganti

“Quando il mio angelo mi esortava a pregare ed espiare per le povere anime del Purgatorio sentivo la loro felicità, mi ringraziavano e mi erano molto grate. Quando espiavo con i miei dolori esse pregavano per me. La loro nostalgia per la grazia e la misericordia della Chiesa era molto profonda. Tutto quello che noi facciamo per loro, causa una gioia infinita”.

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“Riconobbi alcune persone che conoscevo”

La mistica beata riporta un’altra visione del Purgatorio, in cui riconobbe “non solo alcuni conoscenti ma anche i loro parenti che non avevo mai visto prima. Vidi povere anime abbandonate dai parenti sulla Terra senza più essere ricordate da nessuno, fedeli che non avevano l’abitudine alla preghiera. Prego sempre particolarmente per loro”.

La nostra trascuratezza nei loro confronti

“Purtroppo le povere anime in Purgatorio – dice ancora Emmerick – hanno da soffrire così tanto a causa della nostra trascuratezza, comoda devozione, mancanza d’entusiasmo per Dio e per la salvezza del prossimo. Come si può essere a loro meglio d’aiuto se non con un amore sufficiente e con atti di virtù? Cose che invece queste stesse anime trascurarono durante la vita terrena”.

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La preghiera sulle tombe

“Quando pregavo su queste tombe, sentivo una voce affaticata proveniente dal profondo della terra che mi sussurrava: ‘Aiutami a venir fuori’. Allora mi assaliva un sentimento d’impotenza, di non poter far nulla per quelle poverette. L’unica cosa che potevo fare, per queste anime dimenticate, era quella di pregare quanto più potevo, con sempre maggior fervore. Poi scorgevo su queste tombe molte ombre grigie, e in seguito alle pietose e intense preghiere tali ombre assumevano un colore più chiaro”.

Il diluvio

“Ho visto che durante il diluvio molti uomini ebbero il tempo di convertirsi e giunsero in Purgatorio perché Dio volle salvarli dall’inferno. Potrei paragonare queste anime salvate con le radici degli alberi, che vidi di nuovo verdeggiare dopo il diluvio”.

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La visione avuta quando era bambina

“Quando ero ancora bambina fui portata da una persona, che non conoscevo, in un luogo che mi sembrava il Purgatorio. Qui vidi molte anime che soffrivano forti dolori e che mi supplicavano di pregare per loro, mi sembrava di essere stata portata in un profondo abisso dove c’era un grande spazio che mi impressionò molto, mi riempì di angoscia e turbamento. Vidi uomini molto silenziosi e tristi, sul cui volto si intravvedeva, nonostante tutto, che nel loro cuore gioivano, come se pensassero alla misericordia di Dio”.

Incontri sulla strada per la chiesa di Coesfeld

“Già maggiorenne andavo a messa la mattina presto a Coesfeld. Per poter pregare meglio per le anime benedette del Purgatorio prendevo una strada solitaria. Se non era ancora spuntata l’alba le vedevo a due a due oscillare davanti a me come perle luminose in mezzo a una pallida fiamma”.

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Chi era Anna Katharina Emmerick?

Anna Katharina Emmerick (Coesfeld8 settembre 1774 – Dülmen9 febbraio 1824) è stata una monaca cristiana e mistica tedesca, venerata come beata dalla Chiesa cattolica, grazie alle doti di veggente e di altri doni soprannaturali, come stigmatelevitazionebilocazionedivinazione ed estasi.

Biografia

Nata in una famiglia di contadini, quinta di nove figli, divenne domestica e poi sarta prima di entrare nel 1802 nel monastero delle canonichesse regolari di Sant’Agostino di Agnetenberg, presso Dülmen, insieme alla sua amica Klara Söntgen.

Tra il 1802 e il 1811 si ammalò frequentemente. Nel 1811 il monastero nel quale si trovava, a causa del movimento di secolarizzazione, venne soppresso e Anna Katharina dovette abbandonarlo. La giovane donna venne accolta come domestica presso l’Abbé Lambert, un prete fuggito dalla Francia che viveva a Dülmen. Fu in questo periodo che ricevette le stigmate.

Raccontava di avere avuto diverse visioni, tra le quali quella del matrimonio tra Maria di Nazaret, quattordicenne, e Giuseppe. Tuttavia le più note sono quelle relative alla Passione di Gesù, ricchissime di dettagli non riportati dai Vangeli, ma coincidenti con i particolari descritti nel XX secolo dalla veggente italiana Maria Valtorta.

Fu in cura dal dottor Franz Wesener, un medico ateo divenuto credente oltre che suo fedele amico, il quale tenne per undici anni un diario dei fenomeni occorsi alla sua paziente. Ella dovette anche sopportare persecuzioni sia in monastero che fuori. Della sua vicenda si interessò anche il poeta tedesco Clemens Brentano, che dal 1816 al 1824 prese nota delle visioni.

Nell’estate del 1823 il suo stato di debolezza generale peggiorò. Anna Katharina accettò questo malessere, dichiarando che avrebbe unito la propria sofferenza con quella di Cristo e l’avrebbe offerta per la redenzione degli uomini, come aveva già fatto negli anni precedenti. Morì nel 1824. La tomba venne riaperta sei settimane dopo la morte e il corpo fu trovato incorrotto. Nel 1892, il vescovo di Münster diede inizio al processo di beatificazionePapa Giovanni Paolo II l’ha proclamata beata il 3 ottobre 2004.

Anna Katharina e i defunti

La Emmerick affermava che, se si recava in un cimitero, di fronte alle tombe percepiva luce o tenebre a seconda che l’anima di quel defunto si trovasse in Paradiso o all’Inferno: davanti ad alcune tombe diceva di provare gioia e percepire una forte luce, di fronte ad altre invece provava forte tristezza e sgomento per il nero che esse emanavano.

Un esperimento archeologico

Alcuni archeologi austriaci, tra il 1898 e il 1899, basandosi sulle visioni della Emmerick tracciarono una mappa topografica, riportando alla luce, a 9 km da Efeso, alcuni resti (mura perimentrali e focolare) di una casa che attribuirono al I secolo d.C. e che identificarono come l’antica abitazione nella quale la Vergine Maria e Giovanni Evangelista avevano vissuto dopo la morte di Gesù. Il sito si chiama oggi Meryem Ana.

La dolorosa Passione del Nostro Signore Gesù Cristo

La dolorosa Passione del Nostro Signore Gesù Cristo è uno scritto di Anna Katharina Emmerick, in cui l’autrice racconta le sue visioni riguardanti la passione di Gesù, sottolineandone gli aspetti più cruenti.

Per quanto la tendenza ad esaltare i particolari più scabrosi della passione di Gesù siano tipici della letteratura e dell’omiletica degli ultimi quattro secoli, nell’opera della Emmerick molti episodi narrati non sono presenti né nei Vangeli sinottici né in quelli apocrifi.

Il regista Mel Gibson, per il suo film La passione di Cristo, si è ispirato anche ai diari della Emmerick.

L’articolo Anime grigie e tristi: ecco cosa ha visto la beata Emmerick nel Purgatorio di Gelsomino Del Guercio – proviene da Aleteia.



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