Dino Valle

Facebook censura le opinioni ma tollera le truffe on line?

Facebook sta intensificando la sua azione per rimuovere i contenuti ritenuti falsi o fuorvianti riguardo l’attuale emergenza sanitaria. Investimenti per milioni di euro insieme a squadroni di fact checkers sono stati messi sul piatto dalla multinazionale digitale, ma quale attenzione viene riservata invece ai contenuti malevoli?

Le pubblicità di alcool e sigarette per i minorenni

Mentre l’azienda di Zuckerberg etichetta ogni post che faccia riferimento al vaccino con un link di rimando ad ottenere ulteriori informazioni, la stessa cura sembra invece non essere riservata per i contenuti che potrebbero essere dannosi per il pubblico minorenne.

È una recente scoperta fatta dall’organizzazione Reset Australia che ha effettuato un esperimento per analizzare l’efficacia dei filtri posti da Facebook per tutelare i minorenni. Reset Australia ha creato una pagina dal nome “Ozzie news network” con l’intento di pubblicizzare prodotti alcolici, sigarette e appuntamenti al buio.

È stato notato che, a questa pagina, Facebook suggeriva in automatico di scegliere un pubblico target di ragazzi anche al di sotto dei 18 anni che, secondo i dati raccolti dal social network, avevano espresso interesse per questi prodotti e situazioni.

Un tredicenne che esplicita il proprio stato di single può ricevere annunci mirati per un servizio di appuntamenti? Un quindicenne classificato da Facebook come interessato all’alcol dovrebbe vedere annunci che suggeriscono ricette di cocktail basate?

È la domanda posta dall’organizzazione australiana.

Su Facebook c’è di tutto

Dall’altra parte Facebook si difende sostenendo come sia impossibile monitorare tutte le tipologie di inserzioni che vengono proposte e che spesso le valutazioni ed eventuali correzioni vengono fatte anche dopo che la pubblicità e già partita.

L’utilizzo dei dati di minori per fini pubblicitari non sembra però essere l’unico problema della piattaforma privata. Un’inchiesta della BBC aveva rivelato come Facebook non avesse rimosso il profilo utilizzato da alcuni individui condannati per pedofilia condannati che avevano utilizzato proprio il social network per lo scambio di materiale pedopornografico. Non solo.

La multinazionale della Silicon Valley sembra essere un eldorado anche per le truffe sessuali, l’usura e le estorsioni.

Tra ricatti sessuali, usura ed estorsioni

Innumerevoli sono i profili fake di presunte top model e modelli pronti a inviare materiale hard in cambio di una cifra corrisposta dall’utente adescato. Profili che rimangono attivi per lunghissimo tempo senza incorrere nella chiusura da parte di Facebook.

Come innumerevoli sono i profili di usurai pronti a sponsorizzare i loro prestiti con un classico messaggio standard.

E non finisce qui, perché Facebook ha dato nel tempo spazio anche a gruppi di scafisti pronti a sponsorizzare il viaggio della speranza a migranti dalla Libia e dalla Tunisia.

Di recente Facebook aveva trionfalmente annunciato la rimozione di oltre 7 milioni di post contenenti, secondo gli algoritmi di Zuckerberg, delle fake news. Quando verrà dedicata altrettanta attenzione al corretto utilizzo dei dati, ai minori e alla vittime di truffe?

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