Naufragio in Libia, tragedia pianificata dagli scafisti

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L’ultima tragedia del mare, con la morte di circa 130 migranti illegali al largo della Libia, non sembra provocata dalla malasorte ma ha tutte le caratteristiche di una tragedia pianificata nei dettagli dai trafficanti per indurre l’Europa a spalancare porti e porte ai nuovi massicci flussi che stanno per puntare sull’Italia. Quasi esclusivamente sull’Italia, come confermano gli ultimi rapporti dell’agenzia Ue delle frontiere (Frontex) e le recenti dichiarazioni del suo direttore, Fabrice Leggeri.

“Si tratta di migranti che arrivano dalla Libia, ma sempre di più abbiamo anche migranti partiti dalla Tunisia e anche alcuni dall’Algeria, che arrivano in Sardegna e in Spagna. E’ una situazione che richiede di essere vigili, bisogna agire” ha detto il 17 aprile Leggeri aggiungendo che “per l’Italia purtroppo osserviamo che i flussi migratori del Mediterraneo centrale sono in aumento dall’anno scorso”. Le ragioni sono note: mentre la Spagna attua rimpatri, Malta non accoglie nessuno dopo aver stipulato nell’agosto scorso un accordo con Libia e Turchia e la Grecia con i respingimenti in acque turche ha ridotto di oltre il 70% il flusso di clandestini, l’Italia è l’unico stato del Mediterraneo ad accogliere chiunque paghi scafisti criminali per raggiungerlo con un’accoglienza di massa rafforzata dal vergognoso decreto immigrazione del governo Conte 2, approvato nel dicembre scorso in Parlamento.

Il governo Draghi potrebbe cambiare l’approccio nazionale ai flussi di immigrati clandestini, oggi completamente prono ai trafficanti, alle Ong e alla lobby dell’accoglienza? Sembrerebbe di sì, ma a fatica, guardando le reazioni piccate degli immigrazionisti alle parole con cui Mario Draghi a Tripoli ha ringraziato la Guardia Costiera libica per le migliaia di vite salvate coi soccorsi in mare. La tragedia di giovedì, che porta ad almeno altre 300 i morti in mare sulla rotta del Mediterraneo centrale quest’anno contro i 150 dello stesso periodo del 2020, avviene con un tempismo perfetto per condizionare il dibattito sui flussi migratori illegali in Italia.

Considerate le condizioni del mare e la precaria galleggiabilità del gommone di costruzione cinese sovraccarico di persone e il fatto che l’unica nave delle Ong, la Ocean Viking, si trovava molto distante dalla zona del naufragio, pare molto probabile che i trafficanti abbiano fatto salpare il gommone stracarico puntando proprio sul fatto che sarebbe naufragato, generando reazioni di commozione e sdegno sfruttati in modo ideologico dal fronte immigrazionista italiano. “Bande criminali hanno stipato persone disperate su una barca inadatta alla navigazione in condizioni meteo terribili e le hanno spinte in mare, mettendo i profitti al di sopra della vita” ha fatto sapere Frontex riferendo di avere “immediatamente allertato i centri di soccorso in Italia, Malta e Libia, come previsto dal diritto internazionale”.

Il portavoce della Marina libica, Massoud Abdelsamad, ha negato che la Guardia costiera della Libia non abbia fatto tutto il possibile per salvare le vite. “Siamo intervenuti nonostante le pessime condizioni meteo e abbiamo inviato una barca da al-Khoms direttamente alla posizione che abbiamo ricevuto da Malta e dall’Italia” ha detto il portavoce. “Le pessime condizioni del mare hanno reso quasi impossibili i soccorsi, ma ciò nonostante le squadre di soccorso sono riuscite a recuperare un’imbarcazione con 106 persone a bordo dalla quale sono stati recuperati due corpi e portato a riva i sopravvissuti”. I gommoni messi in mare dai trafficanti nonostante il mare in tempesta erano quindi almeno due. “In seguito, la Marina libica e la Guardia costiera hanno dato il via alle ricerche di un’altra imbarcazione, ma non è stato possibile intercettarla sempre a causa delle condizioni del mare” ha aggiunto Abdelsamad.

Per molti commentatori la tragedia del mare è un buon motivo per attaccare l’Europa e l’Italia, chiedendo “corridoi umanitari” e persino il riavvio di operazioni militari di soccorso che, da Mare Nostrum in poi, hanno trasferito in Italia 750 mila clandestini senza per questo riuscire a scongiurare naufragi e annegamenti. Anzi, giova ricordare che il minor numero di tragedie si è registrato tra il 2018 e il 2019 quando il governo Conte 1 – guarda caso con l’orco Salvini ministro dell’Interno – ridusse al minimo storico gli sbarchi. Paradossale che in tanti non abbiano speso una sola parola per condannare gli spietati trafficanti che, da vere bestie quali sono, hanno spinto verso morte certa 130 persone, pur di ottenere un effetto mediatico e politico utile ad alimentare il loro sporco giro d’affari.

Le agenzie dell’ONU, Unhcr e Organizzazione internazionale per le migrazioni si dicono “profondamente turbate”, confermano che sono previsti flussi in crescita e chiedono “la riattivazione delle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, un maggiore coordinamento con tutti gli operatori di soccorso, la fine dei rimpatri verso porti non sicuri e la creazione di un meccanismo di sbarco sicuro e prevedibile”. Sulla stessa linea il PD con il segretario Enrico Letta che, prima, condivide la proposta di Gad Lerner di ripristinare l’operazione Mare Nostrum (varata nel novembre 2013 dallo stesso Letta, quando era premier, all’indomani della tragedia che vide la morte di oltre 300 migranti illegali al largo di Lampedusa) e poi, su Avvenire, chiede l’avvio di “corridoi umanitari” e che la missione navale Ue Irini, che si occupa di monitorare il rispetto dell’embargo sulle armi alle fazioni libiche, diventi di ricerca e soccorso per i migranti. Insomma: avanti, c’è posto.

Vale la pena ricordare che Enrico Letta in un’intervista del novembre del 2017 a Propaganda Live riconobbe che le immagini della tragedia di Lampedusa consentirono “una finestra di dieci giorni, come io ebbi, per lanciare una operazione militare e umanitaria che la pubblica opinione ha accettato perché c’erano quelle immagini lì”. Un copione simile a quello di oggi dove pare si voglia puntare sulla reazione emotiva per il naufragio per ridare vita a operazioni di “traghettamento” dei clandestini dall’Africa all’Italia, nonostante l’Italia sia ancora in preda all’epidemia di Covid. Come se di pèroblemi non ne avessimo già abbastanza per conto nostro

E invece no. Tutte le altre reazioni alla tragedia del mare esprimono pesanti critiche e accuse verso l’indifferenza dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente chiedendo accoglienza per tutti i clandestini. Da Papa Francesco, Comunità di sant’Egidio, Don Ciotti, l’arcivescovo di Palermo Calogero Lorefice, numerosi esponenti politici del centro-sinistra e delle Ong, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, le Acli, il parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra, il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, il Centro Astalli, Fondazione Migrantes, l’immancabile e immarcescibile Roberto Saviano e l’apologeta padre Alex Zanotelli (che parla addirittura di “genocidio di migranti”) non è stata spesa neppure una parola di condanna per i trafficanti che hanno mandato quei 130 migranti a morte certa. Vergogna!

Commenti di tenore diverso nel centro-destra. Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, ha espresso “pietà per questa ennesima sciagura, ma basta ipocrisia: l’unica soluzione per ridurre e azzerare i morti, le tragedie e gli sbarchi è bloccare e prevenire le partenze dai Paesi di origine. Bisogna con decisione contrastare l’azione dei trafficanti e degli scafisti, complici filo immigrazionisti. Dobbiamo difendere le frontiere europee e sviluppare subito accordi di partenariato e di rimpatrio con i Paesi di partenza e transito, anche con una seria politica di cooperazione e condivisione europea. Queste sono le priorità non più rinviabili”. Salvini ha parlato di “altri morti, altro sangue sulla coscienza dei buonisti che, di fatto, invitano e agevolano scafisti e trafficanti a mettere in mare barchini e barconi stravecchi, anche con pessime condizioni meteo. Una preghiera e tanta rabbia”. Per Maurizio Gasparri (Forza Italia) “l’attività di alcune Ong incoraggia i trafficanti di persone. L’abbiamo già visto nel passato, lo sta dimostrando un’inchiesta della magistratura di Trapani La strage nel Mediterraneo è figlia delle politiche lassiste, del cinismo dei criminali africani e anche della irresponsabilità di chi incoraggia in vari modi queste attività” mentre Enrico Aimi, capogruppo in Commissione Affari Esteri del Senato per Forza Italia, chiede la confisca delle navi delle Ong. Il dibattito pare quindi destinato ad esplodere all’interno del governo Draghi con il previsto imminente incremento degli sbarchi.

A marzo, il numero di migranti che hanno attraversato illegalmente il Mediterraneo centrale (rotta verso Italia da Libia, Tunisia e Algeria) è quadruplicato rispetto allo stesso mese dello scorso anno mentre nel primo trimestre del 2021, il numero totale di attraversamenti illegali su questa rotta è invece più che triplicato arrivando a circa 8.450, come ha riferito Frontex.

Nonostante il forte aumento nel Mediterraneo centrale, Frontex riporta una diminuzione del 7%, a circa 24mila, del numero di attraversamenti illegali delle frontiere esterne dell’Europa nei primi tre mesi del 2021, dovuto però al calo consistente degli arrivi sulle rotte del Mediterraneo orientale (dalle coste turche alle isole greche, meno 71% rispetto allo stesso periodo del 2020) e Mediterraneo occidentale (da Marocco e Algeria verso la Spagna, meno 8%)

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