AstraZeneca è impopolare: il vaccino cambia nome

di Dino Valle

Il vaccino AstraZeneca, nelle ultime settimane sempre meno popolare perché al centro di polemiche e stop precauzionali che hanno coinvolto numerosi Paesi inclusa l’Italia, cambia nome. Il gruppo farmaceutico ha ottenuto l’approvazione dell’Ema per la nuova denominazione, che arriva con un aggiornamento del bugiardino nel quale, ora, sono compresi anche gli effetti collaterali al centro del dibattito internazionale.

Il vaccino contro il Covid-19 prodotto da AstraZeneca ora ha un nome. Sino ad ora, infatti, veniva chiamato con un codice che faceva riferimento al nome dell’azienda produttrice, ovvero “Covid-19 AstraZeneca vaccine“.

La stessa azienda anglo-svedese, però, nei giorni scorsi aveva fatto richiesta all’Ema perchè fosse approvato e aggiornato il nome scelto per il farmaco attualmente in uso, seppure ancora con qualche limitazione in certi Paesi.

Da oggi il vaccino AstraZeneca si chiamerà Vaxzevria. Dopo l’approvazione del nome, la stessa casa farmaceutica ha fatto sapere che “La sigla ‘Covid-19 AstraZeneca vaccine’, non era il nome del farmaco. Ora ha un nome che come prassi è stato registrato“. Secondo le parole riportate da numerose fonti, è stato inoltre specificato che “Dare un nome a un farmaco nuovo è una consuetudine. Ed è un processo che avviene in maniera separata dall’approvazione normativa e regolatoria del farmaco stesso

AstraZeneca-Vaxzevria: cambia anche il bugiardino

Ben più importante del nome, è il fatto che AstraZeneca ha modificato anche il bugiardino del suo vaccino contro il Coronavirus. Secondo quanto riportato, l’Ema ha approvato le modifiche che riguardano anche una aggiornata definizione degli effetti collaterali. Nello specifico, sarebbe stato aggiunto che il vaccino Vaxzevria può causa una “combinazione di trombosi e trombocitopenia” in rari casi.

Il riferimento è alle decine di casi verificatisi nelle scorse settimane, a fronte comunque di oltre 20 milioni di dosi inoculate.

Dopo la sospensione cautelare anche in Italia per permettere ulteriori indagini e la conseguente approvazione definitiva da parte di Ema, ora l’azienda ha aggiunto la specifica sul bugiardino. Si specifica infatti che “È stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria“. La maggior parte dei casi, si legge nei passaggi riportati da Adnkronos, “si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni“.

Questo è il motivo alla base della decisione della Germania di sospendere il vaccino per questa fascia di età.

AstraZeneca-Vaxzevria, scarica qui il bugiardino integrale

Ecco, in sintesi, le nuove avvertenze

“È stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Ciò include casi severi che si presentano come trombosi venosa, inclusi siti insoliti come trombosi del seno venoso cerebrale, trombosi della vena mesenterica e trombosi arteriosa, concomitante con trombocitopenia.

La maggior parte di questi casi si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni. Tuttavia ciò potrebbe riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto esito fatale. 

Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I soggetti vaccinati devono essere istruiti a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque manifesti sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente o visione offuscata dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchie) in una sede diversa da quella della vaccinazione dopo alcuni giorni, deve consultare immediatamente un medico”. 

Nel bugiardino dell’e vaccino AstraZeneca si avverte che “La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota in quanto è ancora in fase di determinazione dagli studi clinici in corso” e che “la protezione inizia da circa 3 settimane dopo la prima dose di Vaxzevria. I soggetti potrebbero non essere completamente protetti fino a 15 giorni dopo la somministrazione della seconda dose”.  

Anche se ora è concessa la somministrazione del vaccino a tutte le fasce di età più anziane, Ema non ha modificato l’avvertenza originaria secondo cui “I dati degli studi clinici attualmente disponibili non consentono una stima dell’efficacia del vaccino in soggetti di età superiore ai 55 anni”. 

Quanto alle altre possibili reazioni avverse lievi vengono indicate le seguenti: “Le reazioni avverse segnalate più frequentemente sono state dolorabilità in sede di iniezione (63,7%), dolore in sede di iniezione (54,2%), cefalea (52,6%), stanchezza (53,1%), mialgia (44,0%), malessere (44,2%), piressia (include lo stato febbricitante (33,6%) e febbre >38°C (7,9%)), brividi (31,9%), artralgia (26,4%) e nausea (21,9%). La maggior parte delle reazioni avverse è stata di severità da lieve a moderata e di solito si è risolta entro alcuni giorni dalla vaccinazione. Se confrontate con la prima dose, le reazioni avverse riferite dopo la seconda dose sono state più lievi e segnalate meno frequentemente”.

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