1900 – Torino, al Valentino il primo Salone dell’automobile

di Dino Valle

Il Salone internazionale dell’automobile, spesso citato come Salone dell’automobile di Torino o Salone di Torino, è stata la principale rassegna espositiva automobilistica italiana e tra le principali del mondo.

La prima edizione, denominata Mostra di Automobili, si tenne nella Palazzina delle Belle Arti al Valentino, dal 21 al 24 aprile 1900, e fu la prima esposizione di automobili organizzata in Italia.Autobus della Carrozzeria Barbi esposti al Salone dell’Automobile di Torino nel 1950

Dispiegata su una superficie espositiva di 800 mq, vide la partecipazione di 25 espositori di Italia, Francia e Germania, registrando la presenza di circa 2 000 visitatori, nonostante il costo del biglietto d’ingresso di 20 centesimi di lira, non certo alla portata di tutti. Tra gli 11 espositori nazionali, la Carcano, la Ceirano, la Orio-Marchand, la Prinetti & Stucchi e la neonata FIAT.

Occorre aggiungere che la Mostra di Automobili del 1900, fu preceduta da due esposizioni automobilistiche realizzate in Torino nel 1898 e nel 1899. Tuttavia, dette esposizioni non possono essere considerate come “saloni”, in quanto si trattava di raduni dei proprietari di automobili che consentivano la visione al pubblico degli stessi, senza la partecipazione delle case automobilistiche.

A quella prima edizione ne seguirono molte altre con gli espositori che incominciarono ad arrivare anche da oltre confine; divenne così una consuetudine il celebrare i nuovi modelli presentati dalle maggiori case automobilistiche mondiali che si davano appuntamento nel capoluogo piemontese ogni mese di maggio.

Nel 1959 in quanto lo spazio espositivo non era più sufficiente venne realizzato il Padiglione Nº 5 dall’Ing. Riccardo Morandi, che è considerato per le sue caratteristiche architettoniche una delle opere di prestigio del razionalismo italiano del secondo dopoguerra.

Molte furono le auto, soprattutto italiane di FIAT e Lancia, che videro la presentazione ufficiale in questa sede, tra le altre le Fiat 1400 e Fiat 126, le Lancia Appia e Lancia Thema (nel 1984 anno del trasferimento nella nuova sede) solo per citare alcuni dei modelli di maggior successo nella storia delle case italiane.

Dall’idea di una mostra retrospettiva del mercato automobilistico tenutasi presso il Salone dell’Auto nel 1933 scaturì anche, grazie al curatore Carlo Biscaretti di Ruffia, l’idea di un museo specifico dedicato all’industria motoristica: da questa intuizione nacque il Museo dell’automobile Carlo Biscaretti di Ruffia.

Nel 2000 venne festeggiato il centenario con la 68ª edizione del Salone la cui sede si era nel frattempo trasferita negli spazi espositivi dell’ex stabilimento Fiat del Lingotto.

La chiusura della manifestazione

Per la prima volta dal dopoguerra la prevista edizione numero 69, in calendario dal 25 aprile al 5 maggio 2002, non si tenne a causa della crisi del mercato automobilistico.[9]

Gli organizzatori, gli stessi del Motor Show che alcuni mesi prima avevano acquistato i diritti della manifestazione, per scongiurare la cancellazione dell’evento proposero a tutti gli espositori di partecipare gratuitamente alla manifestazione (il costo dell’iscrizione sarebbe stato incluso in quello per il Motorshow), ma tutte le principali case automobilistiche, escluso gruppo FIAT, diedero forfait.

Ne scaturì una violenta polemica in Sala Rossa (la sede del consiglio comunale della città). Alcuni sostennero polemicamente che gli organizzatori avrebbero fatto saltare l’evento di proposito al fine di eliminare la concorrenza del salone torinese e consacrare il Motor Show di Bologna come unica manifestazione fieristica dell’automobile d’Italia. L’allora sindaco Sergio Chiamparino disse che la città era interessata a riacquistare i diritti del Salone dell’auto o ad organizzare una nuova manifestazione analoga. Ma alle parole non seguirono i fatti.

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