Covid, in classe con le finestre aperte: gli studenti aprono gli ombrelli

di Fabrizio De Angelis (Orizzontescuola.it)

La prevenzione contagi covid, laddove sia prevista la didattica in presenza, non è mai troppa. Solo che a volte si esagera. E quello che viene da pensare non appena ci si imbatte sul post Istagram della pagina ScuolaZoo, che ha postato la foto di uno studente che in classe ha aperto un ombrello. Perchè? Semplice: per arieggiare l’aula le finestre sono state lasciate aperte a quanto pare per tutto il tempo delle lezioni.

La storia raccontata dal sito dedicato agli studenti è diventata virale: la scuola in cui si è verificato ciò è l’Istituto tecnico tecnologico “Enea Mattei” di Sondrio.

La necessità di areare i locali il più possibile per evitare la diffusione dei contagi è chiara – ha scritto lo staff di ScuolaZoo nel post – ma le normative del Miur specificano anche che non è necessario tenere per cinque ore consecutive le finestre aperte ma che bastano ‘frequenti e periodici cambi d’aria’. Insomma, areare le classi sì, ma non importa stare al freddo e al gelo per cinque ore o tornare a casa bagnati se le temperature sono basse o fuori piove“.

A quanto pare non si tratterebbe di un caso isolato in cui per applicare il protocollo anti-covid spesso le scuole impongano misure rigide: fra i commenti presenti nel post Instagram c’è la testimonianza di una ragazza che racconta di quando nella sua scuola “hanno lasciato le finestre aperte, la notte ha piovuto e il giorno dopo la nostra classe era allagata, tanto che siamo dovuti andare a fare lezione da un’altra parte“.

Un altro studente ha scritto: “Tenere le finestre aperte per non prendere il Covid, ma per prendere una bella polmonite?

Secondo il dirigente scolastico Massimo Celesti, però, quelle immagini sono “una goliardata, una sorta di scherzo con cui gli studenti hanno voluto celebrare il primo giorno di scuola in presenza dopo il lungo periodo di Dad. Non ci sono situazioni conflittuali“, dice a La Repubblica.

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