Dino Valle

2005 – Alberto II diventa principe di Monaco alla morte del padre Ranieri III

di Dino Valle

Alberto II, nome completo Albert Alexandre Louis Pierre Grimaldi (Monaco14 marzo 1958), è il principe di Monaco dal 6 aprile 2005. Prima di allora il suo titolo era quello di S.A.S. il Principe ereditario del Principato di Monaco e marchese di Baux; è stato reggente per un brevissimo periodo prima della morte del padre, dal 21 marzo al 6 aprile 2005.

Secondogenito e unico figlio maschio di Ranieri III di Monaco e di Grace Kelly, è fratello di Carolina di Monaco e Stefania di Monaco.

Sin dalla sua ascesa al trono monegasco dopo la morte del padre nel 2005, si è fatto portavoce nel campo della difesa dell’ambiente e per la conservazione degli oceani, oltre a dimostrare un notevole interesse nelle energie rinnovabili come fonte primaria per combattere il surriscaldamento globale. Per questo scopo nel 2006 ha costituito la Fondazione principe Alberto II.

Alberto II è uno dei più ricchi monarchi al mondo, con un patrimonio valutato in più di 1.000.000.000 di dollari, con possedimenti nel principato di Monaco ed in Francia. È proprietario della Société des Bains de Mer che gestisce tra gli altri il casinò di Monaco. Nel luglio del 2011, il principe Alberto ha sposato la nuotatrice olimpica sudafricana Charlene Wittstock. La coppia ha avuto due figli gemelli, la principessa Gabriella ed il principe ereditario Giacomo. Il principe Alberto è inoltre padre di altri due bambini nati prima del suo matrimonio, l’americana Jazmin Grace Grimaldi ed il francese Alexandre Grimaldi-Coste.

Infanzia ed educazione

Nato al Palazzo dei Principi di Monaco nel Principato di Monaco e battezzato come Albert Alexandre Louis Pierre, Alberto è figlio del principe Ranieri III di Monaco e di sua moglie, l’attrice americana Grace Kelly. Suoi nonni erano Charlotte Grimaldi e Pierre de Polignac, eredi del trono monegasco, mentre suo nonno materno era John Kelly, tre volte medaglia d’oro ai giochi olimpici del 1920 e del 1924. Suo zio, John Kelly (Jr), ottenne la medaglia di bronzo alle olimpiadi del 1956.

Il principe venne battezzato il 20 aprile 1958 da monsignor Jean Delay, arcivescovo di Marsiglia, nella cattedrale dell’Immacolata Concezione di Monaco, venendo poi presentato alla cittadinanza del principato dal balcone del palazzo dei principi della medesima città. Suo padrino fu suo zio, il principe Louis de Polignac, mentre sua madrina fu la regina Vittoria Eugenia di Spagna. Per nascita, il principe godeva della cittadinanza monegasca e di quella statunitense, ma a quest’ultima ha rinunciato successivamente in età adulta.

Frequentò la Scuola Superiore “Alberto I”, ottenendo il diploma nel 1976. Frequentò successivamente l’Amherst College nel Massachusetts nel 1977 come Albert Grimaldi, nel tentativo sempre crescente di non dare nell’occhio nella sua figura di principe: qui ebbe modo di studiare scienze politiche, economia, musica e letteratura inglese. Colse l’occasione per studiare anche lingua inglese e tedesco, oltre al nativo francese, all’italiano ed al dialetto monegasco che aveva già studiato in patria.

Compì il proprio grand tour in Europa nel 1979 e ottenne la laurea nel 1981 col titolo di Baccelliere delle Arti (Bachelor of Art) in scienze politiche. Successivamente frequentò alcuni corsi all’Università di Bristol e all’Alfred Marshall School of Economics and Management.

Compì il proprio servizio militare come allievo ufficiale alla scuola navale francese a bordo della porta-elicotteri Jeanne d’Arc dal settembre del 1981 all’aprile del 1982, uscendone col grado di tenente di vascello. L’11 novembre 1986 venne nominato dal padre alla carica di colonnello comandante della Compagnia dei carabinieri del principe di Monaco, incarico che mantenne sino alla sua ascesa al trono nel 2005 (mantenendo poi la carica a livello onorifico). Il 18 agosto 1988 venne promosso al grado di capitano di vascello nella riserva della marina militare francese. Dal 1993 è anche sponsor del corpo acrobatico dell’aviazione francese, il Patrouille de France.

Il ruolo di principe ereditario e la reggenza

Nel 1982, dopo la tragica morte di sua madre in un incidente automobilistico a La Turbie, Alberto le succedette a ventiquattro anni come presidente della Croce Rossa monegasca e venne nominato vice presidente della Fondation Princesse-Grace-de-Monaco. Il padre iniziò ad investirlo sempre più di incarichi nella direzione degli affari del piccolo stato. Il 28 maggio 1993 il principe divenne presidente della delegazione monegasca all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Il 5 ottobre 2004, fu nuovamente a capo di una delegazione inviata da Monaco a Strasburgo per la cerimonia ufficiale di adesione del principato al Consiglio Europeo come 46º stato membro di questa organizzazione.

Il 7 marzo 2005Ranieri III, principe sovrano di Monaco e padre di Alberto, venne ricoverato all’Ospedale Principessa Grace di Monaco e successivamente trasferito al reparto di terapia intensiva cardiovascolare per problemi di cuore. Il 31 marzo dello stesso anno, all’aggravarsi delle condizioni di salute paterne, il Consiglio della Corona monegasco annunciò che Alberto avrebbe assunto le funzioni di reggente in vece del padre, impossibilitato ad esercitare le proprie funzioni regali. Questa scelta repentina e forse affrettata venne vista in malo modo dalla stampa locale, anche se la reggenza di Alberto durò poco più di una settimana.

Il regno

Il 6 aprile 2005, il principe Ranieri III morì ed Alberto gli succedette come quattordicesimo principe sovrano di Monaco con il nome di Alberto II.

La prima parte dell’incoronazione del nuovo principe ebbe luogo tre mesi dopo la morte del predecessore, nel rispetto del lutto familiare. Una messa celebrata nella cattedrale cittadina il 12 luglio 2005 dall’arcivescovo monsignor Bernard Barsi segnò formalmente l’inizio del regno di Alberto II, alla quale seguì una grande festa che si tenne nei giardini del palazzo reale di Monaco, alla quale vennero ammessi 7.000 monegaschi. In questa occasione gli vennero anche consegnate le chiavi della città dal sindaco di Monaco.

Il 19 novembre 2005 ebbe luogo l’incoronazione vera e propria di Alberto II, alla quale partecipò tutta la famiglia reale monegasca, inclusa sua sorella maggiore Carolina col marito Ernst di Hannover e tre dei loro quattro figli, AndreaPierre e Charlotte, oltre alla sorella minore Stefania, a sua zia paterna Antonietta, baronessa di Massy, il figlioccio Jean-Léonard Taubert-Natta de Massy e sua cugina Elisabeth-Anne de Massy. All’evento presero parte anche le delegazioni da sedici paesi differenti, tra cui diverse teste coronate. La sera si concluse con uno spettacolo dedicato all’Opéra de Monte-Carlo.

Come principe sovrano, Alberto ha continuato sostanzialmente la politica inaugurata dal padre, utilizzando la propria posizione per promuovere iniziative culturali di stampo internazionale e promuovendo largamente la locale marina del principato. Durante il suo primo anno di regno, tenne visite diplomatiche e di cortesia in Francia, in Italia ed al Vaticano, oltre ad intervenire all’assemblea generale delle Nazioni Unite.

Non ha mancato di partecipare, come l’avo e omonimo Alberto I, ad una spedizione artica che lo tenne impegnato nel 2006 e che lo portò a raggiungere il Polo Nord il 16 aprile di quello stesso anno, distinguendosi per essere stato il primo capo di Stato ad aver raggiunto quel punto della Terra.

Nel 2008, diede il proprio sostegno pubblico al progetto del presidente francese Nicolas Sarkozy per la creazione dell’Unione per il Mediterraneo.

Ad oggi si occupa largamente anche delle opere assistenziali ai più poveri, patrocinando organizzazioni internazionali come l’UNICEF, e si impegna per la salvaguardia della fauna terrestre e marina. Da sempre si batte per lo sviluppo economico e sociale di Monaco, per il turismo locale e per l’industria nel settore immobiliare che, sin dall’epoca del regno di suo padre, si è dimostrata particolarmente fiorente nel principato. In relazione a quest’ultimo settore, nel marzo del 2013, il principe ha annunciato un grande progetto d’estensione della città di Monaco ad est, verso il mare, su una superficie di 5/6 ettari di terreno, pur introducendo ad ogni modo il concetto di sviluppo ecosostenibile e con un’ottica ecologista, senza che l’ingrandimento della città vada a scapito dei delicati fondali marini presenti lungo la Costa Azzurra. Si è anche dedicato allo sviluppo del principato sotto l’aspetto delle vie di comunicazione.

Uno dei suoi principali obbiettivi di governo è la rottura con l’immagine tradizionalmente associata a Monaco visto come paradiso fiscale, con l’intento invece di farne uno stato modello per capacità amministrativa e gestionale. Per questo motivo, sin dalla sua ascesa al trono, ha inaugurato un periodo di riforme legali, inclusa l’introduzione del reato di riciclaggio e frode fiscale, la regolazione dell’istituto del carcere in tutto il territorio del principato, la protezione dei diritti della privacy degli individui di fronte al crescente uso della tecnologia, la libertà di stampa, l’equiparazione dei sessi e la protezione dei diritti dei bambini e degli studenti del principato portatori di handicap.

Il 27 agosto 2015, il principe Alberto si è pubblicamente scusato per il ruolo avuto dal principato di Monaco nell’aver consentito la deportazione di un totale di 90 ebrei e partigiani della resistenza durante il periodo della Seconda guerra mondiale, di cui solo nove tornarono a casa. “Abbiamo commesso l’irreparabile nel dar manforte alle autorità a noi vicine nel deportare donne, uomini e un bambini che avevano cercato rifugio presso di noi dalle persecuzioni che stavano subendo in Francia” ha commentato nel corso della cerimonia per l’inaugurazione di un monumento alle vittime delle deportazioni presso il cimitero di Monaco in quello stesso anno.

Il 19 marzo 2020, dopo lo scoppio su vasta scala dell’epidemia da COVID-19, è stato annunciato che Alberto II era risultato positivo al test e che era quindi affetto da coronavirus. Venne altresì annunciato che il principe avrebbe incominciato quello stesso giorno una quarantena nel suo appartamento, continuando comunque a lavorare per il bene dello stato. Questo ha fatto di Alberto II il primo monarca e capo di stato ad aver contratto il COVID-19. Il 31 marzo venne annunciata la sua completa guarigione, ma l’inizio di una seconda quarantena del principe con la sua famiglia per i successivi quindici giorni.

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