Dino Valle

Ma perché abbiamo cambiato governo?

Da oltre un anno siamo sottoposti al balletto infernale delle chiusure/aperture/aperture a metà/confinamento a casa/limiti alla libertà di circolazione/scuole chiuse/aperte/chiuse a metà. Insomma, quasi tredici mesi di follia.

Bene, abbiamo fatto i sacrifici ma ora ne vediamo i frutti… ma va! Ci informano quotidianamente sulla tragedia che non finisce mai, anzi è peggiorata. Sulle cifre che vengono snocciolate quotidianamente ci si capisce poco, e tra l’altro ormai ci sono un po’ troppe voci contrastanti, pare proprio che il numero delle morti da Covid sia gonfiato…  però il martellamento è permanente e adesso si martella ovviamente anche sui vaccini. Non si sa granché sull’efficacia di questi vaccini, né sugli eventuali effetti indesiderati, però ci viene detto che è l’unica speranza per uscire dal tunnel.

L’importante è mantenere viva la paura come stato d’animo costante. E magari non chiedersi perché l’Italia è tra i Paesi più malmessi in questa epidemia.

Insomma, se c’è tutto questo casino, evidentemente qualcosa non ha funzionato in questi tredici mesi di emergenza permanente.

E allora che fa il nuovo governo, il governo di “alto profilo”?

Fa le stesse identiche cose del governicchio Conte/Casalino & complici, dal quale ha peraltro ereditato i personaggi più illustri, primo fra tutti quel ministro della “Salute” che tra le altre cose ha emanato direttive che stavano tra l’incompetenza e la delinquenza.

Leggete sul Giornale le dichiarazioni che Draghi, il Presidente di “alto profilo”, ha rilasciato durante la sua visita al centro vaccinale di Fiumicino.

Ebbene, dopo avere letto queste dichiarazioni, mi sorge spontanea la domanda: perché abbiamo cambiato governo?

Lasciamo perdere le dichiarazioni inevitabili, tipo questa: “Questa è la mia prima visita in un sito vaccinale, è stata una visita breve ma veramente bella. Questi ragazzi che lavorano come volontari o in forma permanente hanno reso questo che è un luogo medico un luogo di speranza, entrando qui si capisce che ne usciremo”.

Ne usciremo? Bene. Come? Quando? Beh, questo non si sa, per cui intanto continuiamo il balletto delle chiusure, parliamo di “lockdown”, che fa tanto in, mentre invece se parlassimo di arresti domiciliari non starebbe bene.

“Sulla base dell’evidenza scientifica, il governo ha adottato oggi misure restrittive che abbiamo giudicato adeguate e proporzionate.”

E perché l’evidenza scientifica, la stessa che ha consigliato il paracetamolo e la “vigile attesa”, non dà il minimo ascolto ai sempre più numerosi medici che hanno spiegato che questo virus si può combattere con cure domiciliari adeguate? E che hanno spiegato anche tutti i danni che derivano dagli arresti domiciliari, pardon dal lockdown?

C’è sì una evidenza, che non sarà “scientifica”, ma è di puro buon senso: se dopo tredici mesi di fallimenti, si replicano le stesse misure, c’è qualcosa che non quadra.

Qui i casi sono due: o al governo, che sia alto, basso o medio il “profilo”, abbiamo solo dei deficienti, o si vuole continuare con la paura, i confinamenti, il balletto delle regioni colorate, insomma con la riduzione del popolo italiano a un gregge spaventato e obbediente. E che sarà reso ancora più obbediente dalla miseria e quindi dalla necessità della pubblica assistenza per non morire di fame.

E allora torno alla domanda di prima: perché abbiamo cambiato governo?

Per essere presi in giro con più stile?

L’articolo Ma perché abbiamo cambiato governo? di Paolo Deotto proviene da Il Nuovo Arengario.

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