C’è sempre qualcuno che ci protegge?

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di Dino Valle

Prosegue il botta e risposta con Don Marcello Stanzione, il maggior “angelologo” italiano (europeo? mondiale?)

Don Marcello, per ogni uomo c’è un Angelo custode?

Potremmo dire che dome un buon padre, Dio si cura che i suoi figli siano ben accompagnati nella vita terrena. Quindi sì, per ogni uomo c’è un Angelo custode. Più in particolare il Catechismo afferma che “Sin dall’inizio fino alla morte l’Angelo circonda la vita dell’uomo con la sua protezione e intercessione. Si può seguire l’opinione di chi con il termine ‘inizio’ la Chiesa voleva dire a partire dal concepimento. Secondo San Tommaso si può dire che l’Angelo custode della mamma protegge la prole nel seno materno perché ancora non è totalmente separato da lei. Alcuni padri della Chiesa però determinarono questo momento nel battesimo, ossia la sua incorporazione nel corpo mistico di Cristo”.

Possiamo conoscere il nome del nostro Angelo custode?

Certamente Angelo custode ha un suo nome, ma la Santa Chiesa riconosce solo i nomi degli Angeli rivelati nella Bibbia, e pertanto solo 3 nomi. Dio non vuole che noi sappiamo i nomi dei nostri Angeli custodi e che nessuno può dirci con certezza il suo nome. E poi: nessun bambino chiama la sua mamma con il suo nome, ma solo: “mamma”!

Qual è la missione dell’Angelo custode?

È una missione molto complessa. Tanto per cominciare la cosa più importante è che tutto lo sforzo dell’Angelo custode nella vita dell’uomo è la salvezza della sua anima per la vita eterna. Inoltre, lo aiuta, lo illumina, lo istruisce, gli ispira santi pensieri, lo stimola a seguire le virtù, protegge il corpo del suo protetto, allontanando da lui il nemico maligno. Poi lo fortifica nelle tentazioni, presenta le sue preghiere presso Dio e intercede per lui, lo soccorre nel compimento dell’incarico degli incarichi quotidiani, nel lavoro e in famiglia, nella convivenza pacifica e amabile con gli altri e nell’educazione dei figli. E infine lo assiste nell’ora della morte e accompagna la sua anima davanti al trono di Dio.

Questo vale sia quando si è bambini che da adulti?

Gli Angeli custodi si interessano dell’uomo durante tutta la sua vita. Nell’infanzia proteggono e guidano soprattutto la vita fisica, perché il bimbo non può prendersi ancora cura di sé, più avanti si occupano della vita morale e spirituale quando il bambino comincia a sviluppare la sua coscienza. Sì, l’Angelo custode si prende cura dell’uomo adulto per tutta la vita.

Tutti gli Angeli custodi sono uguali o i Santi ne hanno di speciali?

In verità nessun Angelo è uguale all’altro in perfezione. Quindi non c’è risposta a questa domanda.

Può accadere che l’Angelo si allontani?

Gli Angeli custodi ricevono da Dio la missione di accompagnarci per tutta la vita fino alla morte, quindi nessun Angelo custode si allontana dal suo protetto. Anche quando un uomo non crede alla presenza del suo Angelo custode, lui è presente durante tutta la sua vita. Certo, se un uomo pecca e disobbedisce ai comandamenti di Dio, l’Angelo avrà difficoltà ad aiutarlo, ma resta comunque al suo fianco. Come Dio è fedele all’uomo e alle sue promesse, così anche l’Angelo, pur essendo l’uomo infedele!

La sua missione termina con la morte per protetto?

Ma no! Quando l’uomo arriva in cielo, i due saranno grandi amici per tutta l’eternità, perché hanno lottato insieme una vita intera per conquistare il premio eterno.

Se un uomo quindi va in Purgatorio, anche il suo Angelo ci va?

Il Purgatorio è uno stato di purificazione dell’anima umana. In questo stato, Dio può permettere che l’anima sia tormentata da spiriti maligni per questa finalità. Poiché l’Angelo è totalmente santo e puro non può partecipare a questa purificazione del suo protetto, però può intercedere per lui davanti a Dio, chiedere aiuto fra gli uomini della terra e trasmettere il frutto delle sue preghiere per consolarlo.

I nostri Angeli possono essere allegri o tristi?

Gesù dice: “Vi è allegria fra gli Angeli di Dio per un solo peccatore che si pente” (Luca 15,10). L’Angelo custode partecipa in modo particolare alla vita del suo protetto, per cui sicuramente l’uomo rallegra il suo Angelo custode con una vita virtuosa e pietosa e lo intristisce con ogni peccato.

Gli Angeli custodi sono felici del loro compito?

A noi uomini piace stare in compagnia di chi amiamo e che ci ama. Possiamo dunque ipotizzare che gli Angeli custodi siano contenti della loro missione, perché così possono seguire Gesù che si fece uomo, possono imitare Cristo nella Sua umiltà, nel Suo silenzio, nel Suo servizio, nella Sua pazienza e nella Sua misericordia per noi peccatori.

Quella degli Angeli custodi è una tradizione antica?

Gli Esseni di Qumran insegnano ai loro adepti che ogni uomo è accompagnato, durante la sua vita, da un Angelo e da un demonio che si disputano la sua anima. Questa credenza è ripresa dai Farisei che hanno una concezione riduttiva dell’ebraismo, negando anche l’esistenza del mondo invisibile come pure la risurrezione dei morti. È chiaro che chi è vicino a Gesù condivide le credenze essene: dopo aver invitato i discepoli a divenire simili ai bambini ed aver messo in guardia quelli che potrebbero scandalizzare questi piccoli che hanno scelto la via dell’infanzia, Gesù dice : “Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli perché, in verità vi dico, i loro Angeli, in Cielo, vedono sempre il Volto di Mio Padre” (Mt.18,10).Questo è un versetto fondamentale per la dottrina cristiana degli Angeli custodi: afferma che ogni credente ha il suo Angelo e che questo Angelo, che vigila sulla terra, è nello stesso tempo sempre immerso nell’estasi della visione beatifica.

Ma c’è una domanda che è davvero importante: se ognuno di noi è protetto e guidato da un Angelo custode, perché c’è tanto Male su questa terra?

Già, perché i loro Angeli custodi non fanno ragionare gli assassini, i tiranni, i boia e gli altri mostri? O, almeno, perché non impediscono loro di commettere i loro crimini?Qui interviene il mistero della libertà dei figli di Dio. Tutti gli esseri creati da Dio, da Lucifero e a tutti gli Angeli fino all’uomo sono stati messi in condizione di distinguere fra Bene e Male: privare l’uomo di questa capacità al peccato, orientarlo unicamente verso il Bene, programmarlo, in qualche modo, sarebbe privarlo della sua libertà.Allo stesso modo affiancare a quell’uomo un Angelo che ha il potere di influire sulla sua intelligenza, sulla sua anima e sui suoi atti sarebbe come ridurre l’umanità allo stato di un cane solidamente legato in cuccia. L’anima umana è impenetrabile a tutti tranne che a Dio, nessun Angelo, nessun Demonio può entrarci di forza per imporre la sua legge, buona o cattiva.

Quindi l’Angelo si limita a osservarci mentre sbagliamo?

Ma no! Un Angelo custode, in questo genere di circostanze, può rivelarsi un formidabile sabotatore! D’altra parte, questo è il mistero del Male all’opera nel mondo, il mistero di iniquità, che si coniuga appunto con la libertà dell’uomo, col suo diritto di scegliere il campo del Male e di farne soffrire altri. L’Angelo non è insensibile a questa scelta ma, a differenza nostra, ne comprende la ragione: il peggior crimine, la più atroce tragedia non provocano in lui né collera, né rivolta, né sentimento di ingiustizia, neanche dolore, poiché Egli sa che nulla avviene se Dio non l’ha permesso, e se lo ha permesso, è perché Dio è capace di trarre un sommo bene anche dal peggiore abominio.

Questo vale allora anche per le disgrazie che possono accadere all’uomo?

Ai primi cristiani promessi al martirio, San Paolo afferma: “Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”. L’Angelo sa che il suo protetto trarrà beneficio dalla disgrazia che lo colpisce, se la sopporta in unione con Dio. Questo beneficio non è in questo mondo ma nell’Altro.

Ma non c’è nessun caso in cui l’Angelo interviene?

Se l’Angelo custode non garantisce contro tutti gli incidenti e le disgrazie, se abbandona l’uomo alla sofferenza e alla morte quando tale è la volontà divina, c’è un campo nel quale interviene sempre, ed è la lotta contro il Demonio. Questa lotta non significa evitare ogni tentazione e ogni prova, perché se così fosse noi non potremmo accumulare alcun merito per essere graditi a Dio, ma, se il nostro sovrano bene o la gloria di Dio entrano in gioco, allora, l’Angelo può mettere il Demonio in fuga o limitare i suoi attacchi.

In che modo?

Il limite più evidente posto dall’Angelo alle imprese demoniache è l’impedimento delle “tentazioni sensibili”, cioè delle apparizioni del Diavolo, sotto qualsiasi forma, cosa che permette alla maggior parte degli umani di dormire tranquilli: ogni uomo ha il suo Angelo che lo segue dalla culla alla tomba e anche al di là, sempre accanito, fino all’ultimo secondo, a strappare quest’anima a Satana.

Divaghiamo un momento: ci sono Angeli custodi solo per gli uomini?

No, la teologia ammette l’intervento angelico “là dove la natura non si spiega da sola”. Ci sarebbero dunque Angeli incaricati della custodia dell’Universo che non avrebbero la funzione di far girare la Terra sul suo asse o di fare alternare le stagioni, bensì di vigilare che nessuna anomalia intralci il buon svolgimento del sistema messo a posto dal Creatore, a che nessun incidente imprevisto sopraggiunga. Essi gestirebbero la circolazione nel cosmo, impedendo le collisioni d i cambiamenti catastrofici di traiettoria, cosa che è piuttosto rassicurante! E se vi sono degli Angeli per vigilare sui pianeti, ce ne sono sicuramente altri la cui funzione è di proteggere le creature materiali, piante e animali di ogni genere.

Anche gli animali?

La credenza che gli animali, ai quali la teologia rifiuta un’anima, abbiano degli Angeli custodi è esaminata e discussa a lungo dai Padri della Chiesa, eppure è una teoria che ha un senso. Così come ha un senso parlare di Angeli delle Nazioni, dei Santuari, delle tombe, delle parrocchie e delle città. La credenza negli Angeli delle Nazioni si ancora solidamente sui testi biblici dell’Antico Testamento: “Quando l’Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando Egli ripartì i figli dell’uomo, Egli fissò i limiti dei popoli secondo il numero dei figli di Dio (espressione biblica che designa gli Angeli,); ma il lotto di Yahvé, fu il Suo popolo, Giacobbe fu la Sua parte di eredità” (Deut. 32,8).

Pure le Nazioni, dunque, oltre ovviamente a Israele?

È nel mondo ispanico che va ricercata la fonte della devozione agli Angeli delle Nazioni: Spagna e Portogallo. Francisco Eximenis, un religioso aragonese, ne “Il Libro degli Angeli”, redatto nel 1392, insiste sugli Angeli protettori dei regni e delle città e invita i sovrani cattolici a onorarli con una festa particolare e a non mai impegnare battaglia senza averli prima invocati, affinché essi suddividano i buoni dai cattivi e soccorrano il campo dei giusti. In seguito, i Gesuiti, nelle loro missioni sia nei Paesi protestanti sia in Estremo Oriente, propagano questa devozione. Questa protezione dell’Angelo di una Nazione non è puramente teorica e gli interventi di San Michele nella storia dell’Impero Romano e della Francia lo attestano e, in data più recente, le apparizioni dell’Angelo del Portogallo, preliminare di quelle della Vergine a Fatima.

Torniamo agli Angeli custodi degli umani. I Santi e i Mistici li vedono chiaramente?

Una descrizione dell’Angelo custode ci è stata lasciata dalla mistica calabrese Natuzza Evolo, che presto sarà Santa, che lo vede come se un bellissimo bambino, con i capelli biondi e provvisto di ali. Natuzza spesso vede anche gli Angeli altrui a fianco dei loro protetti: una volta un gesuita si reca da lei in incognito, indossando abiti civili, e prova a trarla in inganno chiedendole un consiglio sul suo imminente matrimonio. Rimane però sorpreso dalla reazione di Natuzza, che si alza in piedi e gli bacia la mano: «Voi siete un sacerdote». L’uomo replica che non è vero, ma Natuzza tronca di netto: «Vi ripeto che siete un sacerdote di Cristo; lo so perché quando siete entrato ho visto che l’angelo vi dava la destra». Come ella spiega in più occasioni, l’Angelo custode dei consacrati li onora come ministri di Dio e quindi non dà loro la sinistra come fa invece con gli altri esseri umani.

Altri esempi?

La mistica tedesca Mechthild Thaller, vissuta a metà Ottocento, vede il suo Angelo custode con una veste diversa a seconda del messaggio spirituale che deve trasmetterle: se appare vestito di verde chiaro significa che l’attendono sofferenze e avversità minori, se invece è vestito di verde scuro, stanno arrivando grandi sofferenze e croci, se viene vestito con abiti sacerdotali preannuncia grandi grazie, mentre di sera appare spesso con un vestito marrone da pellegrino e con un bastone, per indicare che la condurrà a compiere un’opera di carità.

L’Angelo può lasciarci da soli?

La Chiesa insegna che l’angelo custode non può mai allontanarsi dal suo protetto, poiché gli è stato posto a fianco per illuminarlo secondo la luce divina e aiutarlo nel condurre la sua volontà e i suoi atti secondo questa luce. Gemma Galgani, la Santa stimmatizzata di Lucca, scherza spesso con il suo angelo rivolgendosi a lui con un secco: «Ma la finisci di spiarmi!», cui poi fa seguire un luminoso sorriso: «Gesù non mi ha lasciata sola, egli permette al mio Angelo custode di rimanere sempre con me», si legge in un suo testo. Una delle più sorprendenti caratteristiche del ministero dell’Angelo custode della ragazza è il fatto che ella, vivendo a Lucca, spesso lo incarica di recapitare messaggi al padre spirituale a Roma, oppure a persone che risiedono in posti lontani. Come se fosse la cosa più naturale del mondo, le risposte le giungono tramite il medesimo Angelo, oppure recapitate dall’Angelo custode del suo padre spirituale.

La sua missione è farci vivere il meglio possibile?

Ma no! La vera missione degli Angeli custodi non è quella di aiutare gli uomini a vivere a lungo e più confortevolmente possibile in questo mondo, bensì di portarli sani e salvi spiritualmente nella patria celeste. E intanto essi stessi vivono nella contemplazione delle cose divine. La Beata Anna Caterina Emmerich ci descrive come gli Angeli svolgono il loro ufficio: “Scacciano dagli uomini gli spiriti cattivi, suscitando in essi pensieri migliori; in questo modo gli uomini possono concepire immagini serene. Gli Angeli custodi aspirano a servire e a eseguire il comando di Dio; la preghiera dei loro protetti li rende ancor più fervidi d’amore verso l’Onnipotente”.

Sappiamo che cosa accade al nostro Angelo quando la nostra vita finisce, ma possiamo dire qualcosa di più?

A Maria Valtorta è stato rivelato cosa accada all’Angelo custode al momento della morte del suo protetto: “La missione dell’Angelo custode si crede, da parte della gente, che cessi con la morte del custodito. Non è così sempre. Cessa, è cosa conseguente, alla morte del peccatore impenitente, e con sommo dolore dell’Angelo custode di colui che non si pentì. Si trasfigura in gloria gioconda ed eterna alla morte di un santo che dalla terra passa al paradiso senza soste purgative. Ma continua qual era, come protezione che intercede e ama il suo affidato, per coloro che dalla terra passano al purgatorio per espiare e purificarsi. Allora noi, gli Angeli custodi, oriamo con la carità per voi davanti al trono di Dio, e uniti alle nostre orazioni d’amore presentiamo i suffragi che sulla terra vi applicano parenti e amici. Oh! tutto non posso dire di quanto sia vivo, attivo, dolce il legame che ci unisce a voi purganti. Come madri che spiano il ritorno della salute in un figlio che fu malato ed è convalescente, come spose che contano i giorni che le separano dalla riunione con lo sposo prigioniero, così noi. Noi, neppure per un attimo, non cessiamo di osservare la divina amorosa giustizia e le vostre anime che si mondano tra i fuochi d’amore. E giubiliamo vedendo l’Amore sempre più placato verso di voi, e voi sempre più degne del suo Regno. Infine quando la Luce ci ordina: ‘Vai a trarlo fuori per portarlo qui’, più ratti che saette noi ci precipitiamo a portare un attimo di Paradiso, che è fede, che è speranza, che è conforto a coloro che ancora restano a espiare, là nel Purgatorio, e stringiamo a noi l’anima amata per la quale operammo e soffrimmo, e risaliamo con lei insegnandole l’osanna paradisiaco. I due dolci attimi nella missione dei custodi, i due più dolci attimi sono quando la Carità ci dice: ‘Scendi, ché un nuovo uomo è generato e tu lo devi custodire come gemma che mi appartiene’, e quando possiamo salire con voi al cielo. Ma il primo è meno del secondo. Gli altri attimi di gioia sono le vostre vittorie sul mondo, la carne e il demonio. Ma come si trema per la vostra fragilità da quando vi si prende in custodia, così sempre si palpita dopo ogni vostra vittoria, perché il Nemico del Bene è vigile a tentare di abbattere ciò che lo spirito costruisce. Perciò gioioso, perfetto nella sua gioia è l’attimo in cui entriamo con voi nel cielo. Perché nulla più può distruggere ciò che ormai è compiuto”.

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