“Lei non sa chi sono io”

di ilsimplicissimus

Non oso immaginare  quanti italiani abbiano pensato che l’arrivo di Draghi, sia pure calato dall’alto in maniera così sfacciata da rendere insopportabile il cigolio della “macchina” di Palazzo, avrebbe potuto sbloccare lo stallo del Paese: dopotutto il suo prestigio internazionale, la sua fama di esperto e navigato banchiere erano una garanzia  Certo il personaggio aveva anche molte ombre a cominciare dalla svendita dei patrimoni dell’industria pubblica, alla “sviste”  come governatore di Bankitalia, ma era pur sempre quello accreditato dalla vox populi, su suggerimento dei media,  di aver arginato come capo della BCE lo strapotere della Germania: se c’è una cosa che non manca mai in questo Paese è la capacità di illusione perché è evidente che la prima cosa che avrebbe dovuto fare Draghi a capo della BCE era proprio abbattere gli spread tra i vari Paesi dell’Unione e non permettere che essi divenissero un’arma di ricatto. Ma dal momento che lui era proprio uno dei ricattatori ha fatto del suo meglio per imporre il peggio. E infatti adesso ci accorgiamo che Draghi – proclamato santo subito da Tv e giornali,   è stato chiamato come premier ad impedire che nascano posizioni eretiche di fronte alle catastrofiche conseguenze della mistificazione pandemica e insomma per ribadire la subordinazione del Paese al sistema bancario – finanziario tramite euro e alle oligarchie di Bruxelles proprio nel momento in cui esse da una parte hanno fatto mancare qualsiasi reale solidarietà ( a meno che non si sia  così confusi da credere davvero al Recovery e compagnia cantante) e dall’altra mostrano ormai una filigrana di inefficienza, lobbismo selvaggio e subalternità agli strumenti dell’imperialismo atlantico, come è dimostrato dalla incredibile vicenda dei vaccini che ha fatto della Ue un zimbello planetario.

Draghi è insomma non è solo lo svenditore che ha cominciato la sua asta da Alitalia, ma è soprattutto il garante di un mondo che sta uscendo di scena sia che il piano di distruzione sociale architettato come parallelo alla pandemia riesca, sia che invece fallisca e le élite cerchino altre strade per attaccarsi al potere, una delle quali è la guerra. Nella mia ingenuità pensavo che il personaggio fosse meglio di Monti e che ci avrebbe messo più tempo a bruciarsi e a rivelare la propria inconsistenza, ma mi sbagliavo:  l’effetto è stato quasi immediato e l’impressione è quella di un pesce fuor d’acqua che annaspa, una volta sottratto all’etereo eppure feroce mondo della banca e della finanza, che non sa come muoversi, che non sa parlare, che prende ordini dai suoi amici riguardo alla svendita del Paese, che conferma uno dei peggiori ministri di tutti i tempi, ovvero Speranza, che richiama in servizio personaggi che avremmo dovuto dimenticare per sempre come Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. che vuol rendere obbligatori vaccini che non ci sono, che ha aggiunto caos al caos e ha avuto la bella pensata di chiamare un generale incompetente e fuori di testa che vuole iniettare vaccini agli angoli delle strade come se fossimo ad Herat. Non si accorge dell’elemento farsesco che lui stesso sta introducendo  e sono convinto che sia uno di quei tipi che messo alle strette salta fuori con un “lei non sa chi sono io” quando invece lo sappiamo benissimo. Il fatto è che viene quasi naturale mitizzare personaggi che navigano negli empirei del potere, riveriti sempre e comunque dall’informazione  e credere che dietro quelle facce si nascondano chissà quali pensieri e quali abilità. E invece non c’è quasi nulla: è quasi naturale che sia così perché la vertiginosa caduta culturale dell’ultimo trentennio, innescata dal pensiero unico, si è rivoltata anche contro i burattinai che non sono più in grado di cambiare i loro registri di comprensione delle cose e vanno avanti insensatamente, ordiscono le loro trappole sociali, impongono le agende più folli, come quella che stiamo vivendo, ma non sapendo fare altro che ripetere all’infinito gli errori contenuti nel loro breviario e recitare i dogmi a memoria.

Draghi è una sorta di boa luminescente che indica il percorso del covidismo, ovvero la malattia finale del capitalismo nella sua caratteristica forma anglosassone che tenta di salvarsi dal facendo leva non certo sulle ricette fallimentari , ma su quella dimensione biologica a cui ha voluto ridurre le persone. 

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